C’è un momento che ha segnato la storia recente del Manchester City. Siamo nel Febbraio 2023 e la Premier League decide di formulare 115 capi d’accusa per presunte violazioni delle APT Rules, una serie di norme che da qualche anno la lega ha introdotto per conservare il proprio equilibrio competitivo. Quella che sembrava essere un’inchiesta gigante che avrebbe rovesciato il dominio dei Citizens è ancora in corso e forse si è un po’ sgonfiata, ma intanto il club è passato al contrattacco, preparandosi sia a livello legale che manageriale. Tra le tante conseguenze c’è stato pure una decisa variazione del modo di fare mercato.
Con lo spauracchio di un eventuale blocco della campagna acquisti, Guardiola e la società si sono portati avanti, anticipando, negli ultimi due anni e mezzo, un naturale cambio generazionale dopo la vittoria del Trevle (Premier, FA Cup e Champions League) nel maggio del 2023. Una scelta resasi ancor più necessaria dopo la deludente stagione post triplete. Non deve sorprendere, quindi, che se si analizzano solo le ultime tre sessioni (gennaio 2025, estate 2025, gennaio 2026) si nota come il City abbia speso quasi 500 milioni di euro. Un cifra simbolica enorme, che oltretutto sta per essere raggiunta e superata con l’arrivo del difensore centrale Marc Guéhi dal Crystal Palace. Quest’ultimo si sarebbe già dovuto trasferire a Manchester ad agosto, ma la trattativa era saltata nell’ultimo giorno di mercato.
C’è da dire che lo stile Guardiola è sempre lo stesso: investire tanto, ma farlo con criterio. Più che l’entità della spesa, colpisce la distribuzione degli investimenti: pochi colpi davvero pesanti, affiancati da una serie di operazioni mirate per ringiovanire la rosa e aumentare la profondità in ruoli chiave. Il colpo più appariscente del biennio è stato Antoine Semenyo. Pagato oltre 70 milioni di euro, l’esterno offensivo ex Bournemouth rappresenta l’acquisto più costoso delle ultime due stagioni. Un investimento importante, che il City ha giustificato con la necessità di aggiungere fisicità, strappi e imprevedibilità a un reparto offensivo già ricchissimo di talento tecnico. Semenyo non è ancora un titolare fisso, ma si è già ritagliato uno spazio significativo nelle rotazioni, andando in gol già all’esordio in FA Cup contro l’Exeter.
Un altro innesto di grande peso è stato quello di Tijjani Reijnders, arrivato dal Milan per una cifra superiore ai 50 milioni di euro. Il centrocampista olandese incarna perfettamente il profilo ricercato da Guardiola: intelligente tatticamente, pulito tecnicamente e capace di interpretare più ruoli nella zona centrale del campo. Reijnders ha trovato minuti con una certa continuità, alternandosi tra regia avanzata e mezzala, diventando rapidamente una pedina affidabile all’interno del sistema City.
Meno appariscente, ma altrettanto funzionale, è stato l’acquisto di Rayan Aït-Nouri. L’ex laterale difensivo mancino del Wolverhampton ha giocato poco, complice un infortunio alla caviglia, l’esplosione di O’Reilly in quella posizione di campo e la Coppa d’Africa con l’Algeria. Ora che però è tornato, può essere un’opzione in più sulla fascia sinistra. Discorso diverso per Rayan Cherki, uno dei talenti più puri arrivati negli ultimi anni. Il suo trasferimento dal Lione è stato accolto con grande entusiasmo, ma il suo percorso al City è ancora in fase di costruzione. L’adattamento al ritmo della Premier League e alle richieste tattiche di Guardiola richiede tempo, ma le qualità si sono decisamente viste, tanto che di fatto si è preso un posto negli undici di partenza.
Sul fronte portieri, il City ha lavorato con un’idea precisa. L’arrivo di Gianluigi Donnarumma per 30 milioni indica la volontà di pianificare il futuro del ruolo senza farsi trovare impreparati. Dopo una vita in cui Guardiola ha guardato al ruolo più dal punto di vista di costruzione del gioco, ora ha scelto di comprare uno che para tanto e decisamente bene. I diversi errori di Ederson nelle ultime due annate, infatti, sono costati molti punti ai Citizens, usciti prematuramente dalla lotta al titolo anche per i troppi passi falsi a inizio stagione. Accanto ai grandi nomi, il City ha continuato a investire su giovani e comprimari, come il centrocampista centrale Sverre Nypan, prelevato dal Rosenborg per 15 milioni. Operazioni meno mediatiche, ma coerenti con l’idea di costruire una rosa lunga e competitiva su più fronti.
E poi ancora Marmoush, Vitor Reis, Nico González e Khusanov, tutti arrivati a gennaio 2025. Di questi l’unico divenuto un punto di riferimento è Nico González, che a modo suo non ha fatto rimpiangere Rodri, bloccato da numerosi problemi al ginocchio e muscolari. Marmoush e Khusanov dopo un ottimo avvio sono scivolati indietro nelle gerarchie, mentre il difensore brasiliano Vitor Reis, appena diciannovenne, è stato spedito nella succursale Girona per avere più minuti. Acquisti che però, se sommati, fanno 212 milioni di euro, praticamente quanto una squadra italiana potrebbe spendere in quattro o cinque anni.
Il bilancio complessivo delle ultime due campagne di mercato è sostanzialmente positivo. Il Manchester City ha rinforzato la squadra senza snaturarla, ha inserito nuovi titolari e ha preparato il terreno per il futuro. Non tutti gli acquisti hanno avuto un impatto immediato, ma questo fa parte della normalità in un contesto di altissimo livello. La sensazione è che il club abbia ancora una volta centrato l’obiettivo: restare competitivo oggi, guardando anche al domani. È ancora presto per dirlo ma forse la rivoluzione di Guardiola ha avuto successo, anche se è costata decisamente caro.