Louis Saha è diventato miliardario grazie a una specie di agenzia di consulenza per calciatori e artisti

L'ex attaccante del Manchester United ha creato AxisStars, un network di professionisti che aiuta i giovani a sviluppare il loro potenziale.
di Redazione Undici 10 Marzo 2025 alle 16:19

Louis Saha è stato un attaccante di qualità che però ha fatto meno di quello che ci si aspettava da lui. Per tanti motivi: perché è approdato sostanzialmente tardi (a 26 anni) in una squadra di primo livello, il Manchester United, perché in quel Manchester United – e anche nella sua Nazionale, la Francia – c’erano già tantissimi attaccanti molto forti. Secondo lo stesso Saha, anche alcune scelte fatte durante la sua carriera non sono state del tutto giusto. Ed è a partire da questa sua esperienza, e dalla successiva auto-valutazione, che l’ex attaccante della Lazio – ha giocato sei partite con i biancocelesti nella seconda metà della stagione 2012/13, l’ultima prima del ritiro – ha maturato l’idea che lo ha reso miliardario: oggi, infatti, Saha gestisce AxisStars, un’azienda che vale più di cinque miliardi di euro. Sì, avete letto bene: cinque miliardi di euro.

Tutto comincia all’indomani del ritiro di Saha: l’ex attaccante francese lavora a un libro in cui racconta la sua vita e la sua carriera, e in cui di fatto dà dei consigli a dei giovani calciatori, primo tra tutti suo fratello minore, per gestire al meglio la loro carriera. Intervistato dal GuardianSaha dice che «dopo aver scritto il libro, ho capito che volevo aiutare i giovani a crescere nel modo giusto. Come calciatori, come persone talentuose, ma anche come uomini. Non sapevo come incanalare questa mia voglia di supportare gli altri, e così mi è venuta l’idea di un network digitale». E qui arriva AxisStars, che ancora oggi – come si legge sul sito ufficiale – si autodefinisce come «una community che favorisce connessioni autentiche e vantaggiose tra atleti professionisti e artisti, i loro colleghi e partner di fiducia». In pratica, si tratta di una società di consulenza che crea contatti tra atleti e artisti, brand, istituzioni, altri professionissti. E che, in questo modo, aiuta i giovani a valorizzare le proprie qualità.

Ok, detto così AxisStars fa un lavoro che non risulta proprio chiarissimo. Ma è stato lo stesso Saha a spiegare, con degli esempi pratici, di cosa si occupa la sua azienda: «Se un procuratore mi chiama dicendomi che c’è un calciatore di talento che vuole approdare in un club inglese, io gli do il contatto di alcuni tecnici e fisioterapisti che conosco, cioè con delle persone che possono creare un piano di allenamento calibrato per il ragazzo, in modo che diventi più appetibile sul mercato della Premier. Lo stesso discorso vale anche per i club che cercano giocatori, o per i calciatori e per gli artisti che faticano a trovare una sponsorizzazione: quello che cerchiamo di fornire è una piattaforma di contatti in cui si intrecciano delle nuove relazioni». Ed è a partire da queste relazioni che si creano delle opportunità, tecniche ma anche commerciali.

In un’altra intervista, Saha ha detto di aver creato «un’agenzia che non esisteva quando io ero un calciatore. E di cui mi sarebbe piaciuto usufruire: creare un certo tipo di legami e ricevere dei consigli appropriati mi avrebbe aiutato a gestire meglio la mia carriera e a pianificare quello che sarebbe venuto dopo». E allora si può dire: l’ex attaccante del Manchester United ha colmato un vuoto di cui ha sofferto, in qualche modo. L’ha fatto in modo creativo, e ora sta raccogliendo dei frutti molto rigogliosi. Dal punto di vista economico, e non solo: «Con AxisStars sento di poter aiutare 100mila persone», ha confessato Saha. «Ed è la cosa migliore che abbia mai fatto». Un po’ retorico, ma non vuol dire che non sia vero.

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