L’incredibile decisione presa dalla CAF (la confederazione calcistica africana), che ha invertito l’esito della finale a tavolino e così ha assegnato la Coppa d’Africa 2025 al Marocco, ha determinato un’ondata enorme di indignazione. E, naturalmente, ha già scatenato una comprensibile reazione dei dirigenti di Dakar. Che di fatto, hanno già annunciato le loro prossime mosse: Abdoulaye Seydou Sow, segretario generale della Federcalcio senegalese, si è fatto intervistare dall’emittente pubblica RTS e ha detto che «questa è una farsa, una decisione che si basa sul nulla. Non ha alcun fondamento giuridico, ed è una vergogna per tutta l’Africa. Il presidente della nostra Federazione si metterà in contatto con gli avvocati, poi ci rivolgeremo alle autorità competenti e anche al Tribunale Arbitrale dello Sport, che emetterà la decisione definitiva». Insomma, ufficialmente è già partita la macchina per riottenere il titolo conquistato sul campo.
In parallelo, come succede sempre in questi casi, ci sono tante altre versioni e dichiarazioni che si possono considerare “ufficiose”. E non solo riguardo al Senegal: L’Équipe, per esempio, racconta come «è dal giorno della finale che i dirigenti marocchini hanno fatto il possibile per ribaltare il risultato maturato sul campo. Un primo ricorso è stato respinto, ma loro hanno perseverato. E nel frattempo hanno lavorati ai fianchi la CAF e la FIFA, chiedendo e ottenendo anche il rinvio della Coppa d’Africa femminile in attesa della sentenza. D’altronde stiamo parlando di un Paese che ha una grossa influenza sul calcio africano e su quello mondiale, Fouzi Leekja è membro del consiglio FIFA nonché stretto collaboratore di Gianni Infantino. La pressione esercitata sulle istituzioni, soprattutto su Patrice Motsepe, il presidente sudafricano della CAF, è stata fortissima. E così alla fine il risultato della finale di Coppa d’Africa è stato cambiato a tavolino, anche perché l’intero apparato governativo del Marocco, non solo quello calcistico, aveva investito tantissimo sul torneo».
Oltre al già annunciato ricorso al TAS, il Senegal farà battaglia in tutte le sedi possibili. Sempre secondo L’Équipe, una fonte interna alla Federazione ha detto che «la prossima riunione programmata del Comitato Esecutivo della CAF», prevista per il 29 marzo, «sarà la terza guerra mondiale». Il quotidiano francese ha pubblicato anche le parole di Claude Le Roy, consulente ex ct (dal 1990 al 1992) della Nazionale senegalese e vincitore della Coppa d’Africa 1988 alla guida del Camerun: «Non avrei mai immaginato un epilogo del genere. La CAF è gestita da un presidente che è un vassallo di Infantino e voleva assolutamente dare questa coppa al Marocco. Pensano di poter fare qualsiasi cosa in Africa, qualsiasi affare losco, ma l’immagine che stanno proiettando è davvero patetica. La decisione presa dalla Confederazione farà ridere l’intero mondo del calcio, e a me fa male perché amo tantissimo l’Africa. Alla fine il TAS potrebbe riassegnare la vittoria al Senegal, ma ormai la reputazione della CAF è compromessa». Beh, difficile dargli torto.