Edward Aloysius Murphy probabilmente non avrebbe nulla in contrario nel constatare che la legge sul pessimismo cosmico che porta il suo nome, oggi, nel calcio sarebbe il caso di dedicarla al Manchester United. Perché se le cose dalle parti di Old Trafford vanno male, statene certi, trovano sempre il modo di farle andare peggio. Molto peggio. Non importa quanto a fondo si raschi il barile, si ridicolizzi la storia o si abbatta il morale di una schiera di tifosi sempre più attoniti. Per esempio: nessuno, per tutto il 2025, avrebbe avuto nulla da obiettare sull’esonero di Rubén Amorim. È arrivato invece all’inizio del nuovo anno, dopo un raro barlume di speranza – un solo ko nelle ultime nove gare ufficiali. E soprattutto, alla vigilia dei 32esimi di FA Cup.
Com’è andata a finire? Che domande: Red Devils fuori per mano del Brighton, comodamente corsaro a Old Trafford, e relegati al prosieguo di stagione più desolante della loro storia. Perché in un calcio che va a mille, ingolfato di calendari strapieni e partite ogni tre giorni, l’unica realtà di alto rango che da qui a giugno passerà il tempo a girarsi i pollici – per gli standard moderni, naturalmente: una sola partita ogni otto giorni – è quella affidata al traghettatore Darren Fletcher. Che peggio di così, sia pure ad interim, sulla panchina dello United non poteva cominciare.
Sia chiaro, l’obiettivo stagionale resta cerchiato in rosso: nonostante tutto, classifica alla mano, Bruno Fernandes e compagni hanno ancora tutte le carte in regola per tentare di qualificarsi in Champions League. Ma davvero sarebbe un evento da festeggiare (e parlando di nobili decadute, è lo stesso ragionamento che potremmo fare noi sulla nostra Nazionale in caso di pass al Mondiale: amen)?. Per un club di questo blasone, che soltanto fino 15 anni fa sfidava il Real Madrid in cima al mondo, e che non troppo tempo prima aveva inventato il comcetto di Treble? Essere impegnati in un solo fronte e aggrapparsi all’eventuale quarto posto in classifica.
Perché dopo l’eliminazione dalla FA Cup, si sa già per certo che lo United di oggi chiuderà la stagione con appena 40 partite disputate: l’altra coppa, la EFL, era già andata in autunno come e peggio di questa – sempre al debutto, ma contro il Grimsby Town, squadra di quarta divisione. Era dal 1981/82, qualche anno prima che iniziasse l’era Ferguson, che i Red Devils non erano sicuri di chiudere l’annata senza alcun trofeo già a gennaio, anche allora a causa di precoci passi falsi nelle coppe nazionali. Ed era, ancor più notevole, dal 1915 che non chiudevano con appena 40 gare a referto. Nel mezzo la storia, agli estremi la farsa. Ora avete capito cos’è la “legge di Manchester”? Il brutto è che il 2025/26 deve ancora finire. Dunque può essere ulteriormente peggiorato: una monetina sul quinto posto all’ultima giornata, per colpa di un autogol galeotto, magari varrebbe la pena di giocarla.