Giocare con la maschera è un problema concreto per Mbappé

Il ct francese Didier Deschamps ha detto che limita la sua visione periferica, e il caldo poi non aiuta.
di Redazione Undici 26 Giugno 2024 alle 12:12

Non tutti sono Victor Osimhen, evidentemente. L’attaccante nigeriano del Napoli, che dopo essersi fratturato lo zigomo in uno scontro con il difensore dell’Inter Milan Skriniar nella stagione 2021/22 ha indossato la maschera protettiva al volto per motivi scaramantici anche durante tutta la stagione dello scudetto, riuscendo comunque a segnare 31 gol in 39 presenze complessive, è un caso isolato. Kylian Mbappé, infatti, sta avendo più problemi del previsto a Euro 2024 dopo la frattura del naso riportata nella gara d’esordio contro l’Austria.

Ieri, nell’1-1 contro la Polonia, Mbappé ha segnato l’iniziale vantaggio della Francia su calcio di rigore, ma giocare mascherato rischia di essere un problema concreto per il proseguio dei suo Europei. Già prima della partita il ct francese Didier Deschamps aveva avvisato i giornalisti che l’attaccante appena passato al Real Madrid avrebbe potuto soffrire di una visione periferica limitata, e che avrebbe dovuto in ogni caso abituarsi. Dopo il match, disputato a Dortmund in un pomeriggio estivo, con alte temperature, Deschamps ha poi aggiunto: «Quando suda, la maschera gli si attacca al volto e ha bisogno di asciugarsi spesso gli occhi».

Insomma, la maschera rischia di diventare un impedimento non da poco anche per il miglior calciatore del mondo. Nel 2015 ci era passato anche Robert Lewandowski, attaccante polacco, all’epoca al Bayern Monaco e vittima di una frattura alla mascella e al naso, che proprio prima della partita di ieri tra la sua Nazionale e la Francia ha mostrato empatia nei confronti dell’avversario: «Quando ho indossato la maschera anche io non è stata una cosa carina. È piuttosto fastidioso, soprattutto in area di rigore, avevo problemi, non ero reattivo, non vedevo, il mio campo visivo era ostacolato… Sono pochi millisecondi, certo, ma possono rallentare un giocatore. […] Ovviamente la salute è più importante, ma capisco le difficoltà che dovrà affrontare».

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