«A Milano si percepisce lo spirito olimpico, c’è un’organizzazione meravigliosa». Per Kirsty Coventry non ci poteva essere destinazione migliore per ospitare le Olimpiadi Invernali. La presidente del Comitato Olimpico Internazionale trasmette positività a poche ore dal via della manifestazione che sembra in grado di lasciare un’impronta significativa sul futuro dei Giochi. «Gli atleti stanno arrivando e ovunque percepiamo lo spirito olimpico. Arrivare a Milano è stato un po’ come arrivare a casa, ho colto grande calore e affetto. Ho trovato di fronte una squadra fantastica», ha dichiarato l’ex nuotatrice zimbabwese davanti ai cronisti raccolti a Palazzo Lombardia, a margine di un incontro con il governatore della Regione, Attilio Fontana.
Solleticata dalla stampa su quali potranno essere gli aspetti più impattanti della manifestazione, Coventry ha sciorinato numeri e buoni auspici «Sono attesi 2.900 atleti, provenienti da oltre 90 Comitati Olimpici Nazionali, in quelli che saranno i Giochi a livello di genere più grandi e più equilibrati che abbiamo mai visto». E le parole di apprezzamento proseguono quando si parla di Italia: «Un aspetto rilevante è che l’85% di sedi e strutture era già esistente e si tratta di luoghi iconici e ben conosciuti dagli atleti: anche per questo motivo credo che assisteremo a tante prestazioni straordinarie».
A proposito di luoghi, con Milano Cortina 2026 i Giochi Olimpici tornano in una sede naturale per gli sport invernali, come ha evidenziato Christophe Dubi, direttore esecutivo del CIO. «C’è parecchio entusiasmo nel tornare sulle Alpi, un modello e un territorio assai differente rispetto a quanto apparso nelle ultime due edizioni dei Giochi Invernali a Pechino e in Corea, ma anche rispetto a Stati Uniti e Canada. Questa è la prima volta dopo 20 anni che torniamo sulle Alpi».
Un aspetto importante, per alcuni media preoccupante, riguarda gli ultimi ritocchi che mancano per concludere alcune delle strutture temporanee, realizzate proprio per l’appuntamento olimpico. «Abbiamo assistito a test event molto positivi. Il comitato organizzatore sta lavorando a stretto contatto con tutti i dipartimenti del CIO sugli ultimi aspetti che necessitano di attenzione e non ci sono situazioni allarmanti», ha detto Coventry. Come gli appassionati e gli addetti ai lavori, anche la numero uno del CIO è curiosa di scoprire cosa riserverà la cerimonia di apertura, consapevole che si tratterà di un programma inedito. «So che sarà incredibile, anche perché mostrerà al mondo la creatività italiana». In questo senso, rientra la volontà di pianificare un’organizzazione diffusa sul territorio, che coinvolgerà Livigno, Cortina e Predazzo oltre a Milano. «Sarà un’occasione per riunire tutti gli atleti, che con la cerimonia vivranno un’esperienza unica, mostrando cosa significa l’incontro tra le rispettive comunità», ha specificato Dubi.
Inclusività e sostenibilità sono due temi che dominano il dibattito pubblico e lo sport non può certo soprassedere. «Ringrazio il Comitato organizzatore che, avendo libertà assoluta, ha programmato una cerimonia di apertura anche a Cortina. Seppur con dimensioni e investimenti minori in confronto a Milano, da ex atleta conosco quanto sia importante far percepire lo spirito olimpico a tutti gli atleti».
Più delicata è la questione sostenibilità, perché puntare su una edizione olimpica diffusa obbliga a trovare un equilibrio tra i relativi vantaggi e alcuni limiti insiti nella stessa soluzione. «Guardando allo sviluppo che c’è stato finora, il modello Milano Cortina 2026 si è rivelato una scelta giusta, anche se ha comportato maggiori difficoltà organizzative, per esempio a livello di trasporti per raggiungere le varie sedi. Non è una matassa semplice da districare, ma è un’esperienza utile da vivere perché, quando alla fine dell’evento esamineremo tutto, avremo maggiori e nuovi elementi per prendere in futuro decisioni più consapevoli».