Le squadre promosse in Premier League fanno sempre più fatica a rimanere in Premier League

Leicester, Ipswich e Southampton, le tre neopromosse di quest'anno, sembrano già condannate alla retrocessione. E la stessa cosa era avvenuta anche nella scorsa stagione.
di Redazione Undici 10 Marzo 2025 alle 18:38

Non siamo neanche a metà marzo, ma la lotta-salvezza in Premier League sembra già decisa: l’Ipswich e il Leicester occupano il 17esimo posto e hanno sei lunghezze di ritardo rispetto al Wolverhampton, il Southampton è ultimissimo in classifica con soli nove punti, 14 in meno rispetto ai Wolves. Il bello – o il brutto, a seconda dei punti di vista – è che Ipswich, Leicester e Southampton sono le tre squadre che hanno iniziato il campionato da neopromosse. E la stessa identica cosa era successa a Luton Town, Burnley e Sheffield United, i tre club retrocessi nel 2024 dopo aver conquistato la promozione nel 2023. Insomma, è molto probabile tutte le neopromosse delle ultime due stagioni si ritrovino a vivere una caduta immediata in Championship: una cosa che non è mai avvenuta nella storia della Premier League.

Cosa vuol dire tutto questo? Semplice: che le squadre promosse in Premier fanno sempre più fatica a rimanere in Premier. E che si sta creando un divario sempre più ampio tra le big e le piccole del massimo campionato inglese. A confermare questa tendenza ci sono anche dei dati molto significativi: quelli dei punti messi insieme dalle tre retrocesse. In questa stagione siamo al record negativo assoluta (43) dopo 28 giornate, sei in meno (49) rispetto alla quota di un anno fa. Ma se andiamo indietro nel tempo, scopriamo che la situazione è in netto peggioramento: sempre guardando al punteggio aggregato delle tre squadre poi retrocesse al 28esimo turno, nel 2018/19 eravamo a 56 punti, mentre nel 2005/06 eravamo addirittura a 60.

Se questi numeri non vi bastano, eccone un altro po’: nelle ultime quattro stagioni, cioè a partire dal 2020/21, sette delle 12 squadre promosse sono state immediatamente retrocesse in Championship. Inoltre, l’annata 2022/23 è stata un’eccezione generalizzata, visto che Nottingham Forest, Bournemouth e Fulham sono riuscite a sopravvivere al primo tentativo. E poi si sono stabilizzate in Premier League. Come scrive la BBC, potrebbe sembrare una questione di spesa sul mercato, di forbice economica troppo ampia. Non è esattamente così: la scorsa estate, infatti, sia l’Ipswich che il Southampton hanno speso oltre 100 milioni di euro per rinforzare la propria rosa. E anche il Leicester ha sfiorato quota 90 milioni di investimenti. Eppure sono lì, sul fondo della classifica, ormai a un passo dalla retrocessione.

>

Leggi anche

Calcio
Per Gravina e Buffon le dimissioni dalla FIGC erano l’unica strada possibile
La sconfitta in Bosnia e la mancata qualificazione al terzo Mondiale di fila hanno portato a un doppio addio inevitabile: un atto politico, come succede sempre, ma soprattutto il frutto di tutta una serie di errori.
di Alfonso Fasano
Calcio
De Zerbi al Tottenham può sembrare una scelta assurda, ma non lo è per niente
Nel caso di una non impossibile salvezza, l'allenatore italiano avrà a disposizione mezzi tecnici ed economici pressoché illimitati per ricostruire la squadra. Gli Spurs sono ben diversi dal Marsiglia.
di Redazione Undici
Calcio
Mudryk è ancora sospeso per il caso doping, ma intanto si allena da solo afittando il campo di una squadra dilettantistica
L'attaccante ucraino del Chelsea non gioca da quasi un anno e mezzo, ma vuole farsi trovare pronto in caso di assoluzione.
di Redazione Undici
Calcio
Nei contratti dei giocatori del PSG ci sono gli stessi bonus per gol, assist e anche per il penultimo passaggio
Secondo L'Équipe, questa equiparazione dei premi è un modo per rafforzare l'identità di gruppo (e di gioco) nella squadra di Luis Enrique.
di Redazione Undici