Kenan Yildiz è già diventato la certezza della Juve di Spalletti, e ha tutto per diventare il volto della Juve del futuro

Sono bastate pochissime partite, al nuovo tecnico biancoenro, per mettere il fantasista turco al centro di tutto.
di Redazione Undici 30 Novembre 2025 alle 11:42

Quando Luciano Spalletti, nella conferenza stampa prima della sfida alla Fiorentina, ha definito Kenan Yildiz «lo spacca-moduli, quello della fucilata nella notte» non stava usando un eufemismo. Dopo la sfida vinta contro il Cagliari, quelle parole suonano come una profezia soddisfatta: nelle ultime settimane il numero 10 turco ha dimostrato di poter decidere da solo le sorti di una partita, riscrivendo gerarchie e ambizioni all’interno di una Juventus in cerca di identità. Basta guardare i numeri per capire perché Yildiz sia diventato imprescindibile. Con la doppietta che ha ribaltato il risultato contro la squadra di Pisacane, Yildiz ha firmato il quinto gol stagionale davanti al proprio pubblico, bottino che testimonia la sua propensione a incidere nei momenti chiave. Ma non è tutto. Yildiz si distingue anche come uno degli assistman più prolifici della squadra, mettendo insieme cinque assist, lo stesso numero dei gol.

Nel giro delle ultime settimane, se guardiamo a tutte le competizioni nazionali e internazionali, la sua crescita si traduce in numeri e quindi in impatto diretto sulle partite: ogni volta che la Juventus è stata in difficoltà, lui non ha quasi mai tradito. L’importanza di Yildiz nel gioco di Spalletti va ben oltre i gol, le assistenze e le super giocate. Il fantasista turco è diventato il faro offensivo dei bianconeri, il giocatore a cui passare la palla nei momenti caldi, la speranza per sbloccare match complicati, la leva su cui Spalletti può contare per dare imprevedibilità al suo attacco. Non più talento grezzo da plasmare: con la maglia bianconera Yildiz è chiamato a interpretare un ruolo di leadership tecnica, cominciando a dettare i tempi, ispirare i compagni e a risolvere partite.

Il salto di qualità non riguarda solo la continuità, ma anche il vestito tattico che Spalletti ha deciso di cucirgli addosso. Se in passato, sotto altri allenatori, Yildiz veniva schierato più defilato, quasi come esterno di fantasia o ala da cross, adesso il tecnico lo schiera più centrale e più vicino all’area, pronto alla conclusione, libero di interpretare l’ultimo passaggio o andare al tiro. Questa nuova collocazione ha sbloccato il suo potenziale: più presenza nella zona pericolosa, maggiore frequenza di conclusioni, e, naturalmente, gol e assist. La doppietta contro il Cagliari, con un gol dal limite e un altro appena dentro l’area dopo una giocata fra le linee, è la dimostrazione di come l’adattamento tattico alla sua abilità abbia dato frutti immediati.

In un gruppo che prova a ritrovare certezze, Yildiz è diventato l’elemento capace di dare imprevedibilità, dinamismo e cinismo. Spalletti ha scelto di puntarci forte: la Juventus sta cambiando anche grazie a questo nuova prospettiva offensiva. Eppure, nonostante il ruolo chiave e le prestazioni, la questione-rinnovo resta una zona grigia. Yildiz è sotto contratto con la Juventus fino al 2029, ma le trattative per un accordo a lungo termine con adeguamento economico sembra procedere a rilento.

Il suo valore tecnico e simbolico per il club è evidente: con 101 presenze ufficiali e 21 reti totali, Yildiz è già parte integrante della storia bianconera – quantomeno di quella recente. Da una parte, la società sembra voler prendersi tempo: il fatto che il suo ingaggio risulti ancora il 19° della rosa, lontano da quello dei big. Dall’altra, Yildiz probabilmente ambisce a un adeguamento che rispecchi il suo ruolo da protagonista, da “spaccamoduli” contemporaneo destinato a diventare punto fermo del progetto-Spalletti.

Con la sua qualità, il suo fiuto per il gol, la sua capacità di servire compagni e prendersi responsabilità, il numero 10 è diventato la promessa mantenuta di un presente da protagonista e di un futuro da potenziale uomo-franchigia. Le parole a effetto di Spalletti, fucilata nella notte, suonano oggi come una verità: ogni volta che Yildiz riceve palla, l’attenzione si accende, la speranza rinasce, la Juventus trova una via d’uscita. Resta da vedere se la società riuscirà riconoscergli il valore anche con i fatti, nel contratto e nella fiducia. Ma sul campo, per ora, lui non tradisce.  Chi guarda la Juve trova in lui una certezza.

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