Masina ha trasformato la sua presentazione al Torino in una lezione su Schopenhauer e Platone

Spiegando con grande eloquenza l'eterna dicotomia tra anima e corpo.
di Redazione Undici 08 Febbraio 2024 alle 17:45

«Il dualismo tra anima e corpo. Quanto fosse importante, a parer mio, te la cito come la direbbe mio padre, essere una persona di valore all’interno di un corpo sano. Ok? Spesso il corpo viene accostato a qualcosa di negativo, che ci avvicina al peccato, se vogliamo dirla così. Quando, invece, è importante che la nostra anima si rifletta nel nostro corpo». Queste parole sono state pronunciate da un calciatore, l’occasione era la presentazione di questo calciatore nella sua nuova squadra, la ragione era la domanda di un giornalista incuriosito dalle voci che lo descrivevano questo calciatore come un amante della filosofia. Non succede spesso, ma ogni tanto succede e quando succede quel calciatore diventa causa di stupore, meraviglia e ammirazione tra i tifosi, suoi e non solo.

Adam Masina ha già fatto il suo esordio con la maglia del Torino nell’ultimo turno di campionato, contro la Salernitana (è entrato al posto di Ricardo Rodriguez), ma ieri è stato ufficialmente presentato dai granata con la conferenza stampa di rito. La breve lezione che avete letto prima è la risposta di Masina alla domanda di un giornalista, dicevamo. Una risposta che ha sorpreso i presenti sia in sala stampa che i tifosi sui social, stupiti dall’eloquenza mostrata dal calciatore nello spiegare la sua passione per la filosofia. Una passione nata grazie a un professore di scuola superiore, come ha spiegato Masina: «Mi ha trasmesso questa passione. Quando tutti [i suoi compagni di scuola, ndr] portavano la classica tesina di storia, molto basilare, io ho preferito farla su Schopenhauer o su Platone». Argomento della tesina, appunto, il dualismo fra anima e corpo.

Calciatori con passioni di questo tipo sono una rarità, ed è per questo che ci piace immaginarli tutti amici tra di loro, membri dello stesso gruppo Whatsapp in cui si scambiano consigli letterari, appartenenti tutti alla stessa compagnia di amici che passano il tempo raccontandosi aneddoti tratti dalle vite dei grandi pensatori della Grecia antica o della Mitteleuropa ottocentesca. Di recente abbiamo conosciuto un altro calciatore di buone letture (e visioni e ascolti): lo juventino Hans Nicolussi Caviglia. Ha spiegato, Nicolussi Caviglia, che il tempo che non passa in campo gli piace trascorrerlo leggendo libri, guardando film, ascoltando musica: «Letteratura e cinema arricchiscono il tempo», ha detto. Impegnato attualmente nella lettura della Montagna incantata di Mann, come tutti i lettori compulsivi sta già pensando al prossimo libro: vuole finalmente “affrontare” Dostoevskij, in cima alla sua lista ci sono I fratelli Karamazov. Quando non legge, guarda film – regista preferito Kubrick, film del cuore Barry Lindon – o ascolta musica: al momento nella sua playlist c’è soprattutto Guccini. Nicolussi Caviglia e Masina adesso abitano entrambi a Torino: speriamo si siano già dati appuntamento, non vediamo l’ora di sapere di quali libri, film, album hanno parlato.

>

Leggi anche

Calcio
La terza Coppa del Mondo saltata dall’Italia è il fallimento di un movimento, e perciò deve essere un punto di non ritorno
E il vero problema, finora, è che tutte queste sconfitte non hanno portato a una reazione, a un reale cambiamento.
di Redazione Undici
Calcio
L’Italia è fuori dai Mondiali 2026 perché ha avuto paura della Bosnia, anche prima di rimanere in dieci
La squadra di Gattuso ha approcciato male la partita di Zenica, poi ha commesso l'errore capitale di smettere di giocare dopo aver trovato il vantaggio: una scelta dettata dalla mancanza di idee e dal terrore di essere sconfitti.
di Alfonso Fasano
Calcio
Un’intera squadra di giocatori dell’Arsenal ha rinunciato a giocare con la Nazionale prima o durante la pausa di marzo
La rosa dei Gunners è stata colpita da tanti piccoli infortuni eppure in Inghilterra in pochi credono che non ci sia una strategia da parte del club.
di Redazione Undici
Calcio
Il Giappone che va ai Mondiali, uno dei più forti di sempre, è pieno di giocatori che sono passati o sono ancora nel Sint-Truiden
E ovviamente non è un caso, ma il frutto di una sinergia forte tra il club belga e l'intero sistema nipponico.
di Redazione Undici