In questo caso poco da commentare, non si può fare molto di più che prendere atto di una notizia assolutamente incredibile: La confederazione calcistica africana, la CAF, ha rilasciato un comunicato ufficiale in cui ha annunciato di aver comminato la sconfitta a tavolino al Senegal, col risultato di 3-0, nella finale di Coppa d’Africa che si è svolta a Rabato lo scorso 18 gennaio. Di conseguenza, il Marocco è diventato campione d’Africa a tavolino. La CAF ha motivato questa decisione con l’accoglimento del ricorso presentato dalla Federazione marocchina dopo che giocatori, allenatore e staff senegalesi avevano abbandonato il campo per un quarto d’ora nel corso della finale.
Ma ricostruiamo un attimo la vicenda. Tutto è cominciato al minuto 96’: sugli sviluppi di un calcio d’angolo, viene assegnato un rigore molto dubbio ai padroni di caso per un fallo di Diouf su Brahim Diaz. L’arbitro dapprima ha considerato regolare il contatto ma poi, richiamato all’On Field Review dalla sala VAR, ha optato per l’assegnazione del penalty. Una decisione che ha letteralmente spaccato la partita in due sul piano dei nervi: i giocatori del Senegal hanno reagito immediatamente con rabbia, incredulità, sentendosi vittime di una palese ingiustizia. Anche perché, quattro minuti prima, sempre dopo un corner battuto però dal Senegal, Sarr aveva trovato il gol dopo che il colpo di testa di Seck aveva centrato la traversa. Solo che allo stesso Seck, però, era stato fischiato un fallo dopo una spinta (leggera, ma visibile) su Hakimi.
I giocatori del Senegal sono esplosi, lasciando addirittura il campo. In una finale continentale, a pochi secondi dalla fine dei regolamentari, una scena simile non si era mai vista. È stato addirittura il ct dei senegalesi, Pape Thiaw, a “chiamare” i suoi giocatori e a indicargli la via degli spogliatoi. Sadio Mané è stato tra i pochi che prova a scongiurare l’abbandono della partita, intanto sui tabelloni luminosi dello stadio il cronometro era arrivato al minuto 102′, proprio perché consapevole di un possibile ricorso da parte degli avversari. Immagini decisamente sgradevoli, specie se accompagnate da quello che stava accadendo sugli spalti, su cui c’erano degli scontri tra tifosi senegalesi e polizia marocchina.
Quando il gioco è ripreso, dopo più di un quarto d’ora, Brahim Díaz ha scelto di calciare con cucchiaio facendosi parare il tiro da Mendy piuttosto facilmente. Non proprio una grande idea in quel contesto, tanto che l’opinione pubblica marocchina, nonostante le scuse del giocatore, ha pensato che l’avesse fatto apposta per riequilibrare moralmente la situazione. Il problema, però, è che da quel momento il Marocco è sparito dal campo, schiacciato dalla delusione e dalla pressione del momento. È così che il Senegal ha vinto la Coppa d’Africa, grazie a una rete segnata da Papa Gueye dopo quattro minuti dall’inizio del primo tempo supplementare.
Ecco, adesso, il comunicato della CAF ha ribaltato completamente quel verdetto, l’esito di quella serata e di quella partita così assurda. Ecco un estratto dal testo: «Il Collegio d’Appello della CAF ha deciso che, in applicazione dell’articolo 84 del regolamento della Coppa d’Africa, la nazionale del Senegal è dichiarata sconfitta a tavolino nella finale del torneo, con il risultato registrato come 3-0 a favore della Fédération Royale Marocaine de Football». In questo modo, il Marocco da oggi può fregiarsi del suo secondo titolo continentale. Ma, è evidente, la vicenda non può assolutamente considerarsi conclusa.