Anterselva e tutto l’Alto Adige sono pronti a vivere un’Olimpiade Invernali da protagonisti

PLAYGROUND Architettura degli impianti, impatto sui territori, legacy e futuro delle località che ospiteranno Milano Cortina 2026 – Le gare di biathlon si svolgeranno nella località della Val Pusteria, ma l'intera regione sentirà l'impatto positivo dell'evento.
di Redazione Undici 28 Gennaio 2026 alle 17:42

Alto Adige vuol dire sport, in questo caso invernali. E anche se non compaion nel titling della manifestazione, Anterselva e la provincia di Bolzano si preparano ad avere un ruolo di primo piano ai Giochi di Milano Cortina 2026. La piccola località, incastonata nell’omonima valle e distante pochi chilometri dall’Austria, accoglierà migliaia di persone tra atleti, delegazioni, addetti ai lavori e tifosi per le prove olimpiche del biathlon. I benefici dell’Olimpiade, però, promettono avere un impatto forte, percettibile sull’intero territorio.

Tutto, come anticipato, parte da Anterselva. Su cui è inevitabilmente caduta la scelta degli organizzatori per quanto riguarda la disciplina che unisce tiro con la carabina e sci di fondo. Il paese a nord della Val Pusteria rappresenta una delle tappe storiche nel calendario della Coppa del Mondo, in cui compare addirittura dal 1978. Sei, invece, le edizioni dei Mondiali ospitate, la prima nel 1975 e l’ultima nel 2020, quando l’Italia si è affermata come terza forza del medagliere grazie a due medaglie d’oro e altrettante d’argento.

Ma qual è il segreto della longevità di questo impianto? Il sapersi rinnovare nel corso della sua storia cinquantennale, con lavori che lo hanno trasformato e migliorato. Gli ultimi, probabilmente i più importanti del recente passato, sono stati realizzati proprio in vista dei prossimi Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali: il sistema di illuminazione ai poligoni di tiro è stato rinnovato, aumentando la visibilità per gli atleti; sempre in quella zona, è stata creata una nuova struttura per i telecronisti, il cui obiettivo primario è però di limitare il vento in entrata per chi spara. Sono state apportate diverse modifiche anche alla pista, per renderla più bella e appassionante anche per i quasi 15mila spettatori che saranno presenti sugli spalti.

Anterselva sarà protetta da una ZTL a “fasce”. In determinate zone si potrà accedere via auto soltanto con un pass riservato a residenti o autorizzati, in modo da non creare caos con il traffico e agevolare sia chi abita in quelle zone, che i tanti appassionati che giungeranno sul posto. Particolare attenzione, però, sarà riservata al trasporto pubblico. Ed è qui che i benefici di Milano Cortina si spargono su tutto l’Alto Adige come una macchia d’olio. Dopo 400 giorni di chiusura, infatti, ha riaperto la ferrovia che da Fortezza, punto di incrocio con la linea del Brennero, percorre tutta la val Pusteria. Un investimento che ha portato alla ristrutturazione di ben 13 stazioni e il risanamento di quasi 30 chilometri di linea.

Tanto il lavoro fatto anche sulle strade, anche se l’assessore alle Infrastrutture e alla Mobilità della provincia di Bolzano, Daniel Alfreider, ha spiegato come il focus principale abbia riguardato il trasporto su rotaia: «Grazie alle Olimpiadi», ha spiegato, al quotidiano Alto Adige «sono diventati realtà progetti richiesti dalla comunità già 20 anni fa, e oggi soprattutto la ferrovia migliora accessibilità e competitività dei nostri territori: questo è un risultato concreto che va ben oltre l’evento».

L’Alto Adige dirà la sua anche nelle gare, con numeri spaventosi per quanto riguarda la partecipazione. Dei 196 nomi che compongono la lista degli atleti italiani convocati per Milano Cortina 2026, ben 49 arrivano dalla provincia di Bolzano: esattamente un quarto del totale, per una provincia che conta circa 540.000 abitanti. Il più anziano tra questi è Roland Fischnaller, 45 anni d’età e la settima Olimpiade dietro l’angolo. La più giovane tra le altoatesine è Anna Trocker, sciatrice nata a dicembre 2008, che proverà l’emozione dell’esordio ai Giochi a 18 anni appena compiuti. Insieme a loro, tanti nomi che hanno già scritto la storia nelle passate edizioni, come i biatleti Dorothea Wierer e Lukas Hofer, o lo il velocista dello sci alpino Christof Innerhofer, ancora in pista a 41 anni e a 12 di distanza dalle due medaglie di Sochi 2014. Senza dimenticare Armin Zoeggeler, l’altoatesino più vincente di sempre ai Giochi, che dopo una carriera leggendaria ricopre ora il ruolo di direttore tecnico della nazionale di slittino. La certezza è una sola: in pista o fuori, l’Alto Adige è pronto a dire la sua a Milano Cortina.

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