Gli adesivi dei tifosi inglesi stanno diventando un atto politico, e sono sempre più orientati verso tematiche woke

La cosiddetta "culture war" oggi viene combattuta anche da chi frequenta gli stadi, con degli sticker che si stanno rivelando degli inaspettati baluardi di progressismo.
di Redazione Undici 04 Novembre 2025 alle 02:33

Sono i tatuaggi di ogni trasferta, il lascito underground su ogni pezzo di sport: muri, seggiolini, transenne degli stadi. Rigorosamente tappezzati di adesivi. E negli ultimi tempi, in Inghilterra, gli sticker lasciati dal passaggio dei tifosi hanno sempre più i contorni del messaggio politico. Croci celtiche o falce e martello sono ormai démodé: ora lo scontro tra fazioni si sposta lungo le tematiche dell’attualità. Da Trump alla Palestina, dal razzismo ai diritti delle donne. Da questo punto di vista in modo inedito, più impegnato e strutturato rispetto al passato.

Lo racconta The Economist in un lungo approfondimento. Se una volta – ai tempi degli hooligan, per intenderci – esternazioni di questo tipo rappresentavano la versione più soft di un malcontento sociale diffuso e fine a sé stesso – “Fuck the system”, sempre per intenderci – oggi si fa largo la consapevolezza che adesivi e volantini piazzati nel posto giusto hanno un alto impatto visivo. E dunque la potenzialità di sensibilizzare intere comunità attorno alle più svariate questioni. Dal Nord al Sud del Paese si possono allora leggere slogan del tipo “Più Palmer, meno Starmer” – in riferimento al premier britannico – o “On the beak with Sadiq” – un invito a sballarsi insieme al sindaco di Londra.

Ma soprattutto, le tifoserie inglesi più orientate a sinistra hanno iniziato a tappezzare i luoghi del calcio con sticker a tema woke, in seguito a vere e proprie campagne lanciate sui social media. Uno dei più riusciti è l’upgrade della croce di San Giorgio – il fulcro della bandiera inglese – addobbata con i simboli dell’orgoglio LGBTQI+ e pro-Pal in ciascun quadrante. In altri casi ancora si associa il nome dei club di appartenenza a un messaggio di forte impatto sociale: “Love Orient, hate racism”, predicano i sostenitori del Leyton. Altrove è l’occasione di promuovere associazioni femministe e antifasciste, a colpi di hashtag #hergametoo. Il Regno Unito è anche uno dei paesi in cui il calcio femminile è una realtà più che consolidata, sia tra i successi della Nazionale e del professionismo a trazione Women’s Super League, sia alla base del movimento. E questa evoluzione culturale passa anche per gli stadi inglesi e il loro mosaico di adesivi. Che, ultimamente, sono diventati più progressisti di quanto non lo fossero mai stati.

>

Leggi anche

Calcio
Manolo Portanova è stato condannato anche in appello, e forse adesso è arrivato il momento di una riflessione
Il centrocampista della Reggiana, condannato a sei anni di carcere per violenza sessuale in primo e in secondo grado, ha annunciato che farà ricorso in Cassazione. Ma intanto continua a giocare.
di Redazione Undici
Calcio
Il Manchester United è vicino al ritorno in Champions, ma in caso di qualificazione ci sarebbero un po’ di problemi con gli stipendi dei giocatori in prestito
Con il raggiungimento dell'obiettivo, una clausola molto utilizzata a Old Trafford fa alzare automaticamente gli ingaggi dei calciatori. Anche quelli che sono temporaneamente in altri club.
di Redazione Undici
Calcio
La squadra di Simone Inzaghi e Benzema, l’Al-Hilal, è stata venduta dal Fondo PIF (ed è una cosa molto importante per il calcio saudita)
La nuova proprietà fa sempre parte della famiglia reale, ma la notizia preannuncia un evidente cambiamento rispetto al grande progetto avviato nel 2023.
di Redazione Undici
Calcio
Il N.E.C. è una squadra folle, la più offensiva d’Europa, ma grazie al suo gioco sconsiderato si ritrova a un passo dalla Champions League
Il club di Nijmegen ha scalato l'Eredivisie a suon di gol e sta per giocare la finale di Coppa d'Olanda, tutto per merito di un sistema tattico che insegue lo spettacolo e non accetta compromessi.
di Redazione Undici