Dopo aver vinto l’oro olimpico mi sono sentito vuoto, ma poi sono riuscito a ripartire: intervista a Su Yiming

ALL EYES ON I protagonisti dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 – Lo snowboarder cinese si è qualificato per le Olimpiadi Invernali dopo aver vissuto momenti difficili.
di Arianna Galati 21 Gennaio 2026 alle 18:01
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Il primo snowboarder cinese a vincere un oro nel big air e un argento nello slopestyle, diventando un eroe nazionale alle Olimpiadi di Pechino 2022. Su Yiming aveva 17 anni e una fama ingombrante: cresciuto in una famiglia di snowboarder, «i miei genitori lo sono entrambi: non fanno salti o cose folli, si limitano a sciare», ne aveva appena 4 quando è salito su una tavola per la prima volta («Tutte le tavole da snowboard normalmente devono essere all’altezza del tuo naso, ma la mia era tipo 30 cm più alta di me: dopo quattro o cinque anni era diventata dell’altezza giusta»), e aveva già in archivio una carriera di attore bambino di successo. Vincere ai Giochi in casa ha quasi compromesso il suo gusto di snowboardare, si è fermato, è ripartito con nuove motivazioni. Oggi Su Yiming è un giovane uomo pacato, ha trovato senso in quegli obiettivi che per abbondanti mesi sembravano averlo perso.

Dopo le Olimpiadi avevi perso la scintilla per lo snowboard. Come ti sei ripreso?
Il tempo. Era davvero importante per me, mentalmente e per il mio corpo, avevo bisogno di rallentare e pensare a cosa stesse succedendo, perché a 17 anni hai vinto un oro e un argento sul più grande dei palcoscenici, le Olimpiadi. Non è stata una cosa facile da accettare. Prima dei Giochi mi svegliavo ogni giorno con un oro da inseguire, un obiettivo che mi faceva lavorare al 100%. Il giorno dopo la gara mi sono svegliato e non ho sentito niente. Un vuoto. Avrei voluto festeggiare con i miei amici e la mia famiglia, e di certo non ti aspetti mai di svegliarti dopo aver vinto e sentirti triste. È stata una sensazione strana per me. Quando lo raccontavo, le persone non ci credevano, mi dicevano “hai appena realizzato il tuo più grande sogno, dovrebbe essere il momento più felice”, ma io sentivo solo la tristezza. Ho dovuto riprendermi dal punto di vista mentale e fisico, poi ho cercato di ritrovare la mia motivazione. Ho passato molto tempo con la mia famiglia, ho parlato con mia madre e mio padre, per me ha significato molto. Penso che sia nata da lì la mia ripresa. Mi ci è voluto un anno e mezzo.

Cosa hai fatto nel frattempo?
Volevo solo distrarmi. Ho provato altri sport, anche heliboarding, ma principalmente sono andato in posti diversi a fare snowboard. Di solito dopo le Olimpiadi si fanno anche tanti spot pubblicitari, ma in quel periodo volevo solo andare a fare snowboard con i miei amici. Lo snowboard è sempre uno dei miei sport preferiti, ma a quel punto non volevo più competere o allenarmi per nessun motivo. Volevo solo stare liberamente sulla mia tavola. No allenamento, zero competizione, volevo solo divertirmi.

Ti stai preparando per le prossime Olimpiadi?
Sì, e non è facile. Molti atleti hanno portato il livello dello snowboard ancora più in alto, dobbiamo tutti trovare un altro trick, la nostra piccola arma segreta. Sto cercando di trovare un modo mio per rendere i miei trick coerenti, prepararli e metterli giù. Ci sono atleti che trovano ispirazione in molte cose: noi ci guardiamo sempre l’un l’altro, poi cerchiamo di prendere qualcosa di buono dagli altri e metterci dentro il nostro gusto. Ho imparato da tutti.

Il concetto di comunità tra gli snowboarder è molto affascinante: genderless, egualitario, sembra che non ci sia rivalità.
È vero, siamo tutti uguali. In gara c’è solo un campione, ma oltre le competizioni i migliori rider si allenano insieme e condividono il loro tempo: ad esempio prima di fare i nuovi trick ci riuniamo, cerchiamo di filmarci a vicenda, ci diamo piccoli consigli. Non credo che accada in molti altri sport, mi sento davvero fortunato a far parte della comunità. Ci trattiamo tutti come migliori amici anche in gara: non succede mai una cosa tipo “voglio che tu cada”, speri sempre che l’altro sia al sicuro e poi che faccia del suo meglio. Gareggiamo in un modo sano, in un modo felice. Pulito.

Hai parlato di sicurezza, c’è qualcosa che si può fare per migliorarla?
Stare al sicuro e essere in salute è importante per tutti, però a volte devi comunque provare cose nuove per spingerti a un livello successivo, sempre assicurandoti di atterrare sui tuoi piedi. E penso che questo valga per tutti.

A parte lo snowboard, quali sono le tue passioni?
Sono un appassionato di musica. Ho molti amici rapper e anche io faccio beat: non sono perfetto, ho appena iniziato, ma mi piace moltissimo. Ascolto sempre molta musica con le cuffie, durante e dopo l’allenamento, e guardo anche tanti film, soprattutto la sera prima di andare a letto. Mi piace molto giocare a biliardo: ne ho uno a casa mia, e quando sono lì i miei amici vengono sempre da me a giocare. Oppure andiamo a pescare, ecco. Cerco sempre di stare a contatto con la natura, esco e sto all’aperto con i miei amici. Non mi piace stare lì a guardare il telefono e basta.

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