Se l’Iran non partecipasse ai Mondiali, la FIFA potrebbe fare sostanzialmente quello che vuole (sì, anche ripescare l’Italia)

Il regolamento del torneo, di fatto, non spiega e tantomeno chiarisce come potrebbe avvenire un eventuale "sostituzione".
di Redazione Undici 02 Marzo 2026 alle 13:03

Gli attacchi statunitensi/israeliani nei confronti dell’Iran, a poco più di tre mesi dall’inizio dei Mondiali che si terranno proprio negli USA, hanno già portato la Federcalcio iraniana a esprimersi in modo scettico sulla partecipazione della loro Nazionale alla fase finale. La rappresentativa dell’Iran è stata una delle prime a qualificarsi attraverso il percorso della AFC, la Confederazione asiatica, ed è stata sorteggiata nel Gruppo G: secondo il calendario ufficiale, dovrebbe affrontare Nuova Zelanda, Belgio ed Egitto negli stadi di Los Angeles – le prime due gare – e di Seattle. Secondo quanto riporta The Athletic, la FIFA non ha in programma delle modifiche sostanziali al format e al calendario già pianificato, dal canto loro i dirigenti sono ancora convinti che l’Iran possa partecipare. Ma la situazione è molto grave, e naturalmente è in divenire. Quindi non è poi così assurdo pensare che la stessa Federcalcio di Teheran possa decidere di boicottare il torneo, in reazione – ovviamente – agli attacchi militari ma anche ai travel ban già emessi dall’amministrazione Trump nei confronti dei cittadini iraniani.

Ovviamente tutto questo è secondario rispetto a cià che sta succedendo in Medio Oriente, ma con un Mondiale alle porte è inevitabile chiedersi: come potrebbe essere “assorbita” una possibile assenza dell’Iran? Quali margini avrebbe la FIFA per sostituire una Nazionale che non partecipa alla fase finale dei Mondiali, per scelta come per impossibilità? Il regolamento, per la precisione all’articolo 6, tratta l’eventualità in modo tutt’altro che specifico: nel punto 5 si legge che «se un rappresentativa partecipante si ritira o una partita non può essere giocata, o ancora viene abbandonata a causa di forza maggiore, l’organismo organizzatore autorizzato dalla FIFA (incluso il Centro operativo del torneo) deciderà sulla questione a sua esclusiva discrezione. E adotterà qualsiasi azione ritenuta necessaria». Insomma, sostanzialmente la FIFA può fare qualsiasi cosa. La conferma arriva nell’articolo 6.7: «Se una qualsiasi Federazione partecipante si ritira e/o viene esclusa dalla Coppa del Mondo FIFA 26, la FIFA deciderà in merito a sua esclusiva discrezione e adotterà tutte le misure ritenute necessarie. La FIFA può decidere di sostituire l’Associazione Membro Partecipante in questione con un’altra associazione».

Di fatto, quindi, l’Iran potrebbe essere sostituito con qualsiasi altra Nazionale. E si tratterebbe in ogni caso di una scelta complicata anche dal punto di vista storico e politico, soprattutto se consideriamo che l’ultima “assenza” di una rappresentativa qualificata alla fase finale risale al 1950 – allora furono Scozia, Turchia, India e Francia a ritirarsi, prima e dopo il sorteggio. L’ultima esperienza in assoluto, però, è abbastanza recente: in occasione del Mondiale per Club 2025, il León – qualificato al torneo – fu escluso per aver violato il regolamento legato alla multiproprietà. E così la FIFA decise di organizzare uno spareggio tra due squadre della stessa Confederazione del León, la CONCACAF: da una parte il Los Angeles FC (la squadra sconfitta dal León nella finale di Champions League che ha portato alla qualificazione del club messicano) e dall’altra l’América (la prima squadra messicana esclusa dal torneo).

In vista dei Mondiali, e in caso di ritiro dell’Iran, la FIFA potrebbe fare la stessa cosa: guardando all’AFC, l’Iraq è qualificato allo spareggio intercontinentale e quindi è ancora in corsa per qualificarsi direttamente alla fase finale. La prima Nazionale tra quelle eliminate sarebbe quella degli Emirati Arabi Uniti, ma come detto la discrezionalità di Infantino e di tutti gli altri dirigenti è praticamente sconfinata. E quindi anche tutte le altre Nazionali, pure se affiliate ad altre Confederazioni, potrebbero essere “ripescate”. Il pensiero va subito a quelle europee ed eventualmente all’Italia, a sua volta coinvolta negli spareggi per accedere alla fase finale e quindi a rischio eliminazione. Il punto, però, è che in questo momento qualsiasi ipotesi ha una sua validità. Perché il regolamento non chiarisce proprio nulla, anzi resta molto sul vago. Forse non è un caso, o forse no.

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