Non indovinerete mai chi è il miglior calciatore di punizioni degli ultimi vent’anni

Juninho, Pirlo, Messi e Ronaldo sono tutti molto lontani dalla vetta di questa classifica.
di Redazione Undici 16 Febbraio 2024 alle 17:06

Da anni, ormai, si sente dire che non si segna più su calcio di punizione. O che, comunque, non si segna più come una volta. Piccola premessa che sa di spoiler: tutto questo è vero. Lo dimostrano i dati rilevati da Opta in un’indagine specifica sul tema, in cui è empiricamente dimostrato che si fanno meno gol su punizioni dirette, che se ne tirano anche di meno, che gli specialisti dei tiri piazzati sono «una specie in via di estinzione». È una lettura consigliata in ogni caso, per approfondire un aspetto importante del gioco. Secondo noi, però, in questa analisi c’è un dato sorprendente: il miglior calciatore di punizioni degli ultimi vent’anni (dal 2006 a oggi, per la precisione) è un insospettabile. Non è Juninho Pernambucano, che ovviamente vedete nella foto in apertura; non è Pirlo, non è Messi e non è nemmeno Cristiano Ronaldo, almeno se guardiamo al rapporto percentuale tra punizioni tentate e punizioni segnate. Ebbene, ora possiamo dirlo: il miglior tiratore dal 2006 a oggi è Diego Ribas da Cunha, ex di Werder Brema, Juventus, Wolfsburg e Atlético Madrid.

I dati, in questo senso, sono inequivocabili: dal 2006 fino al suo ritiro, Diego ha calciato 84 punizioni e ne ha segnate 13; basta fare una semplice proporzione per rendersi conto che la sua percentuale di realizzazione è di poco inferiore al 15,5%. Detto in parole più povere: Diego segnava una punizione ogni sei tiri. Rispetto a Messi e Ronaldo, siamo su un altro pianeta: i due fuoriclasse che hanno dominato gli anni Dieci mettono insieme 41 e 31 gol su punizione diretta, rispettivamente, ma ne hanno sbagliati tantissimi, infatti hanno una percentuale realizzativa del 9% (Messi) e del 6,3% (Ronaldo). L’unico calciatore contemporaneo che si avvicina a Diego, guardando alle percentuali realizzative, è James Ward-Prowse, un vero maestro dei tiri da fermo: 17 gol su 128 tentativi su punizione, per una quota realizzativa pari al 13,2%.

E Juninho Pernanbucano, l’inventore della Maledetta? E Pirlo? E tutti gli altri grandi specialisti degli ultimi vent’anni? È mai possibile che abbiano tutti delle percentuali inferiori rispetto a Diego Ribas da Cunha? La risposta è sì: dal 2006 fino al suo ritiro, per dire, Juninho ha messo insieme undici punizioni trasformate in gol su 183 tentativi (percentuale realizzativa del 6%); Pirlo, altro grande artista della Maledetta, ha messo in porta 16 punizioni su 227 tentativi (7,05%). Meglio di loro, incredibile ma vero, hanno fatto Siaka Tiéné, ex difensore ivoriano di PSG, Saint-Etienne e Montpellier a cavallo degli anni Zero e Dieci, con una percentuale realizzativa del 15,1%; Juan Mata, con una percentuale del 15%; Sergei Milinkovic-Savic e Coutnho, entrambi arrivati al 14,89%. Anche loro, a pensarci bene, sono degli insospettabili.

>

Leggi anche

Calcio
John Carew è diventato un attore piuttosto famoso, e ha detto che vorrebbe fare il cattivo in un film di James Bond
Dopo il ritiro dal calcio, l'ex centravanti della Roma si è ritagliato una buona carriera in tv e al cinema. Arrivando a recitare insieme ad Angelina Jolie.
di Redazione Undici
Calcio
James Rodríguez ha firmato per il Minnesota United, e il suo arrivo è un vero e proprio atto di resistenza politica contro Trump e l’ICE
Mentre nello stato del Nord si combatte la battaglia all'immigrazione voluta dal presidente americano, l'arrivo dell'ex Real Madrid rappresenta un atto di speranza per un'intera comunità.
di Redazione Undici
Calcio
A dieci anni dall’incredibile vittoria in Premier League, il Leicester rischia seriamente di retrocedere in terza divisione
Senza allenatore e prive di diverse figure dirigenziali, le Foxes hanno ricevuto anche una penalizzazione per violazione delle regole economiche.
di Redazione Undici
Calcio
I giocatori del Real Madrid si allenano indossando delle maschere molto simili a quelle di Bane, uno dei nemici di Batman
È una trovata di Antonio Pintus, preparatore atletico italiano e vero e proprio guru dello staff di Arbeloa (nonché pupillo di Florentino Pérez).
di Redazione Undici