Juan Mata non si è ancora ritirato, ma è già un imprenditore di successo (sportivo e non solo)

L'ex centrocampista della Spagna e del Manchester United ha investito e sta investendo in diversi campi.
di Redazione Undici 27 Maggio 2025 alle 15:50

Juan Manuel Mata ha compiuto 37 anni da poche settimane, dal 2023 ha lasciato l’Europa (per trasferirsi al Vissel Kobe) e adesso gioca in Australia, al Wester Sydney. Insomma, si può dire: si sta godendo un bel finale di carriera senza grosse pressioni, in luoghi geograficamente e culturalmente molto distanti dall’Europa, ma intanto si sta dedicando anche ad altro. Al business, agli affari. Sportivi, ma non solo. Intanto è uno degli azionisti del San Diego FC, club di MLS che ha esordito nel 2025 dopo la fondazione nel 2023. La scelta di investire in questa nuova franchigia è legato anche al coinvolgimento di Mata con Right to Dream, una delle Academy calcistiche più importanti al mondo nonché partner di San Diego, con cui l’ex Manchester United ha collaborato negli ultimi anni. Entrando nel club californiano, Mata è diventato il secondo calciatore/ex calciatore – il primo ovviamente è stato ed è David Beckham – ad aver acquisito una quota di una società MLS. Niente male, anche perché il trend degli ultimi anni è proprio quello per cui i giocatori stanno iniziando a investire – sia durante la carriera, che subito dopo – soprattutto nelle società.

Il portafoglio sportivo di Mata non si limita al San Diego: da giugno 2023, infatti, è comproprietario di Alpine Racing, scuderia di Formula Uno nella quale hanno investito anche altri sportivi – Patrick Mahomes, Rory McIlroy, Alexander Zverev, Anthony Joshua e Trent Alexander-Arnold. L’ex centrocampista del Manchester United è parte del gruppo Otro Capital, che ha rilevato il 24% delle azioni. Alla base di questa operazione, l’ha spiegato lo stesso Mata, c’è la volontà di essere parte di «una Formula Uno in continua crescita, che entra in contatto con un pubblico sempre più ampio, sempre più trasversale. È un’opportunità enorme».

E non è tutto: mentre giocava nello United, Mata ha aperto e ha gestito (anche grazie all’aiuto di suo padre) un ristorante di tapas e vino a Manchester, poi però l’attività è stata chiusa durante la pandemia. Qualche anno dopo, ai tempi del Galatasaray, venne coinvolto in un progetto di arte contemporanea. Infine, ma non in ordine di importanza, Mata è stato ed è una figura chiave in Common Goal, una piattaforma benefico – creato insieme a Streefoofballworld – creato nel 2017 a partire da un articolo pubblicato su The Players’ Tribune – che permette ad atleti (e ad altre professionalità di rilevo) di donare in beneficenza l’1% dei loro redditi professionali. Può sembrare poco significativo come impegno, ma in realtà al progetto hanno aderito soprattutto dei calciatori professionisti, quindi le iniziative legate a Common Goal si alimentano di contributi importanti. E le adesioni sono in continua crescita da otto anni a questa parte: Chiellini, il presidente UEFA Ceferin, lo Sporting Lisbona e tanti altri giocatori/istituzioni hanno deciso di lavorare con Common Goal.

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