Snoop Dogg, uno dei comproprietari dello Swansea, è andato per la prima volta allo stadio e il suo impatto è già stato fortissimo

La prima comparsata allo stadio è solo l'ultimo atto di una manovra che ha creato un legame emotivo con il pubblico gallese. E ha già portato dei benefici tangibili alla società.
di Redazione Undici 25 Febbraio 2026 alle 02:20

A sette mesi dalla notizia per cui sarebbe diventato uno dei comproprietari dello Swansea City Association Football Club, Snoop Dogg è sbarcato finalmente in Galles. E l’ha fatto a modo suo, in grande stile, compiendo un giro di campo prima della gara contro il Preston North End, facendosi scattare qualche foto e abbracciando Ciryl il cigno, la mascotte dello Swansea. Ad accoglierlo e a farsi salutare, già tre ore prima del calcio d’inizio della partita, c’erano più di 20mila persone: praticamente l’intera capienza del Liberty Stadium, che in questa stagione – almeno finora – ha fatto registrare un’affluenza media sensibilmente più bassa (16.500 spettatori). Va aggiunto che a seguito delle vendite ridotte, con appena 200 sostenitori del Preston che si sono spostati fino in Galles, anche alcuni posti del settore ospiti sono assegnati ai tifosi di casa.

Non c’è molto altro da dire su quello che è avvenuto sul campo del Liberty Stadium di Swansea, a parte che la partita è finita 1-1: un risultato che non smuove più di tanto la classifica dello Swansea, 14esimo con otto punti di svantaggio dalla zona-playoff e 12 punti più su rispetto al terzultimo posto. Al di là di questo pareggio, però, l’impatto di Snoop Dogg sul suo nuovo club si è già fatto percepire. Bastava guardare sugli spalti, dove i tifosi degli Swans hanno trovato un asciugamano bianco da agitare durante il giro di campo del rapper americano – inutile aggiungere che sul capo di biancheria c’erano due loghi, quello dello Swansea AFC e quello di Snoop Dogg. Poi è successo ciò che vedete in questo video:

 

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Vitor Matos, manager dello Swansea, ha raccontato che Snoop Dogg è sceso negli spogliatoi dopo la partita, per salutare e caricare i giocatori. Nel frattempo, i dirigenti della società gallese si stavano già facendo i conti: la BBC ha riportato le parole dell’amministratore delegato Tom Corringe, secondo cui «le risorse naturali che abbiamo non ci permettono di competere, anche perché le regole PSR della lega ci impediscono di fare grandi investimenti. E allora dobbiamo inventarci nuovi modi per generare ricavi: l’arrivo di Snoop Doog ha già portato a un aumento dei nostri introiti commerciali, a dicembre il nostro fatturato al dettaglio ha superato quello dell’anno scorso». Nello specifico, il rapper apermicano ha fatto in modo che lo Swansea stipulasse accordi di collaborazione con la sua stessa etichetta, la Death Row Records, e questo ha portato a un sensibile aumento nelle vendite di capi d’abbigliamento.

Ma come ha fatto Dogg a finire in Galles? Intanto bisogna dire che parliamo di un appassionato totale di calcio e di sport, come dimostrano le sue incursioni alle Olimpiadi estive e invernali. C’è poi un altro aspetto importante: la presenza a Wrexham, sempre in Galles, della proprietà che fa capo a Ryan Reynolds e Rob McElhenney, due stelle di Hollywood. A Swansea la situazione è diversa, visto che Snoop Dogg non ha ruoli operativi nella gestione del club e, formalmente, è solo uno dei soci di minoranza – esattamente come Luka Modric e la presentatrice tv Martha Stewart – della proprietà americana. In ogni caso, però, si è fatto notare: con il suo primo passaggio allo stadio, come detto, ma anche per alcune iniziative (tipo l’acquisto di biglietti poi donati alla comunità locale. oppure l’incontro con alcuni impiegati del club) che hanno creato una sorta di legame emotivo con la gente di Swansea. Con una fanbase che ha una profonda tradizione operaia, e che quindi si presta perfettamente ai concetti che caratterizzano l’opera artistica e il pensiero politico di Dogg..

Con parole molto semplici, e anche abbastanza pratiche, Steven Carroll (tifoso degli Swans e curatore di una fanzine dedicata alla squadra gallese) ha spiegato che «l’attesa per Dogg è legata alla sua fama: stiamo parlando della più grande celebrità che abbia mai messo piede a Swansea. Già questo ha portato o comunque sta dando dei benefici alla società, e in fondo non importa se non conosce i nomi dei giocatori: non è per questo che è qui». Se consideriamo che i profili social di Snoop Doog arrivano a 100 milioni di follower, mentre quelli dello Swansea non arrivano a sommarne tre, allora queste frasi diventano ancora più significative.

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