Ma siamo proprio sicuri che Cristiano Ronaldo sia bravo a battere le punizioni?

Ci sono delle statistiche molto interessanti, da questo punto di vista.
di Redazione Undici 03 Luglio 2024 alle 16:07

È ancora presto per capire come ricorderemo Cristiano Ronaldo a Euro 2024. Nel senso: le infinite discussioni sul suo peso nell’economia del Portogallo – sul fatto che non possa essere sostituito, sul fatto che debba giocare per forza da attaccante, sul fatto che debba battere i rigori, le punizioni e così via – si dissolverebbero tutte nel momento in cui la Seleção dovesse vincere il titolo. Diversamente, sarebbe inevitabile parlare, e in modo critico, della gestione di CR7, della sensazione che sia intoccabile nonostante abbia 39 anni e non sia più il calciatore di dieci o di cinque anni fa. Al di là di tutte queste considerazioni ancora ipotetiche, però, ci sono i dati. E ce n’è uno su cui vale la pena riflettere: quello relativo ai calci da fermo. Visto che Cristiano Ronaldo segna davvero poco su punizione, siamo proprio sicuri che sia bravo a batterle?

Ecco il dato di cui stiamo parlando, rilevato da Opta: in tutte le sue partecipazioni agli Europei e ai Mondiali, Cristiano Ronaldo ha battuto 60 calci da fermo verso la porta. E ne ha trasformato solo uno: quello che è valso il 3-3 contro la Spagna in una gara della fase a gironi di Qatar 2018. Per il resto, il fuoriclasse portoghese non è mai riuscito a fare gol. E, come detto, ci ha provato tantissime volte, da molte posizioni diverse. Per mostrarvele, prendiamo in prestito una grafica – sempre realizzata da Opta – con tutti i tentativi di conclusione di CR7 ai Mondiali e agli Europei, ovviamente su punizione. La trovate qui:

Beh, è chiaro che stiamo un po’ esagerando, che stiamo un po’ provocando. In realtà Ronaldo è un ottimo tiratore da fermo, a dirlo sono i 63 gol realizzati su punizione diretta nel corso della sua carriera – 52 con i club, 11 con la Nazionale portoghese. Il punto, però, è che le statistiche avanzate – quelle relative alla percentuale di gol segnati su conclusioni tentate – non sono poi così brillanti: se guardiamo alle gare giocate nei vari campionati nazionali a cui ha partecipato, CR7 ha messo insieme 37 gol su 532 punizioni dirette, e quindi la sua quota è del 7% (se volete approfondire, potete farlo qui); ai Mondiali e agli Europei, come rilevato da Opta, questa percentuale si abbassa fino al 1,6%.

Insomma, la verità è che Ronaldo è un calciatore abile, ma non un cecchino, quando si tratta di punizioni: ne tira moltissime e ne segna alcune. Più o meno come il suo eterno rivale Lionel Messi, che ha una conversion rate del 9%. Tutto, però, torna sempre al punto iniziale, quello relativo all’intoccabilità: visto che evidentemente non stiamo parlando di un fenomeno, visto che la storia dice che CR7 è stato un tiratore meno infallibile di quello che pensiamo, è giusto che il Portogallo non provi a valutare le alternative? È giusto che Roberto Martínez non possa – o non voglia, o peggio ancora non riesca – imporre che Ronaldo batta una punizione su tre, magari dividendosele con Bruno Fernandes?

>

Leggi anche

Calcio
Julián Álvarez sa fare tutto, lo sa fare benissimo ed è l’anima dell’Atlético Madrid
Corsa, altruismo, visione di gioco, istinto da attaccante moderno. Il capolavoro su punizione al Camp Nou è solo una parte, per quanto accecante, del portfolio dell’attaccante argentino.
di Redazione Undici
Calcio
Un bel po’ di squadre spagnole di seconda divisione stanno investendo tantissimo sugli stadi e sulle infrastrutture
Il Real Saragozza, per esempio, sta ricostruendo completamente La Romareda. Ma anche società più piccole hanno avviato dei progetti davvero interessanti.
di Redazione Undici
Calcio
Grazie alle aree VIP del Parco dei Principi, il PSG guadagna 6.7 milioni di euro a partita
Non sarà lo stadio più grande d'Europa, ma i 5mila posti riservati ai pacchetti deluxe garantiscono ai parigini introiti da record.
di Redazione Undici
Calcio
Le squadre di Serie A continuano a dare pochissimo spazio ai giovani, soprattutto agli Under 21
Gli ultimi dati dell'osservatorio CIES confermano una tendenza storica e non proprio virtuosa, da parte dei club italiani.
di Redazione Undici