La geopolitica sta cambiando il futuro prossimo del calcio. Gli attacchi aerei di Stati Uniti e Israele su tutto il territorio iraniano, che hanno già portato all’uccisione della guida suprema Ali Khamenei, il capo politico e religioso del Paese, e che puntano al rovesciamento definitivo del regime, hanno avuto un impatto enorme. Inevitabile che, in un contesto del genere, lo sport sia andato completamente in stand-by. Non avendo contezza di quanto possa durare quella che, di fatto, è una nuova Guerra del Golfo, i vertici sportivi dell’Iran. stanno cominciando a mettere in dubbio la partecipazioni degli atleti e delle squadre nazionali ai grandi tornei internazionali.
Il primo è stato Mehdi Taj, a capo della Federcalcio che si è detto particolarmente scettico sulla presenza della Nazionali maschile ai Mondiali 2026. Che, per altro, si svogleranno in Messico, Canada e soprattutto negli Stati Uniti. «Ciò che è certo», ha dichiarato Mehdi Taj al portale sportivo Varzesh3, «è che dopo questo attacco non possiamo essere chiamati a guardare alla Coppa del Mondo con grande speranza».