Probabilmente il nome di Mbekezeli Mbokazi non dirà granché agli appassionati di calcio europei, e in realtà neppure i tifosi della squadra che l’ha accolto da qualche settimana – i Chicago Fire, franchigia MLS – erano pronti a quello che sta succedendo dopo il suo arrivo. Ma l’arrivo di Mbokazi in America ha generato un impatto mediatico che, secondo quanto scrive The Athletic, è del tutto paragonabile a quello avuto da Lionel Messi e da Son Heung-min, due delle superstar che negli ultimi anni hanno scelto di andare a giocare negli Stati Uniti. Ovviamente vanno fatte delle proporzioni, ma per capire di cosa parliamo bisogna partire dalla nazionalità di Mbokazi, difensore sudafricano che Chicago ha rilevato dagli Orlando Pirates – uno dei club più prestigiosi del Sudafrica e di tutto il continente – per 2,5 milioni di dollari.
Andiamo con ordine, partendo dai numeri: l’annuncio dell’acquisto di Mbokazi è arrivato il 2 dicembre 2025, e nelle prime 48 ore i profili social dei Chiago Fire avevano registrato un’impennata pari a 180mila follower. Ad oggi, gli account sudafricani che seguono la franchigia di Chicago sono oltre 572mila. Persino un allenatore piuttosto navigato come Gregg Berhalter, arrivato sulla panchina dei Fire nel 2024 dopo anni alla guida della Nazionale USA, ha dettto che «abbiamo fatto fatica a comprendere il reale impatto che Mbokazi ha avuto sulla percezione del nostro club, soprattutto su internet. È stato tutto molto sorprendente». Sotto, tanto per fare un esempio, c’è un post pubblicato dai Fire su Instagram dopo l’esordio casalingo di Mbokazi: i commenti dicono tutto quello che c’è da dire.
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In realtà Mbokazi non è solo un calciatore sudafricano emigrato in America: è considerato un talento generazionale, almeno per il suo Paese, ha esordito in Nazionale maggiore ed è stato scelto come capitano degli Orlando Pirates quando non aveva nemmeno vent’anni. A Chicago hanno deciso di acquistarlo grazie alla soffiata di Flemming Berg, ex osservatore del Columbus Crew, dove Berhalter era stato allenatore e direttore sportivo: dopo una partita contro i Philadelphia Union in cui Olwethu Makhanya – connazionale di Mbokazi, anche lui giovane difensore di talento emigrato negli USA – aveva offerto una gran prestazione, il tecnico di Chicago aveva chiesto al suo ex collega se ci fossero altri giocatori del genere in Sudafrica. Risposta di Berg: «Ce n’è uno migliore».
Mbokazi è stato uno dei migliori giocatori della Coppa d’Africa, o comunque uno dei giovani più brillanti. Secondo Berhalter, «il modo in cui ha duellato contro attaccanti più forti e più grandi di lui è stato incredibile». Proprio in quel periodo, il ct della Nazionale sudafricana, Hugo Broos, si era espresso in modo molto critico sulla scelta di trasferirsi a Chicago e in MLS. Ma la realtà è che la MLS, da tempo, rappresenta ormai un’occasione importante per giovani di talento come Mbokazi. È stato lui stesso a dirlo in modo piuttosto chiaro: «Non so se mi vedo in un campionato diverso, per il momento sono qui e voglio ringraziare gli Orlando Pirates per avermi dato l’opportunità di mettermi alla prova in un altro Paese. Mi piace questa sfida, mi piace questa opportunità, ma al tempo stesso so di meritarla».