Il ritorno del Sunderland in Premier League ha dato un nuovo impulso anche alla rinascita della città

di Redazione Undici 23 Dicembre 2025 alle 15:35

Ci sono casi in cui lo sport smette di essere sport e diventa fenomeno sociale. Turismo che aumenta, attività che nascono, contesto urbano che migliora: tutto per una partita o una gara. È quello che è accaduto anche a Sunderland, città industriale nel nord est dell’Inghilterra. Il paesaggio non è proprio dei migliori. Va bene il fiume Wear, ma tutto il resto è proprio bruttino. Tante fabbriche, tanti uffici, pochi colori, cielo molto spesso grigio e umido. Eppure, almeno a livello visivo, qualcosa sta cambiando. Merito del Sunderland e del suo inizio di Premier League da sogno. Un sesto posto davvero prestigioso, considerando poi che i black cats sono alla prima stagione in prima divisione dopo nove anni.

Pensate che dal 2018 al 2022 lo Stadium of Light, impianto da 48.707 posti (il nono più grande d’Inghilterra) ha accolto squadre come Scunthorpe United, Walsall, Lincoln e Swindon. In quegli anni il Sunderland ha chiuso al quinto, ottavo, quarto e di nuovo quinto posto in League One, fallendo tre volte nei playoff prima di riuscire finalmente a conquistare la promozione e tornare nella seconda divisione del calcio inglese.

Città di 300mila abitanti a mezz’ora d’auto a sud di Newcastle, Sunderland è stata Wrexham prima di Wrexham: un centro manifatturiero in declino, alla disperata ricerca di speranza nel proprio club di calcio. Guardare Sunderland ’Til I Die è stato, di fatto, ciò che ha ispirato il produttore Rob Mac (già Rob McElhenney) ad acquistare una squadra in difficoltà, coinvolgendo anche Ryan Reynolds. Ma se il Wrexham aveva lottato a lungo per restare all’interno della Football Association, arrivando persino a scendere nella quinta divisione dilettantistica, il Sunderland era stato una presenza fissa in Premier League per un decennio prima della sua caduta.

Per anni, i residenti della città – i Mackems – si sono lamentati per la scarsità di aiuti governativi per favorire la transizione lontano dall’industria pesante. Di recente, però, una nuova generazione di Mackems ha deciso di provarci da sola. Passando davanti a una caffetteria, fino all’anno scorso in città era impossibile sedersi a bere un caffè dopo le cinque del pomeriggio. Ora sorgono nuovi edifici per uffici. La città sta cambiando fisicamente per la prima volta in mezzo secolo e, con essa, anche la sua cultura. E così come la squadra influenza la città, la rinascita della città sembra influenzare anche la squadra. Alcuni dei vecchi cantieri navali sono oggi edifici abbandonati, altri sono scomparsi del tutto, lasciando solo terreni vuoti. La crescita del club, sul campo, si sta accompagnando a modifiche strutturali di Sunderland. Se la squadra si trova in questa posizione di classifica in campionato è merito anche di una struttura manageriale e dirigenziale molto local. Così come sono stati gli abitanti a cambiare concretamente il volto di questo angolo del nord-est inglese. Perché tutto, alla fine, passa dalle persone.

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