Kenneth Taylor alla Lazio ha tutto il potenziale per essere un grande colpo di mercato

Per anni è stato considerato uno dei più grandi talenti dell'Ajax e del calcio olandese in generale, e ora arriva in una squadra che sembra perfetta per le sue caratteristiche.
di Redazione Undici 08 Gennaio 2026 alle 19:16

Se andate sul suo profilo Instagram, ci sono solo foto e video che riguardano l’Ajax e la Nazionale olandese. Sembra qualcosa di banale, eppure mostra già un paio d’aspetti interessante di Kenneth Taylor, un ragazzo di Alkmaar dal nome inglese che la Lazio sta per acquistare per sostituire Guendouzi, già volato in Turchia per la firma con il Fenerbahce. Intanto in questo modo scopriamo che Taylor è uno che posta poco, e che posta solo foto di campo. E poi, questo è un dato non banale, che quella di Roma sarà la sua prima esperienza lontano da casa, da Amsterdam e dall’Ajax. Gli farà un po’ impressione, lui che è entrato nel grande settore giovanile dei biancorossi a otto anni e che ha completato tutto il percorso arrivando a debuttare in Eredivisie a 18 anni, nella vittoria per 4-0 del 2020 contro il PEC Zwolle. La prima di 184 volte con la maglia del suo cuore, una maglia che ha onorato diventando prima un punto di riferimento, poi nella scorsa stagione addirittura l’MVP del campionato. Particolare non scontato, dato che l’Ajax è arrivato secondo e nell’ultimo mese e mezzo ha buttato via un vantaggio di sette punti sul PSV. Taylor, quindi, è reduce da super stagione personale, in cui ha messo insieme nove gol e sei assist: un rendimento esaltato dal sistema verticale di Farioli e che quest’anno, una volta partito l’allenatore italiano, si è visto decisamente meno.

In ogni caso, Taylor resta una delle espressioni più interessanti della scuola-Ajax degli ultimi anni, un centrocampista moderno capace di interpretare il gioco in maniera completa, intelligente e dinamica. Cresciuto all’interno di un contesto che da sempre valorizza la tecnica, la comprensione degli spazi e la responsabilità dei giocatori quando hanno il pallone, ha saputo sviluppare un profilo da mediano avanzato o mezzala capace di incidere in entrambe le fasi di gioco. La sua caratteristica principale è la naturalezza con cui alterna le due fasi, mantenendo sempre una notevole lucidità tattica e una costante connessione con i suoi compagni di squadra.

In fase di possesso, Taylor ha una buonissima capacità nel risolvere delle situazioni di gioco in cui viene pressato o schermato, legge bene la posizione dei compagni e si muove tanto senza palla. È un giocatore che non si limita a ricevere tra le linee, ma che studia con attenzione i movimenti della difesa avversaria, cercando di individuare il momento giusto per inserirsi nello spazio libero. I suoi screening, ovvero quei movimenti di controllo e scansione continua del campo prima e dopo la ricezione, gli permettono di orientare il corpo in modo ottimale e di anticipare la giocata successiva. Questo lo rende particolarmente efficace negli inserimenti dalla seconda linea, da dove parte per poi comparire alle spalle dei difensori con tempi difficili da valutare correttamente. La sua capacità di attaccare l’area senza dare punti di riferimento è stata una risorsa preziosa per l’Ajax, soprattutto contro squadre che difendono con il blocco basso.

Dal punto di vista tecnico, Taylor è un calciatore pulito, essenziale, funzionale. Niente giocate superflue, punta a scelte rapide e coerenti con il contesto. Sa giocare a uno o due tocchi, sa consolidare il possesso e verticalizzare quando si apre una linea di passaggio utile. Anche al tiro possiede buone qualità, soprattutto quando arriva fronte alla porta dopo un inserimento, sfruttando coordinazione e precisione più che potenza pura.  In fase difensiva emerge un altro aspetto fondamentale del suo profilo: l’intelligenza posizionale. Taylor non è un centrocampista aggressivo nel senso classico del termine, ma è estremamente efficace nel chiudere le linee di passaggio e nel capire in anticipo le traiettorie del pallone. Si posiziona spesso in modo da schermare la ricezione tra le linee o da indirizzare il gioco verso zone meno pericolose. Questa capacità di difendere “pensando”, più che intervenendo in maniera istintiva, lo rende particolarmente adatto a sistemi di gioco basati sul pressing organizzato e sulla riaggressione immediata dopo la perdita del pallone. In questo senso, la Lazio di Sarri potrebbe essere un ecosistema perfetto per lui.

La sua doppia fase è valorizzata anche dalla continuità fisica e dalla disponibilità al sacrificio. Taylor corre molto ma soprattutto corre bene, scegliendo quando accorciare in avanti e quando abbassarsi per dare equilibrio alla squadra. È frequente vederlo accompagnare l’azione offensiva per poi rientrare rapidamente a protezione della linea mediana, dimostrando una maturità tattica superiore alla media per un giocatore della sua età. Questa affidabilità lo ha reso un elemento centrale nel gioco dell’Ajax, capace di collegare i reparti e di garantire stabilità anche nei momenti di transizione.

Naturalmente, come ogni giocatore in crescita, anche Taylor ha delle skill da migliorare. Uno degli aspetti su cui può lavorare è l’incisività nei duelli fisici, soprattutto contro avversari di livello internazionale. In campionati più intensi rispetto all’Eredivisie potrebbe andare in difficoltà nei contrasti diretti, dove deve ancora aumentare forza e cattiveria agonistica. Inoltre, può affinare ulteriormente la continuità nell’arco dei novanta minuti, evitando alcuni passaggi a vuoto in cui tende a uscire dal gioco. Un altro passo avanti potrebbe arrivare da una maggiore personalità nelle scelte offensive, assumendosi con più decisione la responsabilità della giocata chiave anche nei momenti di pressione. Nel complesso, Kenneth è un centrocampista di sistema, completo, intelligente e perfettamente in linea con l’evoluzione del calcio moderno. La sua capacità di leggere il gioco, occupare gli spazi giusti e incidere in entrambe le fasi lo rende un profilo estremamente interessante, con il potenziale per affermarsi stabilmente in Serie A, dopo essersi imposto come uno dei migliori giocatori dell’Ajax e dell’Eredivisie. Anzi, proprio in virtù di questa dimensione: soltanto pochi mesi fa, si parlava di lui come un profilo monitorato da diverse squadre di Premier League, West Ham in testa, e di una valutazione da 35 milioni di euro. Il fatto che la Lazio abbia messo le mani su di lui, per altro a un prezzo decisamente più basso, ci dice che le sue quotazioni sono in discesa rispetto all’estate. Ma anche che la squadra biancoceleste potrebbe aver fatto un grande, grandissimo affare. Le premesse, in questo senso, ci sono tutte.

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