Il gol annullato al West Ham contro l’Arsenal porterà l’IFAB a valutare cambiamenti di regolamento sulle palle inattive

Le strattonate che precedono la battuta di un calcio di punizione ormai sono fuori controllo, ma non sarà facile impedirle senza intaccare altri aspetti del gioco.
di Redazione Undici 12 Maggio 2026 alle 03:59

Una decisione che potrebbe cambiare il futuro del calcio, dopo un fischio che potrebbe decidere il futuro della Premier League. Domenica West Ham e Arsenal si giocavano una buona fetta di stagione, tra velleità di salvezza e di conquista del campionato. I Gunners sbloccano la partita all’83’ con un gol di Trossard, poi in pieno recupero Callum Wilson trova il gol del pareggio in mischia su calcio di punizione. Anzi no: l’arbitro viene richiamato dal VAR e in seguito a off field review decide di annullare la rete per un fallo sul portiere, con Jean-Clair Todibo a ostacolare David Raya. La capolista così vince la contesa – mettendo la mano sulla Premier League – e s’infiammano le polemiche. Perché prima della battuta del calcio piazzato, cioè quando si è consumato il contatto decisivo, l’area dell’Arsenal sembrava un’ammucchiata senza regole. Ed era oggettivamente difficile sanzionare un fallo più di tutti gli altri, come invece è successo.

Anche per questo episodio, l’ennesimo di una lunga serie in questa stagione, all’indomani i regolatori del gioco hanno annunciato di voler prendere provvedimenti per l’avvenire: “Esamineremo queste situazioni con attenzione nei prossimi mesi, perché ormai è una dinamica ricorrente e di grande impatto”, hanno spiegato i dirigenti dell’International Football Association Board a The Times. “Ne avevamo già parlato appena prima del nostro meeting annuale a marzo, ma era troppo tardi per mettere questo tema all’ordine del giorno con tutti gli approfondimenti dovuti. Abbiamo deciso di farlo ora”.

Soprattutto in Premier League la questione è diventata ricorrente e ha mandato in tilt l’uniformità dell’arbitraggio. Le occasioni da gol su calcio piazzato sono sempre più allettanti, si costruiscono con una maniacale cura dei dettagli e si sfruttano prendendo posizione in area – letteralmente – a discapito degli avversari. Con le buone e con le cattive, fino a quando il direttore di gara non fischia. Il problema è che soprattutto a ridosso della porta si sussegue una tale sequela di placcaggi, strattonate e spintoni che a rigor di logica spesso l’arbitro dovrebbe sanzionare tutto oppure niente – ed è proprio l’incoerenza anche all’interno della stessa azione a venire contestata, come dimostra il caso di West Ham-Arsenal.

Il fallo di Todibo insomma sarà destinato a fare scuola, perché è da qui che inizieranno a discutere i membri dell’IFAB. E la sensazione diffusa è che il calcio di oggi sia andato ben oltre il limite, in questo tipo di circostanze. Come si potrà intervenire sul regolamento? Allo stato attuale, se un giocatore s’improvvisa wrestler ai danni di un diretto avversario può subire un richiamo verbale, ma non può essere sanzionato con un calcio di punizione o di rigore quando questo avviene prima che il pallone venga messo in gioco. Così è tecnicamente possibile sfruttare questi colpi al limite del proibito – soprattutto se lo fanno tutti, e l’arbitro non interviene più – per ottenere un vantaggio decisivo in fase di marcatura. Ormai anche gli addetti ai lavori, ex arbitri compresi, ammettono che “nel calcio si è perso il controllo di queste circostanze: i direttori di gara pensano che se le trattenute sono reciproche, sia giusto lasciar correre. Anche contando sull’eventuale richiamo del VAR”.

L’alternativa è dunque dare il via libera al fischio di calci di punizione e di rigore anche a cronometro fermo. Una circostanza che stravolgerebbe profondamente il modo di difendere e di attaccare sulle palle inattive. E infatti se i vertici dell’IFAB sono convinti che qualcosa si debba fare, le modalità dell’intervento dovranno essere discusse con prudenza: altrimenti si passa dalla padella alla brace, rischiando una nuova inflazione di penalty dopo quelli introdotti dalla fiscalità del VAR. E nemmeno questa sarebbe una soluzione.

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