Ilia Malinin non è solo un grande pattinatore di figura statunitense, campione del mondo di specialità nel 2024 e nel 2o25: è una star assoluta, una delle figure più influenti degli sport invernali a livello globale, è l’uomo che di fatto ha cambiato per sempre la sua disciplina. Per chi non mastica questo sport, ci sarebbero tante cose da dire: nel 2022, quando non aveva ancora compiuto 18 anni, è diventato il primo pattinatore della storia a completare con successo un quadruplo Axel in una competizione ufficiale; adesso, alle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina, ha eseguito un backflip – banalmente: un salto mortale all’indietro – in una gara olimpica cinquant’anni dopo l’ultima volta. Nel frattempo, questa pratica era stata di fatto vietata, o comunque penalizzata dai giudici in virtù della sua pericolosità.
Basterebbe questo, per considerare Malinin come una leggenda assoluta. Ma ovviamente c’è tanto altro. A cominciare dal suo appeal, inevitabilmente legato all’impatto che ha già avuto sul mondo del pattinaggio. Scott Hamilton, campione olimpico a Los Angeles 1984 e poi diventato analista e commentatore ha detto che «quando vedi Malinin, sei destinato a chiederti: “Ma cos’è questo?”. Fa dei ninja flip e delle evoluzioni che prima di lui, semplicemente, non esistevano. È come se fosse arrivato dal 2075 per mostrarci quanto è progredito il pattinaggio».
Il New York Times, il giornale più prestigioso del mondo, ha scritto che Malinin «sta mettendo in discussione i limiti fisici di ciò che gli uomini possono fare sul ghiaccio». Il Guardian, invece, ha parlato di lui scomodando un paragone bello impegnativo: «Per il pattinaggio, Ilia Malinin rappresenta già tutto ciò che Simone Biles ha rappresentato e rappresenta per la ginnastica artistica». Il bello, in tutta questa storia, è che in realtà Malinin non ha ancora vinto i titoli più importanti nell’ambito del suo sport. O meglio: dopo aver fallito la qualificazione ai Giochi di Pechino 2022, a Milano Cortina ha trascinato gli Stati Uniti all’oro nella gara a squadre. E ora ovviamente punta a quella individuale, a maggior ragione dopo essere finito (largamente) in testa alla prima manche, quella del programma corto – in cui ci sono degli elementi tecnici obbligatori. Per la precisione: al termine della sua esibizione, l’americano ha ottenuto 108,16 punti; cinque in più rispetto al secondo in classifica, il giapponese Yuma Kagiyama, che ne ha totalizzati 103,07. La seconda parte della gara è in calendario per venerdì 13 febbraio.
ILIA MALININ PRIMO SENZA PROBLEMI
Lo statunitense si conferma di un altro livello e chiude temporaneamente primo, con una performance che fa scattare la standing ovation pic.twitter.com/wIT1EnxINW
— Eurosport IT (@Eurosport_IT) February 10, 2026
Ci sarebbero tanti altri record/aneddoti leggendari da raccontare. Uno su tutti: sette mesi dopo che il giapponese Yuzuru Hanyu, considerato uno dei più grandi pattinatori di sempre, aveva tentato senza successo un quadruplo axel ai Giochi di Pechino, Malinin ne ha eseguito uno. Solo che però l’americano aveva soltanto 17 anni. Era una star in divenire, ora è una star in senso assoluto. Non c’è altro modo per descriverlo, e lui stesso ne è consapevole. Al punto che, una volta arrivato a Milano, ha ammesso di sentire una fortissima pressione addosso: «È un qualcosa difficile da gestire, quando hai tutta l’attenzione su di te per diventare il candidato all’oro olimpico. Spesso vivo delle giornate complicate in cui ci penso, e questo mi blocca completamente, e mi mette davvero di pessimo umore. Ma ciò che voglio è rivoluzionare questo sport». Beh, ci è già riuscito.