Ammettiamolo, Inter-Juventus passa inevitabilmente per l’espulsione di Kalulu, ammonito per la seconda volta al minuto 42′ per un tocco lieve su Bastoni. Proprio per questo, per evitare di concentrarsi su settimane davvero complicate per gli arbitri, forse è meglio pescare un’altra immagine della notte di San Siro: quella dalla camera retroporta sotto la curva al minuto 76′: un replay passato appena subito dopo il gol di Pio Esposito che evidenzia la torsione e l’angolazione del colpo di testa con cui l’attaccante dell’Inter stava per stendere la Juve prima che Locatelli aprisse uno spiraglio di speranza per i bianconeri, spiraglio poi chiuso al 90′ da Zielinski.
Una rete contro una big era ciò che ancora mancava a Esposito. Ecco, ora nel suo curriculum c’è anche questo. Per altro il gol è arrivato in una partita giocata contro Bremer e Kelly, difensori che amano fare la lotta e contro cui l’attaccante dell’Inter ha vinto praticamente tutti i duelli: sempre in anticipo sull’avversario, sempre orientato correttamente con il corpo per ricevere il pallone, sempre pronto a far salire la squadra.
Partite e gol del genere segnano una carriera. Perché Esposito, anche se è entrato dalla panchina, si è dimostrato capace di incidere in un big-match di Serie A, confermando di poter avere un ruolo importante nell’attacco nerazzurro e nelle rotazioni di Cristian Chivu. Il gol contro la Juve non ha solo contribuito in modo diretto al risultato finale, ma sottoscrive la maturità di Eposito, che resta pur sempre un ventenne che per la prima volta si esibisce su grandi palcoscenici. Ora le reti in campionato sono quattro in 835 minuti spalmati su 23 presenze stagionali: un dato in apparenza non eccezionale, ma la percezioe cambia nel momento in cui teniamo conto anche degli assist serviti (quattro) e dei suoi assist previsti previsti (xA), che raggiungono quasi 3,0 totali, con una media di 0,33 xA per 90 minuti di gioco. In parole povere: questi dati certificano che il contributo di Esposito non si limita al gol, ma abbraccia anche la creazione di occasioni per i compagni, rendendolo un attaccante più completo rispetto a una semplice punta di riferimento.
Insomma il giovane attaccante dell’Inter ha capito come muoversi negli spazi giusti, come sfruttare le situazioni favorevoli e come integrarsi nelle trame offensive di Chivu. Capacità emerse con chiarezza in diverse partite della stagione, e il gol alla Juventus ne è la conferma più evidente. Il match contro i bianconeri rappresenta inoltre un punto di svolta in termini di percezione pubblica: cresciuto nelle giovanili nerazzurre, Esposito ha già firmato prestazioni decisive in partite meno sentite, ma trovare la rete e incidere in un match così importante deve avere un peso diverso. Anche perché, tornando alla pura esecuzione, il suo colpo di testa è davvero bello: oltre all’esplosività e alla tecnica, in quell’istante Esposito ha messo sul piatto anche un’evidente capacità di leggere e anticipare l’azione nei momenti chiave, catturando l’istante giusto per inserirsi e colpire.
Al di là dei gol e degli assist, Esposito ha anche dato una sferzata alla partita: il suo inserimento e la sua presenza hanno infiammato il gioco offensivo dell’Inter, costringendo la Juventus a riorganizzare le marcature. E non è bastato. Questo tipo di impatto, sebbene fatichi a emergere nelle statistiche tradizionali, è parso evidente nella fluidità con cui la squadra ha sviluppato gioco da quando è entrato al posto di Luis Henrique. Un giocatore che può accelerare o destabilizzare una difesa, anche solo con movimenti intelligenti, è un valore aggiunto per qualsiasi allenatore.
Nonostante non sia sempre un titolare fisso, la gestione intelligente da parte di Chivu e del suo staff ha permesso di sfruttare al meglio le qualità di Esposito, facendo percepire ad ogni apparizione la sensazione che possa produrre qualcosa di rilevante, sia in termini di risultato sia in termini di dinamiche di gioco. Contro la Juventus, Esposito non ha solo segnato: ha dimostrato di poter essere un fattore in partite decisive, di saper sfruttare la fiducia della squadra, dell’ambiente e dell’allenatore. Per un attaccante giovane, la combinazione tra rendimento e impatto psicologico è fondamentale per fare un salto di livello. Per Esposito, sembra essere solo questione di tempo.