Abbattere le barriere, raggiungere obiettivi considerati impossibili e aprire opportunità per chi verrà dopo di noi. Tutte queste cose le ha fatte e le sta facendo Alex Astridge, un 19enne che di professione fa lo sciatore. Negli Emirati Arabi Uniti, però. Anche se petrolio e soprattutto deserto sono termini in contraddizione con la neve, d’altronde il nostro è cresciuto tra le dune e i grattacieli di Dubai, dove la sua famiglia si è stabilita quando aveva sei mesi, lasciando il Regno Unito. E quindi gareggia per il suo Paese d’adozione.
Il fatto è che la stravaganza dei leader locali ha contribuito a trasformare la penisola arabica in un luogo dove l’infattibile è un concetto sconosciuto. Immaginare, quindi, una pista da sci artificiale all’interno di un mega centro commerciale, tra le boutique dei brand più noti al mondo e servizi (sfarzosi) di qualunque tipo, non è mai stato considerato un progetto folle. Anzi, semmai è stato considerata un’idea utile per ampliare le possibilità di divertimento dei turisti, oltre a diversificare il passatempo dei residenti. Ecco, allora, che il fato ha premiato l’originalità, con l’ascesa di Astridge a livello internazionale.
Nato il 2 giugno 2006, sei mesi dopo l’apertura del Mall of the Emirates, che sulla sua vetta ospita lo Ski Dubai, con tanto di montagna indoor alta 85 metri e una funivia per risalire il tracciato, il piccolo Alex ha iniziato presto a prendere confidenza con gli sci e non ha ancora smesso. «Ho iniziato a sciare a tre anni, con l’idea di imparare le basi per godermi le vacanze sulla neve, poiché provengo da una famiglia che non ha esperienza in questo ambito», ha spiegato lui stesso a Press Association Sport. Per svoltare, però, è servito un programma mirato a far crescere il livello degli adolescenti: «Grazie all’Alpine Race Program ho provato per la prima volta lo sci alpino e da allora ho continuato», ha spiegato Astridge, specializzato nello slalom.
Diventato nel tempo capofila degli oltre 200 minorenni aspiranti sciatori, riuniti nello Ski Dubai che rimane l’unica stazione sciistica del Paese, Alex è riuscito ad andare oltre i limiti imposti da un ambiente tanto unico quanto poco propenso allo sviluppo di atleti professionisti. «La pista di Ski Dubai si percorre in 17 secondi, mentre gli slalom tra le montagne arrivano a sfiorare il minuto. Comprendo la sorpresa degli altri, ma io sono stato abituato a questo scenario; d’altronde non ci sono molti posti al mondo in cui puoi sciare per due ore, andare in spiaggia e fare shopping all’interno della stessa struttura».
Sviluppare la forza, mantenere il focus quotidiano e affinare la tecnica su un terreno artificiale così breve non deve essere stato semplice. Quella che sarebbe stata una barriera per molti è però diventata un punto a favore di Astridge, che ha convinto diversi imprenditori locali a sostenerlo per centrare un obiettivo impensabile per tutti, ma non per lui: partecipare alle Olimpiadi Invernali. Abituato a essere considerato il capostipite di tutto ciò che lega Emirati Arabi Uniti e neve, il nativo di Cambridge ha intuito che il suo sogno poteva davvero realizzarsi nel gennaio del 2024, quando ha preso parte ai Giochi Olimpici Giovanili Invernali, di scena a Gangwon, in Corea del Sud. Chiusa l’esperienza con il 38esimo posto in slalom, l’anno scorso Astridge si è classificato 17esimo ai Giochi Asiatici Invernali. Due step determinanti per prendere coscienza delle proprie qualità e di un livello non così distante da tanti colleghi più quotati.
Studente del secondo anno del corso di Business Management all’Università Heriot-Watt di Dubai, Alex si appresta a toccare con mano una realtà che ha sempre desiderato, ma anche faticato a immaginare che potesse diventare tale in così breve tempo. «Un Paese che si trova nel bel mezzo del deserto e che riesce a qualificarsi alle Olimpiadi invernali è straordinario: mi sento grato di far parte di questo percorso e penso anche che sia una grande opportunità per mostrare ai giovani appassionati di sport invernali degli Emirati Arabi Uniti che tutto questo è possibile anche per loro», ha detto in una intervista con la Federazione Internazionale di Sci e Snowboard.
Essere un modello è un altro ruolo che ha contraddistinto la giovane carriera di Astridge, inevitabile portabandiera degli Emirati Arabi a Milano Cortina 2026 (insieme a Piera Hudson, sciatrice neozelandese, che nei mesi scorsi ha ottenuto la cittadinanza emiratina). Consapevole di non avere chance di podio nelle gare in cui compete con i massimi interpreti dei pali stretti, il giovane sciatore punta a godersi un’esperienza senza precedenti, per lui e per il Paese che rappresenta (all’esordio nei Giochi Invernali, come pure Benin e Guinea Bissau). «Voglio sentire di aver sfruttato al massimo ogni opportunità e di non aver mai dato nulla per scontato», ha dichiarato guardando al presente e al futuro sugli sci, con la speranza che dietro di lui possa crescere un movimento sempre più strutturato e con il potenziale per avvicinare i migliori.