Qualche comparsata in Ligue 1, con il nono posto nel 2007/08 come miglior piazzamento. Nessun trofeo in bacheca. Giocatori celebri? Qui le cose si fanno più interessanti, perché da queste parti è passato pure Didier Drogba, tra il ’98 e il 2002. Ma non è per questo se oggi, Novak Djokovic, che col calcio c’entra poco, è diventato all’improvviso un grande tifoso del Le Mans. I giallorossi mancano dalla Ligue 1 ormai da 16 anni, però sono terzi in seconda divisione e sognano un ritorno in grande stile. Anche grazie alla spinta, non solo emotiva, di uno dei più grandi tennisti di tutti i tempi.
L’ultima manifestazione d’affetto? Soltanto qualche giorno fa, quando il Le Mans è tornato alla vittoria – un secco 3-0 contro l’Annecy – interrompendo un digiuno di cinque partite. E Djokovic, nel bel mezzo dell’Indian Wells Masters 1000, ha festeggiato il momento con un post su Instagram: un semplice “Allez!”, allegato alle immagini della squadra in spogliatoio. “Novak è un grande appassionato”, dice di lui Thierry Gomez, presidente del club. “Guarda le nostre partite e il suo entusiasmo non è solo di facciata: dovremo conciliare gli impegni di tutti, ma il nostro desiderio è ospitarlo allo stadio Marie-Marvingt già in questa stagione”. Insieme a Felipe Massa, Kevin Magnussen – ex piloti di Formula 1 – e Thibaut Courtois.
Tutte queste celebrità dello sport, infatti, in tempi recenti hanno investito nel progetto Le Mans. Djokovic si è unito a loro la scorsa estate, in seguito alla partnership inaugurata con il fondo brasiliano Outfield, che presto diventerà l’azionista di maggioranza del club. Per capire meglio la traiettoria di un cerchio che si chiude: tra i principali sostenitori finanziari di Outfield c’è anche Georgios Frangoulis. A sua volta ex pilota – anche se nel più periferico campionato Porsche GT3 Cup Challenge –, imprenditore – è il fondatore del noto marchio di healthy food Oakberry. E promesso sposo di Aryna Sabalenka, la numero uno del ranking WTA, che di Nole è amica storica e forse futura compagna di doppio misto – “Sto aspettando il suo messaggio per gli US Open”, ha dichiarato lei di recente, tra il serio e il faceto.
Insomma, una rete di conoscenze ben delineata, che attraverso Outfield s’incontra nella Loira. Per Djokovic si prospetta un futuro da ambasciatore della squadra, soprattutto se quel futuro dovesse essere presto in Ligue 1. “Porterà la sua mentalità, la sua visione di competizione ad altissimo livello”, avevano dichiarato la scorsa estate i rappresentanti del fondo d’investimento a Le Mans. “Nole ama il calcio, è la prima volta che investe in un club professionistico ed è molto entusiasta: sarà un investitore attivo di questi colori, oltre al semplice contributo finanziario individuale”. Il vantaggio è che il Le Mans è una società giovane – ha appena festeggiato quarant’anni di esistenza –, non soffre per la pressione del risultato e attorno a un bacino d’utenza intersecabile con il turismo può celare importanti margini di crescita. Questa stagione è soltanto l’inizio, anzi l’anteprima di qualcosa di nuovo. Fra gli altri garantisce Nole.