Metti una sera a Milano e un viaggio dentro una scarpa. Non è fantascienza, né un’iperbole narrativa: è l’invito di Nordica a scoprire l’anima di un’icona che si evolve. In un evento in collaborazione con Tavolata, il marchio ha trasformato la presentazione del nuovo Promachine 3 in un’esperienza sensoriale, che unisce mondi, suggestioni e soprattutto epoche. Così dietro la tecnologia di uno scarpone da sci emerge una vera e propria narrazione, guidata da Zoran Filicic, voce su Eurosport degli sport invernali: un racconto in cui si fondono macchina e umanità, potenza e precisione, tecnologia e design.
È la potenza narrativa dello sport, che riesce sempre ad andare oltre il risultato e la performance: in questo caso andare oltre si unisce indissolubilmente alla storia e all’identità di un’azienda, ma al tempo stesso guarda alla montagna, il suo luogo naturale, un orizzonte che ha sempre imposto all’uomo di sfidare i propri limiti e di spingersi più avanti, a territori inesplorati. È un po’ il concetto condensato dentro una serata che ha mille sapori, quello dell’artigianalità, della tradizione, e poi del futuro, della sperimentazione. Tutto quanto tenuto insieme in quello che è davvero, dicevamo, un viaggio.
Un viaggio che inizia nel 1939, anno in cui nasce Nordica: è dai primi modelli, realizzati in cuoio, che prende le mosse un’evoluzione tecnologica impareggiabile, in grado di portarci al presente – o al futuro: al cuore del nuovo Promachine 3 pulsa la scarpetta 3D Speed Lace Cork Fit, composta da oltre 80 elementi, dove la tecnologia incontra la materia nobile: il sughero. Un materiale che si modella sulla forma del piede, riducendo i micro-movimenti interni e migliorando il controllo, oltre a trattenere il calore.
La seconda tappa è un omaggio alla natura. Nordica ha osservato la perfezione degli alveari per creare una struttura a nido d’ape capace di bilanciare forza e leggerezza. È nato così il suo 3Force Frame, una struttura che combina un telaio rigido e leggero con materiali plastici più morbidi in zone strategiche di scafo e gambetto. Un vero e proprio esempio di biomimesi, ovvero la disciplina che studia i processi naturali per ricavarne soluzioni tecnologiche migliorative per l’uomo. Così l’alveare non è solo una suggestione, ma diventa una lezione per costruire un prodotto all’avanguardia.
Quindi si ritorna in superficie, alla “pelle” dello scarpone: un camouflage glaciale che viene creato attraverso un processo di laseratura a intensità e frequenza variabile. È un’illusione ottica che sfida lo sguardo: da lontano geometrie spigolose e aggressive, mentre da vicino una trama monocromatica. Grazie a questa incisione, ogni pezzo è unico, irripetibile, destinato a chi non accetta il concetto di serialità. La serata si è conclusa tra fasci laser rosso, un richiamo cromatico all’adrenalina che scorre sulle piste.
Questa nuova interpretazione del Promachine 3 prende forma nella versione S, il modello più esclusivo della famiglia, nella variante maschile con flex 130, e femminile con flex 115. Il nuovo Nordica Promachine 3 sarà disponibile nella stagione 26-27 e, in anteprima, in quantità limitate, presso una selezione di rivenditori specializzati. Il compagno di viaggio ideale per chi non cerca solo di sciare, ma di indossare un capolavoro di design e tecnologia.


