Sembra paradossale, visto che stiamo parlando di uno dei club più importanti al mondo, o forse non lo è affatto. Ma uno degli aspetti attraverso cui il Bayern Monaco “valuta” i suoi giocatori è anche la loro disponibilità a imparare il tedesco. Ok, la lingua di Goethe non è proprio una passeggiata di salute, ma quantomeno bisogna applicarsi. Pena, in alcuni casi, delle multe. Delle multe pure parecchio corpose. Corposi come gli assegni che a Monaco sono disposti a staccare, ma quei soldi vanno meritati a 360 gradi. Lo sa bene Luis Diaz che nel suo contratto ha proprio questa clausola: entro un certo lasso di tempo, deve riuscire a esprimersi dignitosamente in tedesco.
Secondo il quotidiano tedesco Bild, il contratto dell’ala colombiana include una “clausola linguistica” che obbliga lui – così come i molti altri giocatori non tedeschi nella rosa di Kompamy – a frequentare regolarmente dei corsi di lingua. E la parola obbligo è scelta a caso: quella del Bayern non è una semplice raccomandazione, ma un vero e proprio diktat. Gli stranieri devono partecipare a due o tre sessioni di lingua a settimana e dimostrare progressi misurabili attraverso delle valutazioni interne. Il mancato rispetto dell’obbligo e/o l’assenza di miglioramenti possono comportare sanzioni economiche. La motivazione del club è chiara: garantire la piena integrazione nello spogliatoio e nella cultura societaria.
In un’intervista a Sky Germania, l’ex Liverpool ha riconosciuto che la barriera linguistica è stato il problema più grande da quando è arrivato in Baviera, ha ammesso che imparare il tedesco si è rivelato difficile e ha sottolineato come le cose non vanno ancora benissimo: «L’ostacolo più duro è sempre quello», ha spiegato Diaz, aggiungendo che sta cercando di ripagare la fiducia del club con le sue prestazioni in campo, anche solo per nascondere le lacune sui libri. Se non dovesse dimostrare miglioramenti sufficienti durante le valutazioni semestrali del club, basate sul Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue, le multe potrebbero andare dai 5mila ai 50mila euro. Questa clausola e queste cire così alte evidenziano come, a Monaco, il successo venga misurato non solo in base ai gol segnati.