L’affare più ricco e più importante del mercato di gennaio 2025 l’ha chiuso il Liverpool, che ha rilevato il cartellino di Jeremy Jacquet per 63 milioni di euro. Il difensore del Rennes, che compirà 21 anni a luglio prossimo, resterà nel suo club in prestito e si trasferirà in Inghilterra all’inizio della prossima stagione, ma la sostanza non cambia: la squadra francese è destinata a incassare un’altra enorme commissione di trasferimento, l’ennesima degli ultimi anni.
Basta riavvolgere velocemente il nastro per rendersi di quanto lavorino bene in Bretagna: pochi giorni fa, prima di concludere l’operazione relativa a Jacquet, sono arrivati altri 30 milioni dall’Al-Hilal per Kader Meite; nell’estate 2025 il grande colpo in uscita è stato quello relativo ad Arnaud Kalimuendo, acquistato dal Nottingham Forest per 30 milioni di euro, ma nel frattempo sono stati ceduti anche Truffert (al Bourneouth per 13 milioni), Assignon (allo Stoccarda per 12 milioni), Matusiwa (all’Ipsiwch pr 12 milioni) più altri giocatori minori. Incasso totale di questa stagione: 138 milioni di euro.
Il bello, per il Rennes, è che questa grande capacità di generare ricavi sul mercato è diventata una vera e propria tradizione. Nel corso della stagione 2024/25, tra estate e inverno, il club bretone ha incassato 177 milioni di euro; nel 2023/24 si è “fermato” a 146, in quella precedente ha sfiorato quota 100. Insomma, siamo oltre i 500 milioni di euro negli ultimi quattro anni, ben distribuiti tra calciatori diventati – e pagati come – top player e profili meno riconoscibili a livello globale.
E no, non c’è nessuna esagerazione nella definizione “top player”: nel Rennes, infatti, sono stati valorizzati dei calciatori come Raphinha (ceduto al Leeds per 18 milioni nel 2020, ora titolare del Barcellona), Camavinga (31 milioni dal Real Madrid nel 2021), Doku (60 milioni dal Manchester City nel 2023), e Doué (50 milioni dal PSG nel 2024). Volendo, a questo elenco si potrebbero aggiungere anche i nomi di Mathys Tel (preso dal Bayern nel 2022 per 20 milioni), di Serhou Guirassy (preso dallo Stoccarda nel 2023 per nove milioni), di Enzo Le Féè (preso dalla Roma nel 2024 per 23 milioni) e di tanti altri aspiranti campioni, ma il senso è chiaro: il Rennes è una bottega di altissimo livello, poi naturalmente non è detto che tutti i giocatori che escono da lì riescono a mantenere le promesse degli esordi.
Un altro aspetto da sottolineare riguarda il modo in cui vengono fuori i talenti che poi si impongono nel Rennes: il club bretone, lo abbiamo dedotto, ha uno scouting che funziona benissimo, che è in grado di intercettare grandi giocatori prima di tanti altri club (in questo senso si pensi a Raphinha, oppure a Doku), ma ha anche un settore giovanile molto molto florido. Tra i calciatori già citati, gli esempi più significativi in questo senso riguardano lo stesso Jacquet, Camavinga, Doué e Tel. Ma anche anche Ousmane Dembélé, Pallone d’Oro in carica, Da Cunha del Como, Diouf dell’Inter e Laurienté del Sassuolo, solo per restare ai giocatori di Serie A, hanno un passato nel vivaio del Rennes. Insomma, stiamo parlando di un club che è davvero eccezionale quando si tratta di produrre grandi talenti, o anche di scovarli prima degli altri, per poi rivenderli a cifre decisamente più alte.