L’incredibile rinascita di Borja Mayoral

Il miglior attaccante spagnolo della Liga è una vecchia conoscenza della Roma e del Real Madrid.
di Redazione Undici 19 Dicembre 2023 alle 12:21

Se non fosse per lo strepitoso inizio di stagione di Jude Bellingham, sapete chi sarebbe il capocannoniere della Liga? Sì, esatto: proprio Borja Mayoral, ex attaccante di Real Madrid e Roma che un anno e mezzo fa è passato al Getafe. E che ora sta vivendo un rinascimento inatteso e inaspettato, quantomeno nelle proporzioni: siamo già a 12 gol stagionali in 18 partite, dieci in Liga e due in Copa del Rey. Certo, su certi numeri pesa sicuramente il rendimento di squadra, vale a dire la grande stagione del nuovo-vecchio Getafe di José Bordalás: due anni dopo il suo addio, l’allenatore valenciano è tornato “a casa” e ha ripreso esattamente laddove aveva finito, cioè sta portando il Getafe a ridosso – se non dentro – la zona Europa. La presenza di Bordalás ha avuto un effetto chiaramente balsamico anche su Mayoral: nella stagione scorsa, l’attaccante allevato alla Fábrica – la cantera del Real Madrid – aveva messo insieme nove gol in tutte le competizioni. Una quota appena sufficiente, mentre oggi sembra un giocatore completamente diverso.

I meriti di questo ritorno al futuro – ai tempi degli esordi a Madrid, infatti, Mayoral era considerato una grande promessa a livello nazionale e anche internazionale: tra poco ne parleremo – non vanno ascritti solo all’allenatore del Getafe: come racconta El País in questo articolo, la carriera e la vita di Mayoral sono cambiate rispetto a qualche anno fa. Merito di una scelta che ormai sta diventando sempre più comune, tra i calciatori di alto livello: quella di allestire uno staff privato che in qualche modo riesca a regolare gli allenamenti e anche la vita privata degli atleti. In pratica, ora Borja Mayoral viene seguito da un nutrizionista, un preparatore atletico, un mental coach e un fisioterapista personali.

L’elenco non è stato compilato a caso, nel senso che quella del nutrizionista è la figura chiave: Borja Mayoral, infatti, soffre di una particolare forma di diabete, deve tenere sotto controllo in modo costante la sua curva glicemica, e quindi il suo benessere è strettamente legato a ciò che mangia. E al modo in cui lo smaltisce. Di conseguenza, la sua crescita fisica – prima ancora che tecnica – è stato determinante per il suo ritorno ad alti livelli: Bordalás, a sua volta decisivo per la scelta di rimanere al Getafe, ha lodato proprio i miglioramenti atletici di Mayoral. Non a caso, viene da dire, ha già segnato tre gol di testa: è già il suo record stagionale in carriera. «Sono il suo allenatore e vedo come lavora ogni giorno: per me merita la Nazionale», ha detto il tecnico del Getafe.

Sembra un’esagerazione, forse non lo è più. Come anticipato, di certo non era un’esagerazione fino a qualche anno fa: tra il 2015 e il 2019, infatti, Mayoral ha giocato 31 partite (con 16 gol segnati) nell’Under 21, conquistando anche l’Europeo di categoria. E in panchina c’era Luis de la Fuente, l’attuale commissario tecnico della Nazionale. Insomma, Mayoral era candidato a essere il grande attaccante spagnolo del futuro. Le cose non sono andate come ci si aspettava, e anche il passaggio alla Roma – una stagione e mezza con Fonseca e Mourinho, 56 gare complessive e 18 gol – era sembrato un potrei ma non riesco. E invece ora le cose vanno molto meglio: «Alla fine, quando hai attraversato situazioni difficili, dai più valore ai momenti belli», ha detto Mayoral in una recente intervistaMarca. Ma questa è la sua frase più significativa: «I giocatori che, come me, sono cresciuti in una squadra molto importante convicono da sempre con aspettative enormi. Non è sempre facile gestirle. Nel mio caso, una volta arrivato nel calcio professionistico mi sono accorto che non era così facile come pensavo». Ecco, forse gli servivano solo i collaboratori, l’ambiente e il tempo giusti per emergere. Pare che il Getafe e l’esperienza gli abbiano dato tutto questo.

>

Leggi anche

Calcio
I calciatori professionisti si stanno prendendo anche LinkedIn
Da Alberto Paleari a Mario Götze, una nuova generazione di atleti ha scelto una nuova piattaforma per parlare di business, salute mentale e attivismo. Riscrivendo così i modelli del personal branding sportivo
di Redazione Undici
Calcio
Atalanta, Juve, Milan, Inter e Roma hanno dei settori giovanili che funzionano, ma i numeri sono ancora molto lontani da quelli dei top club
L'ultimo rapporto del CIES parla chiaro: le società di Serie A hanno dei vivai meno produttivi rispetto a quelle che comandano gli altri campionati europei.
di Redazione Undici
Calcio
Yassine Bounou l’ha fatto di nuovo: il Marocco è andato ai rigori e lui è stato decisivo (con una parata mai vista prima)
Il portiere dell'Al-Hilal ha confermato le sue straordinarie capacità sui tiri dagli undici metri.
di Redazione Undici
Calcio
Il Real Madrid ha subito un incredibile Giant Killing in Copa del Rey, ma in realtà è una cosa che succede piuttosto spesso
Quella di ieri subita dall'Albacete è solo l'ultima di una lunga serie di sconfitte sorprendenti nella coppa nazionale.
di Redazione Undici