La storia e la condizione attuale di James Rodríguez andavano oltre il confine del surreale: per quanto sia stato “scaricato” dal grande calcio, è ancora amato e portato sul palmo di mano da milioni di tifosi colombiani, sui social e dal vivo. Ora, però, le cose si sono normalizzate (più o meno): l’ex Real Madrid ha trovato finalmente una squadra, dopo essere rimasto svincolato per diversi mesi. Ha scelto la MLS e i Minnesota United, che non vedevano l’ora, considerata la sua popolarità, di organizzare una bella presentazione in stile americano.
Come spiegato da The Athletic, in Minnesota sperano che l’arrivo di James possa regalare alle persone un piccolo momento di serenità in un periodo davvero molto complicato dal punto di vista politico e sociale. A partire da gennaio, infatti, l’amministrazione di Donald Trump ha concentrato la sua stretta sull’immigrazione proprio in quello stato. Gli agenti dell’Immigration and Customs Enforcement, la famosa ICE, hanno intensificato i pattugliamenti nella zona, arrivando a usare la forza in modo brutale. Il 7 gennaio scorso, un agente della milizia ha ucciso a colpi d’arma da fuoco l’attivista Renée Good, 37 anni, mentre si trovava nella propria auto; il 24 gennaio, invece, un altro intervento dell’ICE è costato la vita ad Alex Pretti, anch’egli 37enne.
Ecco, a legare cronaca, politica e pallone ci ha pensato il Chief Soccer Officer e direttore sportivo dei Minnesota United, Khaled El-Ahmad: «È una situazione spiacevole, dura da vivere: la sentiamo, la percepiamo e siamo al fianco della nostra comunità», ha spiegato il dirigente del club americano, ricordando poi come James e la sua famiglia conoscano la situazione. «È un tema che abbiamo toccato , ma cerchiamo di affrontarlo così: vieni qui e porta del bene al Minnesota, porta energia positiva alla comunità».
James Rodríguez, 34 anni, ha firmato un contratto di sei mesi valido fino ai Mondiali del 2026, con la possibilità per entrambe le parti di estendere l’accordo per altri sei mesi dopo il torneo che si giocherà proprio negli Stati Uniti – più alcune partite in Canada e in Messico. Alla presentazione ufficiale, il giocatore non ha ricevuto domande sull’ICE o sulla situazione politica in Minnesota. Accanto a lui, però, erano presenti anche alcuni membri del gruppo organizzato dei tifosi del Minnesota United: una fan della squadra, cresciuta nella città natale di Rodríguez (Cúcuta), ha detto che «James, per la comunità latina qui in Minnesota, non è solo un’altra persona appena arrivata: yu rappresenti la speranza, l’amore e i sogni di chi forse si sente come te, soprattutto se guardiamo a ciò che stiamo vivendo in questo momento».
James ha sorriso e ha risposto sottolineando come i colombiani siano «persone nate con tanti sogni, sempre pronti a lottare: senza speranza non esistono sogni, e io spero di poter aiutare molte persone a sentirsi felici. Io vivo per questo, vivo per il calcio. È uno sport che amo, che pratico con passione e con il cuore. E, come dicevo prima, da dove veniamo siamo sempre sognatori e seguiamo quella strada. Spero davvero di poter portare molta gioia a questi tifosi».
Nei prossimi giorni Rodríguez incontrerà i nuovi compagni a Palm Springs, in California, dove la squadra prepara l’esordio stagionale contro l’Austin FC, in programma il 21 febbraio. Secondo El-Ahmad, il giocatore non ha ancora ricevuto il visto P-1A, necessario per gli atleti internazionali. A gennaio l’amministrazione statunitense ha sospeso l’elaborazione dei visti per immigrati destinati ai cittadini colombiani. Nonostante un recente incontro cordiale alla Casa Bianca, Trump e il presidente colombiano Gustavo Petro si sono più volte scontrati pubblicamente. Dal canto suo, il Minnesota United ha ingaggiato a gennaio anche un secondo giocatore colombiano, l’attaccante Mauricio González, 21 anni, che non si è ancora unito alla squadra in attesa del permesso di lavoro: «Speriamo che il visto di Rodríguez arrivi velocemente come quello di Son Heung-min o Thomas Müller», ha affermato provocatoriamente El-Ahmad. Non ce n’era bisogno, ma queste parole sono un’ulteriore conferma: l’arrivo di James Rodríguez in Minnesota è un vero e proprio atto di resistenza politica.