Le Olimpiadi e lo sport insegnano a credere sempre nei sogni, intervista a Orietta Bertò

AROUND MiCo La visione e il modello organizzativo di Milano Cortina 2026 – La giocatrice di wheelchair curling, nonché ambassador dei Giochi, Olimpici e Paralimpici Invernali, è pronta a vivere un evento che per lei significa tantissimo.
di Redazione Undici 02 Febbraio 2026 alle 18:39

Orietta Bertò, giocatrice di wheelchair curling, è un volto riconoscibile degli sport paralimpici italiani: dopo essersi imposta come uno dei più grandi talenti azzurri in questa disciplina, ha vinto un bronzo mondiale nel 2024, nella categoria Mixed Doubles in coppia con Paolo Ioriatti. Per lei quella medaglia rappresenta «la gioia più grande», ma adesso c’è un’altra grande occasione: quella di vivere Milano Cortina 2026 come Ambassador. Un ruolo delicato, che Bertò sente molto, anche in vista delle Paralimpiadi (che inizieranno venerdì 6 marzo): per lei lo sport è un vettore per trasmettere valori, entusiasmo e voglia di non mollare mai.

Cosa vuol dire per te essere Ambassador di Milano Cortina 2026?
Per me, innanzitutto, essere Ambassador di Milano Cortina 2026 è un onore! Significa promuovere i valori dello sport, soprattutto quello paralimpico,  far sentire le persone parte di un evento unico come le Olimpiadi, che celebra eccellenza, inclusione e passione, e avere l’opportunità di valorizzare il nostro territorio.
Come valorizzerai al meglio il tuo ruolo di Ambassador durante i Giochi?
Non sono un personaggio famoso e solo dopo la medaglia di bronzo ai Mondiali Double Mix di wheelchair curling mi sono avvicinata al mondo dei mass media, partecipando alle prime interviste, trasmissioni ed eventi. Nel mio piccolo, cercherò comunque di valorizzare al meglio il mio ruolo di Ambassador durante i Giochi, trasmettendo emozioni, energia, vibrazioni ed entusiasmo, coinvolgendo chi mi segue e ispirando tutti a sentirsi parte di Milano Cortina 2026.

Il tuo ricordo preferito legato ai Giochi Olimpici?
Non avendo mai partecipato a una Paralimpiade, il mio ricordo preferito dei Giochi Olimpici è davanti alla televisione: l’emozione della cerimonia di apertura, l’accensione della fiamma olimpica, le bandiere, le storie degli atleti, l’adrenalina delle gare e la scoperta di nuovi sport, tra cui quello che sarebbe diventato il mio, il curling. Ricordo in particolare il tifo e la gioia per le vittorie degli atleti nazionali, quando anche da casa ci si sente parte della stessa squadra. Questo spirito di unione, passione ed energia mi ha fatto innamorare dello sport e delle Olimpiadi in particolare.

Qual è il valore aggiunto di ospitare un’edizione Olimpica in Italia, per il mondo sportivo e non solo?
Ospitare un’edizione Olimpica in Italia è sicuramente un valore aggiunto, non solo per il mondo sportivo ma per l’intero Paese. Per gli atleti significa poter vivere l’emozione di gare uniche con il sostegno dei propri cari, amici e tifosi. Per la società significa promuovere cultura, turismo e inclusione, facendo conoscere al mondo le nostre città, la nostra storia e il nostro territorio.
Qual è lo sport/atleta che guarderai con maggior interesse?
Non posso tradire il curling!

Da Ambassador, qual è il messaggio principale che vuoi trasmettere ai giovani che sognano una carriera sportiva?
Da Ambassador, ma soprattutto da atleta paralimpica, il messaggio principale che voglio trasmettere ai giovani è di credere sempre nei propri sogni e di non avere paura di mettersi in gioco. Lo sport richiede impegno, disciplina e resilienza, ma regala emozioni uniche e grandi soddisfazioni. Voglio incoraggiare tutti i giovani, anche chi non aspira a una carriera sportiva, a praticare sport, e in particolare a scoprire le tantissime opportunità offerte dallo sport paralimpico.
Nel tuo doppio ruolo di atleta, Ambassador di Fondazione Milano Cortina 2026, come vivi la responsabilità di rappresentare questi Giochi sia in campo che fuori?
Nel mio doppio ruolo di atleta e Ambassador di Fondazione Milano Cortina 2026 vivo questa responsabilità con grande orgoglio. Scendere sul ghiaccio significa dare tutto me stessa, impegnandomi al massimo e trasmettendo passione, determinazione, fair play ed emozioni, con la speranza che chi guarda le paralimpiadi possa essere ispirato a praticare sport paralimpici. Fuori dal campo, significa condividere entusiasmo, inclusione e ispirazione, raccontando il mondo dei Giochi e il nostro territorio, coinvolgendo chi mi segue e facendo sentire tutti parte di Milano Cortina 2026

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