In uno sport come il pattinaggio di figura, contano molto il talento, l’applicazione e la preparazione, questo è chiaro. Ma stiamo parlando anche di una disciplina che si fonda sulle valutazioni di una giuria composta da esseri umani, e quindi ogni dettaglio “di suggestione” conta tantissimo. E quindi una bella canzone ad accompagnare un esercizio, se azzeccata, può fare la differenza. Peccato, però, che diversi atleti qualificate alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026 stiano avendo diversi problemi sulle canzoni, tra diritti d’autore e copyright.
Come riporta Sportico, un pattinatore artistico che ha ottenuto il pass per le gare di Milano ha dichiarato di essere stato costretto, praticamente a ridosso dei Giochi, rinunciare al programma corto previsto a causa di complicazioni legate ai diritti d’autore della canzone che aveva scelto per coreografare il proprio esercizio. Si tratta dello spagnolo Tomas Guarino, che si è allenato e ha gareggiato con un programma accompagnato con tracce tratte dal film Minions del 2015, utilizzate anche ai Campionati Europei di pattinaggio artistico dello scorso mese. In un post su Instagram, Guarino ha spiegato di aver scoperto solo alla fine della scorsa settimana di non avere l’autorizzazione necessaria per utilizzare quella musica ai Giochi Olimpici, nonostante avesse seguito le procedure indicate dall’International Skating Union (ISU), la federazione mondiale di pattinaggio.
Guarino non è l’unico pattinatore a trovarsi in una situazione complicata per via delle canzoni: il mese scorso, i canadesi Marie-Jade Lauriault e Romain LeGac hanno annunciato di dover preparare un nuovo programma per Milano, dopo che il loro attuale esercizio, accompagnato dalle tracce di Prince, non aveva ottenuto le necessarie autorizzazioni per i Giochi. Questa situazione legata al copyright delle canzoni, per chi pattina sul ghiaccio e deve preparare dei programmi, non è una novità. È solo che contenziosi emersi dopo le ultime Olimpiadi Invernali hanno reso meno elastica la situazione. In un modulo di formazione sui diritti musicali nello sport, l’ISU – acronimo di ‘nternational Skating Union– ha raccomandato l’utilizzo di ClicknClear, una piattaforma di terze parti che negozia licenze per l’uso sportivo di migliaia di brani appartenenti a Sony, Universal, Warner Music e altre etichette. Il corso, della durata di 45 minuti, definisce ClicknClear, startup con sede nel Regno Unito, come «un partner approvato dall’ISU per le licenze musicali».
Il problema sorto con Guarino ha provocato forte sorpresa nell’ambiente del pattinaggio artistico, soprattutto perché, secondo quanto dichiarato dall’atleta, egli aveva seguito le linee guida dell’ISU proprio attraverso ClicknClear. Il problema è che un’esibizione olimpica senza le autorizzazioni necessarie potrebbe portare a cause legali molto pesanti. Oppure indurre i broadcaster a non trasmettere il programma in tv o sulle piattaforme di streaming privando così l’atleta della visibilità garantita da un evento globale come i Giochi. In caso di azioni legali da parte di terzi, come musicisti o case discografiche, la responsabilità di gestire e risolvere le controversie ricadrebbe sull’atleta e sul relativo Comitato olimpico nazionale, con costi decisamente elevati.
Come detto, diversi problemi risalenti alle ultime Olimpiadi hanno spinto le autorità del pattinaggio a inasprire i controlli sui diritti musicali. Durante i Giochi Invernali del 2022, U.S. Figure Skating e NBC erano stati citati in giudizio dal gruppo Heavy Young Heathens per l’uso non autorizzato di una loro canzone da parte di una coppia statunitense in gara. Sebbene la causa si sia conclusa con un accordo extragiudiziale, l’episodio ha rafforzato la collaborazione tra Federazioni sportive, editori musicali e intermediari per ottenere le necessarie licenze.
A complicare ulteriormente il quadro c’è il tentativo dello sport di attrarre un pubblico più giovane: quest’anno l’ISU impone alle coppie di pattinatori di esibirsi su musiche degli anni Novanta. A differenza dei classici un tempo predominanti, come Il lago dei cigni, la musica pop moderna è spesso protetta da diritti detenuti da artisti ancora in attività e quindi più propensi a rivendicare violazioni. Il portavoce dell’ISU ha confermato che la Federazione è a conoscenza del problema di autorizzazione affrontato dall’atleta spagnolo e che fornirà ulteriori dettagli «quando opportuno». Ha inoltre precisato che, «pur non avendo un rapporto contrattuale diretto con ClicknClear, l’ISU continua a collaborare con tutti i soggetti coinvolti nelle autorizzazioni dei diritti, per garantire che prestazioni entusiasmanti possano essere accompagnate da musiche altrettanto coinvolgenti».