Da cinque anni a questa, da quando è diventato manager dell’Arsenal, Mikel Arteta è abituato a curare ogni singolo dettaglio del suo ruolo. Ha portato un labrador nel centro d’allenamento, chiamandolo “Win” per far sì che chiamandolo i suoi giocatori si abituassero alla vittoria; a una cena di squadra ha ingaggiato un gruppo di borseggiatori per allenare i giocatori aglo imprevisti; ha ingaggiato una serie di professionisti delle statistiche analitiche, che insieme con i nutrizionisti del club hanno cambiato il menù dei ritiri pre-partita; ha focalizzato una gran parte dei suoi set offensivi sulle palle inattive, lavorando fianco a fianco con uno specialista affermato. È arrivato persino a comprare una quantità industriale di calciatori mancini per costruire più rapidamente l’azione dal basso.
L’ultima diavoleria che si è inventato l’allenatore basco è quella di “rubare” un membro passato dallo staff del Liverpool di Klopp. Si tratta di Thomas Gronnemark, uno che ha contribuito nell’ombra ai grandi successi del manager tedesco ai Reds. Che di mestiere fa l’allenatore specializzato nelle rimesse laterali, e che è considerato un autentico genio nel suo campo. Il danese, ex sprinter con quattro campionati nazionali nel palmares, al momento sta collaborando con i Gunners come consulente, facendo visita al centro di allenamento per condividere tecniche, principi e metodologie. L’obiettivo è chiaro: trasformare anche le rimesse laterali in un’arma, in un vantaggio competitivo rispetto agli avversari.
L’Arsenal capolista è già la più squadra prolifica della Premier League sui calci piazzati. Nella stagione 2025/26 ha segnato 12 gol da calcio d’angolo, frutto del lavoro dello specialista Nicolas Jover. Ora, in un campionato in cui le rimesse lunghe stanno tornando di moda e i gol nati da throw-in sono in aumento, l’Arsenal ha deciso di investire anche in quello che l’attuale vice ct dell’Inghilterra, Anthony Barry, definì «il calcio piazzato più sottovalutato». Gronnemark, oggi 50enne, nel 2010 ha ottenuto il record mondiale per la rimessa laterale più lunga, con un lancio da 51,33 metri. Ma ridurre il suo lavoro al solo lancio della palla sarebbe un errore. Da oltre vent’anni ha sviluppato una metodologia complessa, in cui la rimessa non serve solo a cercare il colpo diretto, ma diventa uno strumento per mantenere il possesso, uscire dalla pressione e avviare l’azione offensiva.
Nel suo curriculum figurano collaborazioni con club come Brentford, Borussia Dortmund, Ajax, Midtjylland, Union Saint-Gilloise e JEF United, in Giappone. Nel 2018 è arrivata la chiamata che cambiò tutto: quella di Jürgen Klopp: «Ero in una cioccolateria con la mia famiglia», racconta il coach danese, «quando ho visto un numero inglese sul telefono. Ho pensato fosse qualcuno che voleva vendermi delle penne. E invece poi ho ascoltato la segreteria ed era Jürgen Klopp. Il cuore mi batteva a mille: quando mi ha richiamato, stavo guidando e sono finito direttamente in un campo». Klopp lo ha voluto nel suo staff e i risultati sono stati immediati. In una sola stagione, il Liverpool è passato dal 18° al 1° posto in Premier League per possesso mantenuto dopo le rimesse laterali. Quell’anno è arrivata la Champions League, quello successivo il primo titolo nazionale dopo 30 anni.
Ora tocca all’Arsenal, capolista con sei punti di vantaggio, che sogna di tornare campione d’Inghilterra dopo 22 stagioni di attesa. Arteta è noto per la sua ossessione per i dettagli: persino la copertura del tunnel dell’Emirates è stata rimossa per rendere l’ingresso in campo più intimidatorio per gli avversari. I calci piazzati sono da tempo al centro della sua visione. Già durante il percorso per ottenere il patentino da allenatore, Arteta aveva capito quanto potessero essere determinanti. L’incontro con Jover ai tempi del Manchester City di Guardiola è stato decisivo, così come la sua convinzione di dover circondarsi dei migliori specialisti possibili. A Liverpool, Gronnemark si è concentrato anche sui singoli: Andy Robertson, ad esempio è passato da rimesse di 19 metri a oltre 27. «Ha cambiato completamente il nostro modo di battere le rimesse», ha confessato Klopp. L’impatto che potrà avere sull’Arsenal resta da scoprire, ma Gronnemark non ha mai nascosto la sua fiducia: «In una partita ci sono 40-60 rimesse laterali. Migliorarle diventa fondamentale ed è più facile di quanto si pensi, con l’allenamento giusto». Un altro dettaglio, forse decisivo, nella corsa al titolo.