Dei tifosi del Persepolis, a Teheran, hanno contestato chi supportava l’attacco di Hamas

I dissidenti del regime hanno intonato cori contro la bandiera palestinese.
di Redazione Undici 09 Ottobre 2023 alle 13:26

L’escalation tra Israele e Hamas è la notizia più importante degli ultimi mesi. Non solo per l’enorme valore intrinseco, ma anche per le ripercussioni che gli avvenimenti di Gaza e dintorni hanno avuto e potrebbero avere sullo scenario geopolitico internazionale. In Iran, per esempio, si è acuito lo scontro tra i sostenitori di Hamas – che, ovviamente, sono a favore della Repubblica Islamica – e i contestatori del regime, inevitabilmente schierati a favore di Israele. Il calcio ha un ruolo di primissimo piano in questo conflitto ideologico: durante l’ultima gara del Persepolis, squadra di Teheran tra le più popolari in tutto il continente asiatico, i tifosi di casa hanno intonato dei cori dispregiativi nei confronti della bandiera palestinese. In particolare, i tifosi del Persepolis hanno cantato “Prendi quella bandiera palestinese e ficcatela su per il culo” in risposta all’esibizione di un vessillo rosso, nero, bianco e verde.

In questo modo, i tifosi del Persepolis hanno contestato chgli iraniani che supportavano gli attacchi di Hamas. Come scrive – e mostra, attraverso un video – Gabriel Noronha (ex componente del Dipartimento di Stato degli Usa) sul suo profilo Twitter, la distanza tra il governo iraniano e il suo stesso popolo non è mai stata così ampia. Mentre i sostenitori del regime hanno festeggiato per gli attacchi di Hamas, anche scendendo per le strade delle città, i dissidenti hanno approfittato per contestare le politiche finanziarie dei leader islamici. Lo stadio del Persepolis e i cori che si sono sentiti, insomma, sono solo un riflesso di ciò che succede in tutti gli ambiti della società: «Gli iraniani disprezzano il fatto che il regime invii miliardi di dollari a Hamas e Hezbollah per sostenere il terrorismo, mentre nel frattempo si rifiuta di investire in sanità, istruzione, infrastrutture». È tutto in questo thread, a partire dalle immagini:

Le indiscrezioni secondo cui l’Iran avrebbe contribuito a pianificare gli ultimi attacchi di Hamas non aiutano ceto a calmare le acque. Ovviamente si tratta di voci non confermate, anzi addirittura smentite da alcuni membri della Comunità Internazionale, ma la tensione resta altissima, com’è inevitabile che fosse. Anche perché l’essenza stessa e la storia del Persepolis – considerata la “squadra del popolo”, mentre i rivali dell’Esteghlal sono visti come un club più vicino al regime – spinge in una direzione piuttosto chiara. O almeno è così per i tifosi e per la percezione che si ha di loro, visto che in realtà tutti i club iraniani, soprattutto quelli più grandi, restano legati ai leader politici e religiosi.

>

Leggi anche

Calcio
Vinícius Júnior è una macchina da soldi che funziona benissimo, ma anche un campione di tolleranza e solidarietà
L'attaccante del Real Madrid ha tantissimi accordi commerciali, ma è anche un simbolo per le sue iniziative benefiche e sociali.
di Redazione Undici
Calcio
Il Goteborg lancerà e indosserà 15 maglie Home in questa stagione, una per ogni partita in casa
Con questi kit customizzati, uno dei club più blasonati del calcio svedese omaggerà tutti i quartieri della città che rappresenta.
di Redazione Undici
Calcio
Grazie a un nuovo progetto e a uno stadio posto a oltre 4mila metri di altitudine, la Bolivia può tornare davvero ai Mondiali dopo più di trent’anni
Il percorso di qualificazione dei sudamericani era cominciato malissimo, ma poi le cose sono cambiate. In campo e fuori.
di Redazione Undici
Calcio
Il Senegal non è più campione d’Africa, almeno formalmente, ma ha deciso di ribellarsi e di continuare a celebrare il titolo
Come sfidare le autorità calcistiche africane in grande stile? Presentare ricorso, sfilare a Parigi con la Coppa, indossare una maglia celebrativa con una stella per ogni vittoria.
di Redazione Undici