Il trasferimento di Giovane dal Verona al Napoli, che comporterà un investimento totale di 20 milioni da parte del club azzurro, è in dirittura d’arrivo. L’affare va raccontato e celebrato ancora prima che diventi ufficiale, perché si tratta del capolavoro assoluto di Sean Sogliano, direttore sportivo e uomo-mercato dell’Hellas. Il quale, per usare una formula che sembra esagerata ma non lo è, ha dimostrato – e non è certo la prima volta, anzi – di essere uno dei migliori cacciatori di talento del calcio italiano.
Ripetiamolo ancora: certi termini non sono esagerati. Perché la lista delle (grandi) plusvalenze già messe a bilancio è lunga, anzi inizia a essere davvero enorme: l’estate scorsa il Verona ha ceduto Jackson Tchatchoua ai Wolves per 12,5 milioni di euro, una cifra più che quadruplicata rispetto a quella investita per il giocatore; stesso discorso per Daniele Ghilardi, passato alla Roma (in prestito oneroso con obbligo di riscatto) per un costo totale superiore ai 10,5 milioni di euro, tre anni dopo il suo arrivo (dalla Fiorentina) per circa due milioni. E ancora: Juan Cabal, Tijjani Noslin, Reda Belahyane e Cyril Ngonge sono stati ceduti tutti in cambio di importi alti, tra i dieci e i 20 milioni, dopo essere arrivati per cifre notevolmente inferiori.
Giovane avrà un posto speciale in questa lista, perché la plusvalenza che ha generato è stata enorme e velocissima: per l’attaccante brasiliano, arrivato a luglio 2025 fa insieme ad altri 17 (!) nuovi giocatori, l’Hellas non ha dovuto investire nulla, visto che il suo contratto col Corinthians era in scadenza. E ora, come detto, sta per essere venduto in cambio di 20 milioni di euro. Che probabilmente entreranno nelle casse del club gialloblu a giugno prossimo, visto che il trasferimento dovrebbe concludersi con la formula prestito+riscatto, ma il senso resta inalterato: il Verona ha preso un ragazzo di 22 anni – Giovane ne compirà 23 a novembre 2026 – e l’ha valorizzato, come giocatore e come asset, in poche partite.
E lo ha valorizzato al punto che il Napoli campione d’Italia – ma pare proprio che altri grandi club fossero interessati a prenderlo – non si è fatto problemi ad accettare una richiesta molto importante. E questo discorso vale anche per lo stesso Verona: nella storia del club gialloblu, infatti, solo due cessioni – quella di Kumbulla alla Roma per 26,5 milioni e quella di Iturbe, sempre alla Roma, per 24,5 milioni – hanno generato un incasso più alto. E quindi Giovane sta per diventare il terzo calciatore più costoso mai venduto dall’Hellas, a soli sei mesi dal suo arrivo in Italia. Magari non tutti i tifosi saranno felici e riusciranno a metabolizzare l’addio dell’attaccante brasiliano, visto che di fatto la rosa guidata da Paolo Zanetti è stata indebolita, ma il capolavoro di Sogliano è proprio questo: scovare nuovi talenti e rivenderli presto, a volte anche subito, a prezzi enormemente più alti. È così che il Verona è riuscito a salvarsi, negli ultimi anni. E anche questo è un capolavoro.