Lo stadio del PSG è sempre sold out, in tutte le partite, anche perché il club parigino si è inventato un perfetto sistema di rivendita dei biglietti

Vedere una partita dei campioni d'Europa da tifoso occasionale è quasi impossibile, ma il club gestisce alla grande il secondary ticketing. E così guadagna un bel po' di soldi extra.
di Redazione Undici 05 Febbraio 2026 alle 14:08

Non c’è miglior occasione de Le Clássique contro l’Olympique Marsiglia per festeggiare un record importante: 180 gare consecutive con il Parco dei Principi tutto esaurito, dal primo all’ultimo posto disponibile.  È già pronta una super coreografia della curva del PSG, naturalmente segreta, in uno stadio che garantisce sempre una grande atmosdera. Ma com’è possibile arrivare a 180 partite con lo stadio sempre sempre pieno? Risposta: grazie alla passione della tifoseria, naturalmente, ma anche per merito di un sistema di rivendita estremamente funzionale ed efficace.

L’Équipe ha fatto qualche conto: in media, per ogni match interno, i campioni d’Europa vendono circa 10 mila biglietti attraverso la loro piattaforma di resell. Una cifra che va aggiunta alla quota abbonati, ovvero circa 37mila spettatori. Tornando al prossimo Le Classique, il numero di biglietti rivenduti dovrebbe essere leggermente inferiore: a quattro giorni dalla gara, il club prevede che saranno tra gli 8mila e i 9mila, con prezzi che mercoledì che variano dai 170 ai 448 euro.

Il record di tagliandi rivenduti risale alla gara dei 16esimi di finale di Coppa di Francia contro il Paris FC (sconfitta 0-1), che si è disputata lo scorso il 12 gennaio: quella sera 15.000 biglietti sono passati di mano tramite Ticketplace, pari a quasi un terzo della capienza dello stadio. Questo dato impressionante si spiega con diversi fattori: la partita si è giocata di lunedì sera e con il freddo di inizio gennaio; inoltre la stessa identica partita si era già giocata in Ligue 1 otto giorni prima, con la vittoria del PSG per 2-1.

Il PSG attiva il mercato secondario solo dopo aver messo in vendita i biglietti “semplici” riservati agli abbonati e ai membri “MyParis” – biglietti che spesso vengono venduti tutti nel giro di qualche ora. Per uno spettatore occasionale, quindi, l’unico modo per vedere dal vivo la squadra di Luis Enrique resta dunque la piattaforma resell. Che il club gestisce con grande attenzione, attuando un modello ancora poco diffuso in Europa: per ogni biglietto rivenduto, il prezzo minimo è fissato dal club; inoltre lo stesso PSG trattiene il 12% dal venditore e il 16% dall’acquirente, ottenendo così una doppia entrata dalla biglietteria In questo modo, si evita la dispersione dei tagliandi, viene limitato il mercato nero, ma soprattutto vengono ridotti i cosiddetti “no-show”, ovvero i posti venduti ma rimasti vuoti. In questo modo viene garantito il riempimento costante dello stadio, un aspetto rilevante anche sul piano dell’immagine e dell’appetibilità commerciale del brand-PSG.

All’interno del PSG ritengono che il sistema abbonamento tradizionale sia ormai da considerare obsoleto, a meno che non si intrecci col secondary ticketing: l’elevato numero di partite comporta, per molti abbonati, l’impossibilità di essere sempre presenti al Parco dei Principi. I riscontri sono molto soddisfacenti anche dal punto di vista economico: nell’ultima stagione il Paris ha guadagnato 177 milioni di euro grazie al suo stadio, un dato che lo ha collocato il club tra i primi cinque in Europa.

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