Il trofeo sportivo più strano del mondo è quello in palio a Parigi-Bercy

Chi vince il Masters 1000 francese porta a casa un alberello personalizzabile.
di Redazione Undici 31 Ottobre 2023 alle 17:53

Il Rolex Paris Masters, nome ufficiale del torneo di Parigi-Bercy, è l’ultimo Masters 1000 dell’anno. L’edizione 2023 è iniziata da pochi giorni e terminerà domenica 5 novembre. Il detentore del titolo è Holger Rune, che un anno fa riuscì a sconfiggere Djokovic in finale. Per una volta, però, non paleremo dei giocatori, ma del trofeo in palio. Che, semplicemente, è uno dei più strani dell’intero circuito tennistico mondiale, forse anche di tutti gli sport in assoluto. Basta guardare la foto in apertura per rendersene conto: Novak Djokovic, vincitore nel 2019 (ma anche nel 2009, 2013, 2015, 2015 e 2021) festeggia mettendosi un alberello in testa. Ecco, quell’alberello è il trofeo rimesso in palio ogni anno sul cemento di Palais omnisport de Paris-Bercy, sette chilometri a Sud-Est della Tour Eiffel costeggiando la Senna.

Ma a chi è venuto in mente di disegnare e realizzare un alberello come trofeo per un torneo di tennis? La risposta è che l’idea è stat di Lucio Fanti, artista italiano a cui nel 1991 furono commissionati un affresco per il centenario del Roland Garros e una nuova coppa per il secondo torneo più importante di Parigi. Guardando la storia del Roland Garros, Fanti si imbatté nei tabelloni delle varie edizioni. Ruotando i fogli di 90°, si rese conto che avevano la forma di un albero, e da qui trasse l’ispirazione per disegnare quello che sarebbe stato denominato come l’Arbre de Fanti. È stato lo stesso artista italiano a raccontare – qui c’è in articolo di Le Figaro – che il processo creativo è andato proprio in questo modo.

L’albero, tra l’altro, ha la caratteristica di essere personalizzabile, di cambiare a ogni edizione. Sul ramo principale, infatti, viene inciso il nome del vincitore, mentre in tutti gli altri ci sono quelli degli eliminati prima della finale. Come se fosse un albero genealogico, che però ricostruisce l’andamento del torneo per chi ha raggiunto l’ultimo atto. L’Arbre de Fanti è stato consegnato al vincitore del torneo di Parigi-Bercy dal 1991 al 2006, poi dal 2007 al 2012 è stato sostituito da un’altra opera: si trattava de “Le Filet du Temps”, un trofeo in bronzo realizzato dallo scultore Jean-Pierre Rives. Poi i manager del torneo hanno deciso di ripristinare l’alberello di Fanti. Difficile dargli torto.

>

Leggi anche

Tennis
La sconfitta contro Korda è una conferma: Carlos Alcaraz è tornato sulla Terra
Dopo mesi in cui ha giocato un tennis stellare, il fuoriclasse spagnolo ha ricominciato ad accusare dei blackout sparsi (come succedeva fino a un anno fa).
di Redazione Undici
Tennis
Nel 2026, per la prima volta nella storia, anche a Wimbledon sarà introdotta la video review
La scelta dell’ All England Club si allinea a quella di due altri slam, gli Australian Open e gli US Open.
di Redazione Undici
Tennis
Grazie a suo padre, che ci lavora da tanti anni, Jakub Mensik ha un archivio di statistiche sul tennis che lo aiuta moltissimo a studiare i suoi avversari
Una sorta di diario informatico della sua giovane carriera (e degli avversari affrontati), che il 20enne ceco ritiene "più importante di quanto possiate immaginare".
di Redazione Undici
Tennis
Per diventare un atleta d’élite, è fondamentale allenare anche gli occhi
Intervista ad Andrea Cagno, optometrista specializzato nello sport che ha collaborato con la Federtennis, con Sinner, Berrettini, con il Napoli di Spalletti. E che ha chiarito quanto sia importante vedere nel modo giusto, per vincere.
di Margherita Sciaulino