A Milano Cortina 2026 c’è un’enorme attesa intorno al torneo maschile di hockey su ghiaccio: per la sesta volta nella storia, e a 12 anni dall’ultima apparizione, i giocatori della NHL – il campionato professionistico nordamericano, il meglio del meglio a livello globale nell’ambito di questo sport – tornano a contendersi l’oro, che quattro anni fa fu conquistato dalla Finlandia.
Per riuscire a organizzare il torneo e ad avere le stelle che giocano in America e in Canada, la NHL ha dovuto mettere insieme una copertura assicurativa enorme: il valore complessivo è di di 3,7 miliardi di dollari, 3,1 miliardi di euro al cambio attuale. Questo è il costo per coprire, ovviamente dal punto di vista assicurativo, tutto i 158 giocatori che venerdì scorso sono partiti da New York per atterrare a Milano. A pagare questo conto gigantesco sono i proprietari delle 32 franchigie NHL, che naturalmente guarderanno all’evento con un misto di orgoglio e timore: il possibile impatto per la lega, a livello commerciale e non solo, è potenzialmente enorme, ma al tempo stesso c’è un’nevitabile preoccupazione per la salute dei giocatori.
Come detto, nessuna delle 32 squadre NHL è esclusa: tutte le franchigie contribuiscono con almeno un giocatore. I Florida Panthers, vincitori della Stanley Cup 2025, ne schierano dieci di cinque nazionalità diverse — Lettonia, Stati Uniti, Canada, Svezia e Finlandia. Con il campionato sospeso per i Giochi (dall’11 al 18 si disputa il torneo maschile) e contratti garantiti fino a 12 milioni di dollari per alcuni atleti, la NHL si è assicurata un’Olimpiade relativamente tranquilla in uno sport dove gli infortuni non sono rari, soprattutto al volto, e il rischio è sempre elevato. I dirigenti, però, sanno che la motivazione sarà altissima: la gloria olimpica non ha prezzo. «Siamo pronti ad andare in guerra con questi ragazzi. Qui è oro o niente», ha dichiarato Jon Cooper, commissario tecnico del Canada.
È la sesta volta che la NHL — che riunisce le grandi icone di questo sport — prende parte ai Giochi Olimpici Invernali. Nelle ultime due edizioni, quelle di PyeongChang (2018) e quella di Pechino (2022), i migliori giocatori del mondo non hanno preso parte al torneo per via degli accordi mancati con le assicurazioni e sulla logistica; in Cina, poi, la lega e i proprietari delle franchigie si lasciarono scoraggiare anche dai rischi legati alla pandemia in corso.
Con giocatori NHL nelle cinque precedenti edizioni, il Canada ha conquistato tre ori. La Repubblica Ceca vinse all’esordio nel 1998 a Nagano, la Svezia nel 2006 a Torino. Il Canada è una delle tre rappresentative con l’intera rosa composta da giocatori NHL, insieme a Stati Uniti e Svezia. Gli USA, nonostante la grande tradizione, hanno vinto solo due ori olimpici nella loro storia (l’ultimo 46 anni fa). La Finlandia campione in carica ha convocato tutti i giocatori della NHL tranne uno. L’Italia, presente in qualità di Paese ospitante, non dispone invece di giocatori dell’élite mondiale. Lo scorso anno gli Stati Uniti hanno vinto il Mondiale superando la Svizzera in finale (1-0 ai supplementari). A Milano, invece, tutto sarà possibile.