I tifosi scozzesi, dopo un iniziale divieto, potranno indossare gli sporran anche ai Mondiali

Le tradizionali borsette attaccate ai kilt sono state al centro di un piccolo caso di sicurezza. Che, per fortuna della Tartan Army, è stato risolto in tempo.
di Redazione Undici 26 Febbraio 2026 alle 12:07

Il ritorno della Tartan Army – la tifoseria della Scozia – è uno degli eventi più attesi dei prossimi Mondiali, almeno per chi guarda al torneo anche dal punto di vista “estetico”. Questione di stile e tradizione: sugli spalti rivedremo di nuovo le cornamuse, i kilt e gli sporran, vale a dire le piccole borsette da appendere alle tradizionali gonne maschili utilizzati fin dal medioevo come portamonete e ora entrate anche nella cultura pop scozzese. Ed è una notizia importante, perchè fino a pochi giorni fa non era così sicuro che gli scozzesi potessero entrare negli stadi americani, canadesi e/o messicani con la loro “divisa” completa. Proprio gli sporran, fino a qualche giorno fa, erano vietati dai regolamenti di sicurezza.

Per la precisione, gli stadi americani consentono l’ingresso solo a borse di dimensioni limitate e, in molti casi, trasparenti. Questo codice, evidentemente, non includeva lo sporran. Anche perché si trattava e si tratta di un contenitore poco visibile e difficilmente controllabile, al contrario di qualsiasi borsa a spalla o zaino. Come riportato dalla BBC, però, il pericolo è stato scongiurato: una trattativa tra la FIFA e la SFA, la federazione scozzese, ha stabilito che gli sporran saranno ammessi. A condizione, però, che vengano sottoposti ai normali controlli di sicurezza ai gate di ingresso.

La Scozia giocherà le sue partite contro Haiti e Marocco a Boston, e poi contro il Brasile a Miami. Negli stadi del Massachusetts e Florida restano comunque in vigore regole severe: le borse di grandi dimensioni dovranno essere trasparenti e non superare i 30x30x15 centimetri, mentre quelle non trasparenti non possono eccedere gli 11×16,5 centimetri. Sono dimensioni inferiori a molti sporran, che però avranno un trattamento diverso. Senza l’accordo, i tifosi scozzesi avrebbero dovuto lasciare gli accessori in appositi depositi esterni o rinunciare a portarli con sé.

«La Tartan Army è conosciuta in tutto il mondo e lo sporran fa parte della nostra uniforme», ha dichiarato a BBC Radio Scotland il signor Hamish Husband, storico tifoso e organizzatore di diverse trasferte internazionali. «Dentro avremo solo il biglietto della partita e la speranza: è tutto ciò che vogliamo portare nello stadio». Kilt e sporran rappresentano un simbolo di amicizia ovunque viaggino i tifosi scozzesi. Un portavoce della SFA ha confermato che la FIFA collaborerà con il personale degli stadi per garantire un’accoglienza adeguata ai fans, mentre il team ticketing della federazione resta in contatto con gli organizzatori del torneo.

L’intesa arriva mentre la nazionale si prepara al ritorno mondiale con un’immagine rinnovata: per la competizione, giocatori e staff indosseranno completi sartoriali su misura realizzati da un’azienda di Glasgow. Una scelta diversa rispetto a quella fatta ai tempi dell’ultima partecipazione della Scozia a una Coppa del Mondo, nel 1998, quando la squadra guidata da Craig Brown si era presentata con i tradizionali kilt prima della gara inaugurale contro il Brasile. Con gli sporran, naturalmente.

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