L’ultimo Bayern fuori dai primi due posti in Bundesliga era una squadra stranissima

Era il 2010/11, in panchina c'era Van Gaal e la rosa era a dir poco squilibrata.
di Redazione Undici 20 Maggio 2024 alle 11:16

La Bundesliga 23/24 ha riscritto la storia del calcio tedesco. Basterebbe pensare e dire che il Bayer Leverkusen ha conquistato il suo primo titolo in assoluto, e che questo successo ha interrotto una striscia di undici (!) vittorie del Bayern Monaco, nuovo record delle cinque leghe top (Premier, Liga, Serie A, Bundes e Ligue 1). Lo stesso Bayern è finito addirittura al terzo posto, anche dietro lo Stoccarda. Ma ci sono tanti altre statistiche interessanti: tornando al Bayern, per esempio, era addirittura da 13 anni che non finiva fuori dalle prime due posizioni della classifica. La stagione in questione era quella 2010/11, all’epoca i bavaresi erano vice-campioni d’Europa in carica – l’Inter di Mourinho e Milito aveva vinto il Triplete togliendolo proprio al Bayern – e avevano una rosa davvero strana.

No, non stiamo esagerando con gli aggettivi. Basta consultare Wikipedia e Transfermarkt per rendersene conto: il tecnico Louis van Gaal era stato – inevitabilmente – confermato dopo l’ottima stagione precedente, e insieme alla dirigenza aveva avallato una campagna acquisti all’insegna dell’immobilismo. All’Allianz Arena, nell’estate 2010, arrivarono infatti solo i giocatori reduci da prestiti – un giovanissimo Toni Kroos, Breno, Ottl – e furono ceduti Luca Toni, Christian Lell, José Sosa. Anche a gennaio andò più o meno allo stesso modo: il Bayern formalizzò un solo acquisto vero, Luiz Gustavo dall’Hoffenheim in cambio di 17 milioni di euro, e gli addii di Demichelis, Van Bommel e del terzino olandese Braafheid. La conseguenza di quelle scelte fu una rosa, come detto, davvero strana. Il termine giusto sarebbe squilibrata: in porta c’erano il 36enne Butt, Sattelmaier e Kraft; c’erano cinque difensori di ruolo e non tutti affidabili, ovvero Lahm, Breno, Van Buyten, Contento e Badstuber; a centrocampo Van Gaal poteva contare su Luiz Gustavo, Schweinsteiger, Tymoshchuk, Pranjić, Ottl e sulle prime apparizioni di Kroos; il reparto offensivo era composto da tre centravanti di ruolo (Mario Gómez, Olic, Klose), tre esterni (Robben, Ribery, Altintop) e ovviamente Thomas Müller.

I risultati di questo Bayer disfunzionale furono, appunto, disfunzionali: terzo posto in Bundesliga dietro Borussia Dortmund e Bayer Leverkusen, con ben dieci punti di distacco dalla squadra di Klopp; miglior attacco del campionato con 81 gol ma anche 40 reti subite, addirittura 18 in più rispetto al BVB; eliminazione in Coppa di Germania in semifinale, per mano dello Schalke; eliminazione in Champions League contro l’Inter, per altro al termine di un doppio confronto ricco di emozioni: a San Siro finì 1-0 per il Bayern con gol di Gómez al 90esimo, poi però a Monaco la squadra di Leonardo impose la sua qualità fin dai primi minuti, andò in vantaggio con Eto’o, si fece rimontare da Gómez e Müller e poi si prese la qualificazione con Sneijder e Pandev. A fine anno, inevitabilmente, Van Gaal fu esonerato e sostituito con Heynckes. E la nuova gestione partì con l’innesto di un nuovo portiere e tre difensori: Neuer, Jerome Boateng, Rafinha e Alaba furono acquistati e/o inseriti in prima squadra. Non a caso, viene da dire.

>

Leggi anche

Calcio
Uno dei candidati alla presidenza del Barcellona, Marc Ciria, ha detto che farà di tutto per far tornare Lionel Messi
Il ritorno della "Pulce" in Catalogna fino a poco tempo fa sembrava una suggestione, ma ora a Barcellona ci credono davvero.
di Redazione Undici
Calcio
Il calcio italiano continua a produrre difensori molto forti, e che ora in campo sanno fare qualsiasi cosa
Bastoni e Buongiorno, Calafiori e Scalvini, Udogie e Leoni: c'è una nuova generazione di centrali e terzini che non sono bravi solo a marcare, ma anche a impostare il gioco, a rifinire e a finalizzare la manovra offensiva.
di Francesco Gottardi
Calcio
All’Aston Villa, Emery ha fatto ciò che non gli era riuscito all’Arsenal: avere il pieno controllo su tutto ciò che riguarda il club
L'allenatore spagnolo controlla tutto, dalle stanze dei giocatori al menu dei pasti del centro sportivo.
di Redazione Undici
Calcio
Il Real Madrid continua a cedere giocatori mantenendo il controllo sul 50% del loro cartellino, e così sta guadagnando moltissimi soldi (sia reali che virtuali)
Da Nico Paz a Gila gli esempi sono molteplici: nessuno taglia mai il filo con la Casa Blanca.
di Redazione Undici