L’esperienza di Juric al Southampton è iniziata in modo disastroso

Cinque partite, cinque sconfitte, tantissimi gol subiti. E la sensazione che non sia il tecnico giusto per una squadra del genere, per evidente incompatibilità tattica.
di Redazione Undici 20 Gennaio 2025 alle 18:12

Da quando Ivan Juric è arrivato al Southampton, i Saints hanno perso cinque partite su sei. E nell’unica che non è conclusa con una sconfitta, lo 0-0 in casa del Fulham dello scorso 22 dicembre, il tecnico croato non era nemmeno in panchina – per problemi burocratici relativi al tesseramento. Questo rendimento disastroso è frutto di un’evidente fragilità difensiva: il Southampton, infatti, ha incassato 14 gol nelle ultime cinque partite, addirittura undici nelle ultime tre contro Brentford (0-5), Manchester United (3-1 a old Trafford) e Nottingham Forest (3-2 al City Ground). Di converso, le reti realizzate sono solo quattro: una in casa del Crystal Palace (1-2 il 29 dicembre), una al Manchester United e poi le due segnate contro il Forest. Il problema è che queste due marcature sono arrivate quando il Nottingham era già avanti di tre gol, e che il secondo è stato segnato da Paul Onuachu nei minuti di recupero. A partita praticamente finita.

I numeri, in realtà, dicono le colpe di Juric sono relative: prima del suo arrivo in Inghilterra, infatti, il Southampton aveva messo insieme una sola vittoria e due pareggi in 16 partite. Allo stesso modo, però, va detto che il cambio in panchina – l’ex tecnico di Roma e Torino è subentrato a Simon Rusk, caretaker del manager uscente Russell Martin, lo scorso 21 dicembre – non ha prodotto la scossa desiderata da Sport Republic, fondo di investimenti che detiene la maggioranza delle quote del club e che fa capo al serbo Dragan Solak. Lo stesso Dragan Solak che, il 14 gennaio scorso, ha assunto il ruolo di presidente al posto del dimissionario Henrik Kraft. Insomma, Juric ha sposato un progetto che era già in chiara difficoltà. E non è riuscito (ancora?) a invertire la rotta di una stagione maledetta.

Il Southampton è tornato in Premier League dopo una sola annata vissuta in Championship. In seguito alla promozione ai playoff conquistata nella primavera 2024, l’idea della proprietà è stata quella di integrare la rosa con calciatori giovani acquistati da club di Premier League o dall’estero, per esempio Harwood-Bellis del Manchester City, Uguchukwu del Chelsea, Mateus Fernandes dello Sporting Lisbona. A parte l’ex Liverpool Lallana, anche i “veterani” arrivati dal mercato erano in realtà dei 26enni con ampi margini di crescita, come Downes del West Ham e Ramsdale dell’Arsenal. Ecco, tutti questi colpi di mercato non hanno prodotto grandi frutti: il Southampton ha iniziato la stagione senza abbandonare la filosofia di gioco che ha portato alla promozione dell’anno scorso, una filosofia fondata sul possesso palla intensivo, su una costruzione da dietro ricercata e quindi rischiosa. L’impatto con i ritmi altissimi e con la qualità delle squadre di Premier ha però portato i giocatori di Martin a commettere diversi errori – alcuni anche grotteschi – e quindi a collezionare sconfitte, al punto che l’ex manager è stato definito «un fondamentalista del calcio» in questo articolo di The Athletic.

Il fatto che Juric, un tecnico che ha fondato la sua intera carriera su concetti decisamente lontani da quelli del suo predecessore, è un segnale inequivocabile sulla confusione progettuale che regna all’interno del Southampton. Per dirla con un eufemismo: non c’è stata una grossa continuità tra le scelte fatte in estate e quelle fatte in inverno. Certo, forse l’obiettivo della dirigenza era quello di dare una svolta attraverso un cambiamento radicale, una sorta di scarica elettrica all’ambiente. È stato lo stesso board del club, nella nota pubblicata dopo l’assunzione del tecnico croato, a preannunciare che il suo arrivo avrebbe dato alla squadra «la grinta e la determinazione necessarie per migliorare i risultati». Ma non ha funzionato, non sta funzionando. Come scrive il Guardian, «i giocatori di Juric fanno fatica a scacciare dalla mente i concetti su cui si sono allenati per diversi mesi, i loro dati sull’intensità difensiva sono pessimi e quindi concedono tantissime occasioni agli avversari». L’unica nota positiva riguarda Tyler Dibling, 18enne esterno offensivo lanciato in prima squadra dopo l’intera trafila nel settore giovanile dei Saints. Le sue prestazioni l’hanno portato a esordire con l’Under 20 e poi subito con l’Under 21, e al momento è considerato uno dei talenti più promettenti del calcio inglese. Peccato che il Southampton di Juric, almeno fino a questo momento, non gli abbia offerto il contesto migliore per esprimersi.

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