I giocatori del Real Madrid si allenano indossando delle maschere molto simili a quelle di Bane, uno dei nemici di Batman

È una trovata di Antonio Pintus, preparatore atletico italiano e vero e proprio guru dello staff di Arbeloa (nonché pupillo di Florentino Pérez).
di Redazione Undici 06 Febbraio 2026 alle 12:19

La scena sembra una di quelle di un grande comic movie. Dei superuomini che si allenano a tempo di musica con le più moderne tecniche, inclusa una maschera sul volto, atta a estrapolare i dati dello sforzo fisico. Assomiglia a quella indossata da Bane, il protetto della figlia di Ra’s al Guhl, uno dei grandi supercattivi di Batman l’ultimo nemico del Cavaliere Oscuro di nella trilogia di Cristopher Nolan, arrivato dai confini del mondo per distruggere e purificare Gotham City. In realtà è solo l’ultima diavoleria che si è inventato lo staff tecnico del Real Madrid: come spiega The Athletic, l’idea è di Antonio Pintus, storico preparatore atletico del club blanco, che ha comprato un mucchio di maschere K5, uno strumento che sembrerebbe più adatto a dei subacquei d’altura che a calciatori professionisti. Non è la prima volta che il Real si allena con queste maschere e, finché Pintus resterà a Valdebebas, difficilmente sarà l’ultima. Si tratta infatti di una pratica consolidata all’interno di quello che è noto come il “metodo Pintus”.

Il Real utilizza le K5, prodotte dall’azienda italiana Cosmed, per raccogliere dati sulle prestazioni aerobiche dei giocatori durante test di esercizio ad alta intensità. La maschere, per quanto possano sembrare ingombranti, presentano un design anatomico che garantisce una vestibilità stabile e priva di perdite. Vengono fissate dietro la testa dei giocatori tramite cinghie e sono collegate a un piccolo zaino indossato durante il test: questo dispositivo trasmette i dati in tempo reale allo staff tecnico tramite Bluetooth. Ogni kit costa circa 30mila euro e il Real Madrid ne possiede diversi nel proprio centro di allenamento; quando viene testata l’intera rosa, il club ne noleggia altri da un’azienda esterna.

Si tratta di strumenti utilizzati in numerose discipline, come nuoto, atletica, canottaggio e ciclismo, mentre nel calcio restano relativamente poco diffusi. Tra i club che li hanno sperimentati figurano Bayern Monaco, San Paolo e Tigres. Le maschere consentono allo staff di Pintus di misurare la massima potenza e capacità aerobica dei giocatori attraverso un test simile al beep test, con corse a ritmo crescente fino a raggiungere il limite. Misurazioni di questo tipo vengono solitamente svole in laboratorio o su tapis roulant, ma il preparatore italiano preferisce effettuarli direttamente sul campo. I dati raccolti in tempo reale vengono poi analizzati e utilizzati per programmare il lavoro individuale e collettivo nei mesi successivi, adattando l’allenamento alle caratteristiche specifiche di ciascun atleta.

Pintus utilizza questo metodo fin dagli anni Novanta, ai tempi della sua esperienza al Monaco. Durante le stagioni al Real Madrid, quelle con Zinedine Zidane e Carlo Ancelotti in panchina, i test venivano effettuati due volte l’anno, in pre-stagione e a metà campionato. Dopo le rilevazioni del 2021/22, lo staff ha deciso di ridurre il lavoro sulla resistenza a favore di quello esplosivo. Al termine di quella stagione, il Real Madrid ha conquistato la Champions League. «È un metodo molto interessante e affidabile per valutare le condizioni fisiche dei giocatori», ha spiegato a The Athletic una fonte interna allo staff, parlando in forma anonima.

Quando in panchina c’era Xabi Alonso, le maschere venivano utilizzate solo in casi isolati. L’approccio alla preparazione fisica era diverso, più orientato al lavoro con il pallone, fondato su esercitazioni volte a riprodurre situazioni di gioco come cambi di direzione, accelerazioni e decelerazioni. La scelta di tornare a questo tipo di allenamento ha anche un significato politico interno al club: il presidente Florentino Pérez è da sempre un grande sostenitore di Pintus e dei suoi metodi. Dopo l’arrivo di Xabi Alonso e del suo staff, Pintus era stato relegato a un ruolo più marginale, ma l’elevato numero di infortuni nei primi mesi della stagione ha spinto la dirigenza a riportarlo al centro del progetto. Anche per questo motivo Alonso è stato sollevato dall’incarico lo scorso 12 gennaio. Con l’arrivo di Álvaro Arbeloa in panchina, Pintus ha ripreso la guida della preparazione atletica, assumendo un ruolo ancora più centrale.

Per Pérez, Pintus rappresenta una figura chiave: secondo una fonte interna al centro sportivo di Valdebebas, il presidente è convinto che sia «il segreto per vincere la Champions League». Oggi il suo peso è diventato ancora più evidente, tanto che il canale ufficiale del club parla spesso del Real Madrid come della squadra di “Arbeloa e Pintus”. Un po’ come Batman e Robin.

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