Un autentico santuario dello sport, nella forma e nelle dimensioni. La domanda è dove aspettarselo: America Latina? Stati Uniti? Medio Oriente? Niente di tutto ciò. Perché, dal 2028, il Paese che avrà il privilegio di sfoggiare lo stadio più grande del mondo sarà il Vietnam. Forse a sorpresa, ma tant’è. Dalle parti di Hanoi, sin dai tempi dell’indipendenza, di certo non si annoverano particolari exploit olimpici o calcistici che possano far immaginare una simile impresa architettonica. Eppure le cose stanno progressivamente cambiando, almeno in termini di potenzialità economiche e bacino d’utenza. Il Trong Dong Stadium – questo il nome dell’impianto, che tradotto in italiano dovrebbe essere “tamburo di bronzo” – vuole rappresentare esattamente tale sentimento di ascesa nazionale.
Ha l’aspetto di un catino interamente dorato, in omaggio agli edifici religiosi e alle simbologie locali – in particolare i tamburi di bronzo di Dong Son, degli oggetti di culto antichi duemila anni. È di struttura circolare e all’occorrenza, in caso di maltempo, è dotato di un vasto tetto richiudibile. Ma il vero portento è all’interno, dove lo stadio olimpico con annessa pista d’atletica (qui le foto del progetto, pubblicate dal Mundo Deportivo) è circondato da una distesa infinita di tribune. Per la bellezza di 135mila posti in totale. Nessun altro stadio al mondo arriva a tanto: attualmente il numero uno è il Rungrado di Pyongyang, in Corea del Nord (capienza da 130mila posti), seguito dallo Stadio Hassane II in Marocco (120mila, ospiterà anche i Mondiali di calcio del 2030) e dal Michigan Stadium negli Stati Uniti (107mila).
Insomma, il nuovo record spetterà presto al Vietnam, che per l’occasione non ha badato a spese: stando ad alcune fonte locali, il complesso edilizio al centro del quale sorgerà il Trong Dong Stadium dovrebbe richiedere un investimento complessivo da 925 trilioni di dong vietnamiti (cioè l’equivalente di circa 29 miliardi di euro). Una cifra da capogiro, che legittima le ambizioni nazionali per diventare una nuova potenza dello sport. E contribuirà a un imponente piano di rigenerazione urbana per una porzione di megalopoli come Hanoi, con i suoi otto milioni di abitanti (se qualcuno si domandava come riempire i seggiolini nella quotidianità, ecco la risposta). L’obiettivo dichiarato del Vietnam, per il ventennio 2030-50, è arrivare a ospitare per la prima volta i Giochi Asiatici e le Olimpiadi. Se il grande tamburo dorato vedrà davvero la luce, metà dell’opera sarà già compiuta.