Kim Min-jae è sotto accusa per gli errori contro l’Inter, ma sono mesi che gioca troppo ed è infortunato

Il difensore coreano del Bayern sta vivendo una stagione negativa, ma non è proprio tutta colpa sua.
di Redazione Undici 18 Aprile 2025 alle 10:35

Kim Min-jae, difensore centrale sudcoreano del Bayern Monaco, non sta vivendo una grande stagione. Di certo il suo rendimento non è in linea con quello tenuto nel Napoli, club in cui ha giocato nell’annata 2022/23 – vincendo uno scudetto da assoluto protagonista – prima di trasferirsi in Germania. In questo senso, l’ultima partita contro l’Inter è stata una cartina tornasole della sua esperienza: secondo molti media tedeschi, infatti, il gol del 2-1 dell’Inter – segnato da Pavard sugli sviluppi di un calcio d’angolo – è frutto di un suo mancato intervento, esattamente com’era successo in occasione del Klassiker contro il Borussia Dortmund, pochi giorni prima, quando poi il difensore coreano è stato anche espulso; secondo Sky Deutschland, Kim quest’anno ha commesso ben sei errori decisivi che hanno portato a un gol degli avversari, più di qualsiasi altro difensore nei cinque campionati europei più importanti.

Ovviamente i fatti e certi dati sono inoppugnabili, ma bisogna tener conto anche di altri fattori. Come dimostra il lavoro del portale tedesco DW, che ha rilevato tutti i problemi con cui Kim Min-jae è costretto a convivere da settimane, da mesi. In realtà le notizie in merito alle condizioni precarie del difensore coreano sono di dominio pubblico. Anzi: la FIFPro, il sindacato internazionale dei calciatori, ha utilizzato proprio il caso di Kim per evidenziare le enormi richieste fisiche e psicologiche a cui sono sottoposti i giocatori, sia a livello di partite giocate che di chilometri percorsi, quindi di tempo trascorso in viaggio. Trovate tutti i dati qui sotto, nel thread pubblicato dall’account ufficiale di FIFPro:

Lo stesso sindacato dei calciatori ha anche segnalato che Kim Min-jae è infortunato: il difensore coreano convive da tempo con la tendinite del tendine d’Achille, un problema che molto spesso è legato all’eccessivo carico di lavoro. È possibile alcune partite pur soffrendo di questa patologia, ma naturalmente il riposo assoluto sarebbe il modo migliore per salvaguardare la salute degli atleti. Proprio in relazione a questo aspetto, la FIFPro ha rilasciato alcune dichiarazioni molto significative: «Se non interveniamo subito, i carichi di lavoro possono aumentare ancora, fino a diventare estremi. Così i calciatori d’élite rischiano danni gravi e a lungo termine». Non c’è molto altro da aggiungere.

>

Leggi anche

Calcio
Manuel Neuer ha quarant’anni, eppure ha deciso Real Madrid-Bayern Monaco e continua a stupire tutto il mondo
Tra parate miracolose e uscite ambiziosissime, il portiere tedesco ha confermato di essere ancora un fuoriclasse assoluto.
di Redazione Undici
Calcio
Mircea Lucescu ha dato tutto quello che aveva per il calcio, e l’ha fatto fino all’ultimo
Il tecnico rumeno, morto a pochi giorni dalla sua ultima partita in panchina, ha attraversato tante epoche inseguendo un'utopia: quella del gioco come luogo in cui allevare persone, prima che atleti.
di Alfonso Fasano
Calcio
A novembre il Southampton era 20esimo in Championship, ma poi è arrivato l’ex allenatore in seconda del Genoa e ha ribaltato tutto
Si chiama Tonda Eckert, ha 33 anni e ha lavorato con Blessin, Gilardino e Vieira. Nel frattempo ha fatto anche il corso UEFA Pro a Coverciano, ma adesso si sta imponendo nel calcio inglese.
di Redazione Undici
Calcio
Luis Díaz e Michael Olise sono diversissimi tra loro, eppure formano una coppia perfetta che sta portando il Bayern Monaco ad altezze siderali
La squadra di Kompany sta stracciando ogni record di punti e di gol. E il merito è anche di due esterni offensivi che hanno già superato, almeno a livello numerico, l'impatto della "Robbery".
di Gianmarco Calvaresi