Dopo l’attacco da parte degli Stati Uniti, la Federcalcio iraniana è molto scettica sulla partecipazione ai Mondiali

Lo sport e il calcio sono stati fermati nei territori interessati dalla guerra, ma è inevitabile pensare anche alla fase finale di Coppa del Mondo. Che, per altro, si svolgerà proprio negli USA.
di Redazione Undici 02 Marzo 2026 alle 04:06

La geopolitica sta cambiando il futuro prossimo del calcio. Gli attacchi aerei di Stati Uniti e Israele su tutto il territorio iraniano, che hanno già portato all’uccisione della guida suprema Ali Khamenei, il capo politico e religioso del Paese, e che puntano al rovesciamento definitivo del regime, hanno avuto un impatto enorme. Inevitabile che, in un contesto del genere, lo sport sia andato completamente in stand-by. Non avendo contezza di quanto possa durare quella che, di fatto, è una nuova Guerra del Golfo, i vertici sportivi dell’Iran. stanno cominciando a mettere in dubbio la partecipazioni degli atleti e delle squadre nazionali ai grandi tornei internazionali.

Il primo è stato Mehdi Taj, a capo della Federcalcio che si è detto particolarmente scettico sulla presenza della Nazionali maschile ai Mondiali 2026. Che, per altro, si svogleranno in Messico, Canada e soprattutto negli Stati Uniti. «Ciò che è certo», ha dichiarato Mehdi Taj al portale sportivo Varzesh3, «è che dopo questo attacco non possiamo essere chiamati a guardare alla Coppa del Mondo con grande speranza».

L’Iran è stato inserito nel Gruppo G del Mondiale ed è previsto che giochi a Los Angeles, dove affronterà Nuova Zelanda e Belgio rispettivamente il 15 e il 21 giugno, prima di sfidare l’Egitto a Seattle il 26 giugno. Ai tifosi iraniani era già stato vietato l’ingresso negli Stati Uniti nella prima versione del travel ban annunciato dall’amministrazione di Donald Trump. La FIFA non si è ancora espressa ufficialmente sull’eventuale partecipazione dell’Iran alla Coppa del Mondo, ma in caso di forfait gli scenari possibili sono molteplici. Se la FIFA dovesse decidere di mantenere la percentuale di rappresentanza della AFC, la confederazione asiatica, il posto dell’Iran dovrebbe spettare all’Iraq, atteso dai playoff interzona. Poi agli Emirati Arabi, sconfitti ai playoff AFC. Il punto è che la guerra è scoppiata anche dalle parti di Dubai, colpita dai missili e droni iraniani nelle ultime ore. In sostituzione, la FIFA potrebbe guardare a una tra Oman e Indonesia, eliminate nella terza fase di qualificazione. Anche l’Oman, però, non è un territorio stabile. Facile quindi che l’organizzazione mondiale del calcio possa guardare a un altro continente.

Nel frattempo tutto il calcio è stato sospeso in Qatar, anch’esso investito da alcuni attacchi. Un comunicato della Federazione ha annunciato «il rinvio di tutti i tornei, competizioni e partite, con effetto da oggi e fino a nuovo avviso» aggiungendo che «le nuove date per la ripresa delle competizioni saranno annunciate a tempo debito». Tradotto: nessuno sa ancora nulla.  La AFC ha inoltre annunciato il rinvio di diverse partite della Champions League, tra cui l’andata degli ottavi di finale tra Shabab Al-Ahli Club e la squadra iraniana Tractor, e il match tra Al-Duhail e la squadra saudita Al-Ahli, oltre a gare della AFC Champions League Two e della AFC Challenge League. L’AFC ha dichiarato di «monitorare attentamente» l’impatto della situazione sulla Coppa d’Asia femminile, iniziata in Australia domenica: «La priorità assoluta dell’AFC resta il benessere, la sicurezza e la protezione di tutte le giocatrici, gli allenatori, gli ufficiali e i tifosi», si legge in una nota. «A tal proposito, siamo in contatto stretto e regolare con la nazionale femminile iraniana e con i dirigenti a Gold Coast, offrendo il nostro pieno supporto e assistenza».

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