L’Atlético Madrid acquista tantissimi giocatori che poi non fa giocare

Il caso di Samu Omorodion è solo l'ultimo di una lunga serie.
di Redazione Undici 28 Agosto 2024 alle 14:45

Quello che vedete in foto è Martin Demichelis nel giorno della sua presentazione come nuovo giocatore dell’Atlético Madrid: era l’estate del 2013, il difensore argentino era reduce da otto stagioni al Bayern e da due anni col Málaga, dal quale si era svincolato. L’Atlético ovviamente lo prese subito e con piacere, ma poi a fine mercato ecco la notizia a sorpresa: il Manchester City aveva acquistato Demichelis, che nel mentre non aveva ancora esordito con i Colchoneros in gare ufficiali, in cambio di cinque milioni di euro. In Inghilterra, Demichelis avrebbe vissuto un’esperienza positiva e intensa: tre stagioni, 106 gare totali in tutte le competizioni e tre trofei – tra cui la Premier League 2013/14.

Perché abbiamo parlato di questa vecchia e strana storia di mercato? Semplice: perché l’Atlético ha fatto – e ha fatto fare – lo stesso identico percorso a Samuel Omorodion Aghehowa, attaccante nigeriano di vent’anni appena passato al Porto dopo essere stato vicinissimo al Chelsea, sempre durante la sessione di mercato dell’estate 2024. Esattamente come Demichelis, Omorodion è stato acquistato dall’Atlético Madrid e non è mai riuscito a esordire con la maglia biancorossa dei Colchoneros. L’arrivo a Madrid risale a un anno fa, all’estate 2023, quando l’Atleti lo prese dal Girona e gli fece firmare un contratto quinquennale. Subito dopo, però, arrivò l’ufficialità del suo prestito all’Alavés, con cui ha messo insieme otto gol in 35 partite. Poi sono arrivati l’oro olimpico con la Nazionale spagnola, il mancato passaggio al Chelsea e infine il trasferimento al Porto, che ha rilevato il 50% del cartellino di Omorodion per una cifra vicina ai 15 milioni di euro.

Il punto è che le storie di Demichelis e Omorodion non sono delle eccezioni: l’Atlético Madrid, infatti, ha davvero una passione per le operazioni di mercato che poi non si traducono in nulla di concreto a livello di campo. A questo link trovate un lungo thread X/Twitter in cui vengono elencati tutti i giocatori che sono passati dal club madrileno, sì, ma che poi sono stati ceduti senza aver indossato mai la maglia a strisce biancorosse – quantomeno in gare ufficiali. Ci sono anche dei nomi importanti: quello di Diogo Jota, che oggi è uno dei tanti campioni nella rosa del Liverpool; quello di Nehuén Pérez, difensore argentino che si è imposto all’Udinese; e poi quelli – un po’ meno riconoscibili, ma vabbè – di Germán Berteram, Nico Ibáñez, Santos Borré, Dani Pacheco, André Moreira, Jonny Otto, Ruben Micael, Benjamin Lecomte, Bernard Mensah, Julio Alves, Samson Olaleye, Emiliano Velázquez.

È chiaro che questo approccio al calciomercato non sia un’esclusiva dell’Atlético Madrid: praticamente tutti i grandi club, negli ultimi anni, hanno comprato giocatori per generare plusvalenze e/o per valorizzarli girandoli in prestito altrove, in attesa di un’esplosione che poi non è arrivata. Ed è chiaro anche, come suggeriscono alcuni commentatori del thread linkato sopra, che i buoni rapporti tra l’Atlético Madrid e Jorge Mendes finiscano per incoraggiare un certo tipo di operazioni. Quello che fa sorridere, però, è che l’Atlético Madrid abbia vissuto esperienze simili anche in passato, molto prima che il superagente portoghese iniziasse a influenzare il mercato: nel 2001, i Colchoneros acquistarono il rumeno Catalin Munteanu e poi si resero conto di aver esaurito gli slot per i giocatori extracomunitari, così decisero di mandarlo in prestito e alla fine non ha mai esordito; addirittura nel gennaio 1992, il club madrileno prese il difensore bulgaro Zlatko Yankov e poi lo girò subito in prestito al Valladolid. Sei mesi dopo lasciò la Spagna a parametro zero.

>

Leggi anche

Calcio
L’Arsenal ha stipulato un accordo di partnership globale con Facebook e WhatsApp, ed è la prima volta che Meta collabora con un club di calcio così importante
Meta aveva già lavorato con Mercedes, team di Formula Uno, e ora ha aperto la strada a un mercato potenzialmente enorme.
di Redazione Undici
Calcio
L’Union Berlin ha scelto di affidare la squadra a Marie-Louise Eta, che così diventerà la prima allenatrice donna nella storia della Bundesliga e dei cinque campionati top in Europa
La squadra tedesca ha compiuto una scelta che non si era mai vista prima, quantomeno a questo livello.
di Redazione Undici
Calcio
L’Italia del calcio fatica a produrre talenti, ma anche a preservarli e a farli giocare a lungo
Da Insigne a Bernardeschi, fino a Balotelli, Zaniolo e Chiesa: un'intera generazione di buonissimi calciatori non ha saputo mantenersi ad alti livelli fino al ritiro, sia con la Nazionale che con i club.
di Cristiano Carriero
Calcio
Il Lens è diventato l’antagonista del PSG per il titolo di Ligue 1, ma continua a spendere poco per rispettare le radici operaie e minerarie dei suoi tifosi
Per il club mantenere i conti in ordine è importante quanto il patto con la sua comunità: tra disoccupazione e salari bassi, il Lens di Thauvin vuole essere "anche un modello socioeconomico", oltre che sportivo.
di Redazione Undici