Tarvisio, 17 gennaio 2026. Nadia Delago è l’atleta numero 29 a scendere la pista nella discesa femminile di Coppa del Mondo. Con un pettorale così alto, è difficile infilarsi in una buona posizione. Eppure, giunta al traguardo, la velocista altoatesina è tra le prime dieci. Le telecamere inquadrano subito la sorella Nicol, seduta nel “leader’s corner”, perché a vincere quella gara sarà proprio lei, ed è la prima in carriera nella Coppa del Mondo. Eppure, in quel momento, tutta la sua gioia è per il risultato di Nadia. Nicol si alza e va ad abbracciare la sorella. Una scena a cui le due non sono nuove.
Le sorelle Delago, nate a meno di due anni di distanza, negli ultimi anni hanno gareggiato spesso insieme, avendo scelto la stessa specialità. Nonostante la vicinanza di età, però, fin da piccole si sono spesso misurate in categorie diverse. Per Nicol, l’esordio in Coppa del Mondo è arrivato quattro anni prima, a 19 anni, mentre Nadia l’ha raggiunta nel massimo circuito dello sci alpino a inizio 2019, quando di anni ne aveva 21. Il ricongiungimento in pista, però, era già scritto da tempo. «Ho sempre voluto fare tutto quello che faceva Nicol», ha raccontato Nadia Delago in un’intervista a Vanity Fair. «Guardavo le sue gare, anche se eravamo lontane. E ricordo che quando lei conquistò il suo primo podio in Coppa del Mondo, mi trasmise così tanta carica che il giorno dopo io vinsi la mia prima discesa in Coppa Europa. Credo che uno degli aspetti più belli della nostra situazione sia proprio motivarsi a vicenda». Avversarie, sì, ma soltanto sulla carta.
A testimoniarlo è un episodio simile a quello visto a Tarvisio qualche settimana fa: è il 2022, e in Cina è in corso la discesa libera dei Giochi Olimpici Invernali di Pechino. Quel giorno l’Italia va vicina a un risultato storico, piazzando tre atlete nelle prime cinque e sfiorando un podio tutto azzurro. Alla fine si impone la svizzera Corinne Suter, ma sul podio salgono anche Sofia Goggia, tra le favorite alla vigilia e Nadia Delago, che non aveva mai ottenuto un piazzamento così alto nemmeno in Coppa del Mondo. «Vai Nadia!», urla Nicol, inquadrata dalle telecamere, quando la sorella si avvicina al cancelletto di partenza. La velocista della Val Gardena scende con il pettorale numero dieci, e al traguardo è momentaneamente in testa alla classifica, in attesa che scendano le altre atlete. Al termine della prova, quando il maxischermo mostra il risultato, Nicol corre all’arrivo e abbraccia la sorella, che per diversi secondi rimane a fondo pista, come bloccata da un misto di incredulità ed emozione per quanto appena successo.
Un rapporto, quello tra le due, che anche Nadia ha spiegato molto bene in un’intervista di alcuni anni fa a Neveitalia: «Ci aiutiamo sempre a vicenda», ha raccontato. «Se ad una gara parto prima io, le dò informazioni via radio sulla pista, la velocità e viceversa nel caso scende prima lei di me. È una grande fortuna gareggiare insieme perché ci possiamo sempre aiutare. In pista non ci sentiamo avversarie. Ognuna si concentra sulla propria gara, ma ci dispiaciamo l’una per l’altra se una di noi due fa un bel risultato e l’altra no. Quando scende Nicol, sono molto più in ansia di quando sono io al cancelletto di partenza. Mi mette un po’ di agitazione. Anche al di fuori dello sci andiamo molto d’accordo, ci troviamo bene».
A Milano Cortina, le sorelle Delago saranno ancora una volta insieme. I riflettori non sono tutti puntati su loro due, anche perché fanno parte di una squadra con due nomi molto pesanti come Sofia Goggia e Federica Brignone. Le sorprese, però, sono sempre dietro l’angolo, come testimonia il bronzo di quattro anni fa. Anche sull’Olimpia delle Tofane, Nicol e Nadia puntano a incantare e regalare una gioia al pubblico italiano.