Londra sta provando in tutti i modi a ospitare i Mondiali di atletica leggera del 2029, ma c’è un problema difficile da superare: la resistenza del West Ham

Gli Hammers dovrebbero rinunciare alla loro casa soltanto per due settimane, ma per adesso non hanno alcuna intenzione di farlo.
di Redazione Undici 29 Aprile 2026 alle 18:26

Tokyo 2025, Pechino 2027 e… Londra 2029? I Mondiali organizzati dalla World Athletics sono il secondo evento di punta dell’atletica leggera dopo le Olimpiadi. La capitale britannica ha tutte le carte in regola – finanziarie, infrastrutturali, logistiche – per ospitare la rassegna in programma fra tre anni. E al momento è pure la città favorita, visto che le due edizioni precedenti si saranno svolte fuori dall’Europa e altre forti candidate all’orizzonte non se ne intravedono (ci sarebbero anche Roma, Monaco di Baviera, ma più defilate). Tutto pronto, dunque? Il rischio è di fare i conti senza l’oste, cioè il West Ham. Che dal 2016/17 gioca le sue partite casalinghe al London Stadium, dopo aver firmato un contratto di locazione con la città di Londra da 2,5 milioni di sterline all’anno per i successivi 99 anni.

Una sorta di residenza di lungo periodo, insomma. Di cui il West Ham non ha alcuna intenzione di fare a meno, nemmeno per due settimane. Il London Stadium – situato nel nord est della capitale, gioiellino da 62.500 posti inaugurato per i Giochi olimpici di Londra 2012 – aveva ospitato i Mondiali di atletica leggera già nel 2017. Ma allora non ci furono grossi problemi: la manifestazione si disputò tra il 4 e il 13 agosto e bastò che il West Ham giocasse in trasferta le prime tre gare di quella Premier League – perdendole tutte, tra l’altro. Il problema è che nel frattempo, anche per questioni climatiche – forse rivedibili per una meta nordica come l’Inghilterra –, la finestra dei Mondiali è stata spostata a settembre. Circa un mese più avanti. Quando il campionato di calcio è ormai entrato nel vivo e gli Hammers non vogliono correre rischi – una serie di trasferte forzate per un’analoga inagibilità del Bernabéu, quest’anno, ha inceppato pure il cammino del ben più blasonato Real Madrid, costando la panchina a Xabi Alonso: la competitività della Premier di certo non fa sconti.

Al contempo però tra i beneficiari dello stadio figura anche UK Athletics, la federazione nazionale di atletica leggera. Che per questo motivo ha intrapreso quel che si prospetta un lungo braccio di ferro con il club di calcio, spalleggiata da tutto il settore: “Il West Ham dovrebbe dimostrare più cuore, anima e comprensione”, hanno detto in questi giorni gli organizzatori della London Marathon, all’interno del comitato per Londra 2029. “Capiamo che sia complicato, che ci siano punti e partite in ballo e che ogni dettaglio possa fare la differenza. Ma questo è anche uno stadio olimpico. Un fantastico stadio olimpico: confidiamo di poter trovare un accordo che soddisfi entrambe le parti, in nome di una panoramica più ampia che coinvolge anche altri sport come l’atletica leggera”.

La palla passa dunque al West Ham, che in punta di diritto può far benissimo valere il suo contratto e rifiutare la concessione alla World Athletics durante lo svolgimento della Premier League – o della Championship, se gli Hammers dovessero retrocedere: altro elemento da tenere in considerazione. Si tratta di una finestra temporale di 14 giorni, non un’enormità ma in ogni caso da affrontare con un’opportuna alternativa logistica. L’atletica leggera ci crede, a giugno parlerà coi dirigenti del West Ham più a fondo. E nel frattempo lancia loro una frecciatina: “In quelle due settimane di Mondiali, Team GB porterà più medaglie nel London Stadium di tutti i trofei che gli Hammers hanno visto nella loro storia”. Forse non il massimo della diplomazia, vista la delicatezza della posta in palio.

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