Arda Turan ha vinto il suo primo titolo allo Shakhtar, ma soprattutto sembra il giovane tecnico più “cholista” tra tutti quelli che sono stati allenati da Diego Simeone

Dall'allenatore argentino il turco ha ereditato soprattutto la gestione della fase difensiva
di Redazione Undici 12 Maggio 2026 alle 08:00

Se lo Shakhtar Donetsk è tornato sulla mappa del calcio europeo, almeno per qualche giorno, dopo l’inizio della guerra in Ucraina, lo deve a uno che ha sempre la faccia di quello che passa per caso, che ha comincato a fare l’allenatore praticamente l’altro ieri ma che gestisce la squadra nel segno di uno dei più grandi manager della storia, Diego Simeone. Perché ok il titolo in patria, vinto nel week-end, ma il vero capolavoro di Arda Turan sulla panchina dello Shakhtar è stato riportarli a una semifinale europea dopo sei anni, dal famoso 5-0 subito dall’Inter durante l’Europa League in epoca covid.

Ecco, il turco ha un solo modello di riferimento, quello che per lui è stato il più grande allenatore di tutti, il Cholo che lo ha guidato all’Atletico Madrid dal 2011 al 2015. Insieme hanno vinto una Liga e sfiorato una Champions League a Lisbona nel 2014, prima che Sergio Ramos nel recupero pareggiasse il gol di Godin, spedisse il match ai supplementari e avviasse la rimonta del Real. Eppure anche da come quell’Atletì è riuscito a metabolizzare una sconfitta così dura, Arda ha preso qualcosa. Come analizzato dal Mundo Deportivo, infatti, il legame con il coach argentino è fortissimo.

Per conquistare il suo sedicesimo titolo ucraino, alla squadra del Donbass è bastato, si fa per dire, vincere 0-4 contro il Poltava grazie ai gol di Dmytro Kryskiv, Isaque Silva (autore di una doppietta) e Lassina Traoré. Questo è il primo titolo nazionale per l’allenatore turco, nella sua stagione d’esordio allo Shakhtar. Come si diceva, po, il club ha raggiunto le semifinali della Conference League e pazienza se il Crystal Palace è passato sopra ai neroarancio, la differenza tecnica era davvero troppa. 

Ok, ma in cosa Arda è simile a Simeone? Prima di tutto nel concetto che il talento deve essere al servizio della squadra e che il solo talento non basta. «Simeone è stato il primo a farmi uscire dalla mia zona di comfort. Mi ha insegnato che, anche se non sei talentuoso quanto l’avversario, puoi batterlo se corri e lotti più di lui – ha spiegato – agl giornale spagnolo. Ha inoltre assimilato aspetti come i movimenti difensivi, le coperture e il posizionamento in determinate situazioni di gioco.

«Ho imparato la disciplina difensiva nel calcio di Simeone. Un giocatore ha il pallone solo per 2 o 3 minuti a partita. Per il resto del tempo bisogna correre e lottare. È il mio grande punto di riferimento per la fase difensiva, da lui ho imparato i dettagli: gli angoli delle coperture, quando spazzare via il pallone e come deve muoversi il blocco difensivo» ha commentato, aggiungendo che «se non subisci gol, hai sempre la possibilità di vincere le partite». Infine, ha sottolineato anche il modo in cui Simeone gestiva lo spogliatoio, sempre con onestà: «Ci diceva sempre la verità, ho imparato che essere onesti e diretti con i giocatori è fondamentale per gestire uno spogliatoio». Così giovane (39 anni per un allenatore è niente), ma anche così diretto, si inserisce in una buona lista di allenatori di successso che hanno avuto Simeone, come Filipe Luís che ha vinto tutto con il Flamengo, oppure Fernando Torres, che sta facendo grandi cose nel settore giovanile dell’Atlético.

>

Leggi anche

Calcio
Il gol annullato al West Ham contro l’Arsenal porterà l’IFAB a valutare cambiamenti di regolamento sulle palle inattive
Le strattonate che precedono la battuta di un calcio di punizione ormai sono fuori controllo, ma non sarà facile impedirle senza intaccare altri aspetti del gioco.
di Redazione Undici
Calcio
Su Sky Sport arriva Toro 1976. Lassù qualcuno ti ama, il racconto dell’ultima grande epopea granata
Il settimo scudetto del Torino, il primo e unico dopo Superga, è al centro di sei puntate ricche di testimonianze, ricostruzioni storiche e grandi novità visive.
di Redazione Undici
Calcio
I giocatori che esordiranno ai Mondiali indosseranno delle patch “Debut” simili a quelle che si usano negli sport americani
Tutta questione di business, facilmente monetizzabile, e di fanatici del collezionismo.
di Redazione Undici
Calcio
Dopo il successo del Barcellona sul Real Madrid, João Cancelo è diventato il primo giocatore di sempre a vincere la Serie A, la Premier League, la Bundesliga e la Liga
Adesso all'esterno portoghese, tornato in Catalogna nel mercato di gennaio, manca solo la Ligue 1 per fare l'en plein di tutti i campionati top in Europa.
di Redazione Undici